Batman di Christopher Nolan, un viaggio tra cinema, fumetti e filosofia

Batman

Batman di Christopher Nolan, alla scoperta della trilogia dedicata al celebre eroe della DC dove il cinefumetto incontra la filosofia

Christopher Nolan, regista britannico autore di film come Inception, Dunkirk, Interstellar, The Prestige e Memento, è noto al grande pubblico per la trilogia dedicata al Crociato Incappucciato.
Si tratta della serie di film costituiti da Batman Begins (2005), Il Cavaliere Oscuro (The Dark Knight, 2008) e Il Cavaliere oscuro- Il ritorno (The Dark Knight Rises, 2012) dove il cinema action incontra lo stile del filmmaker inglese.
Nonostante l’apprezzamento anche da parte del pubblico nerd, la “Trilogia del Cavaliere Oscuro” è un’opera filosofica che risente del pensiero di Nietzsche e di molti pensatori.

Batman Begins: lo scontro tra il bene e il male

Batman Begins racconta le origini del cavaliere oscuro concepito da Nolan, ispirandosi al graphic novel “Batman:Year One” di Frank Miller e David Mazzucchelli.

Un giovane Bruce Wayne, deciso a vendicare l’omicidio dei genitori gira il mondo per apprendere come lottare contro il crimine. In Asia incontra Henri Ducard (che poi si rivela essere Ra’s al Ghul) e la misteriosa Setta delle Ombre.
Il personaggio, interpretato da Liam Neeson, rappresenta un concetto distorto della giustizia. Costui vorrebbe applicare il pugno di ferro uccidendo i criminali e arrivando a distruggere città se non vi fosse rimedio di salvarle.“Non è pazzo nel modo in cui lo sono tutti gli altri cattivi di Batman, non è deciso a vendicarsi… in realtà lui sta cercando di guarire il mondo con mezzi molto drastici” queste sono le parole dello sceneggiatore David Goyer, il quale (durante una dichiarazione su The Age) riferisce di “esseri ispirato a Osama bin Laden” per la ri-modellazione del personaggio.
Lo scontro vede due modelli diversi di giustizia, da un lato la possibilità di redenzione come quella proposta da Bruce Wayne/Batman e dall’altro lato la distruzione totale del male come quella di Duncard/Ra’s al-Ghul.

In seguito si aggiunge il tema della paura. E’ il caso di Bruce Wayne che sceglie un costume “ispirato ai pipistrelli” perché vuole che la sua fobia per i chirotteri sia condivisa anche da altri essendo “i criminali superstiziosi”. Il tema torna anche col personaggio del professor Jonathan Cane, alias Spaventapasseri, che usa un gas allucinogeno e una maschera per spaventare i suoi nemici. E’ il percorso di superamento della paura che porta il protagonista a maturare e diventare un “super-eroe nietzschiano” che si eleva oltre gli altri.

Il Cavaliere Oscuro: la follia e l’anarchia di Joker

Con il successivo film, si introduce il concetto di caos e di follia incarnati dal Joker di Heath Ledger. Nolan ci propone una sua versione del celebre clown criminale, lontano dal gangster di Jack Nicholson del Batman di Tim Burton.
Il film si ispira a “Batman: il lungo Halloween” di Jeph Loeb e Tim Sale ma cita anche il graphic novel “The Killing Joke” di Alan Moore.

Qui Joker rappresenta la follia, il caos, un uomo che si lascia andare agli istinti irrazionali il quale si abbatte su Gotham, un “cane che insegue una macchina” senza un motivo preciso.

“Penso che il Joker ami esaminare o costringere le persone ad esaminare l’insieme di regole morali ed etiche con cui pensano di condurre le loro vite. Lui adora rivoltare questo contro di loro e far sì che debbano confrontarsi con l’ipocrisia con cui conducono le loro vite. In questo senso, è decisamente il catalizzatore della storia, una forza che confronta le persone e le costringe ad affrontare quello che sono realmente.”
Questa è l’idea di Nolan in merito al proprio Joker come descritto in una vecchia intervista su Cooming Soon.

Altro tema è quello del doppio incarnato sia da Bruce Wayne/Batman che dal procuratore di legge Harvey Dent che si trasformerà in Due-Facce.
Per colpa di Joker, Dent si troverà senza la sua amata Rachel e con metà faccia sfigurata, scegliendo di abbracciare la vendetta contro il commissario James Gordon, reo di aver ucciso la sua fidanzata.

Anche l’argomento della giustizia e del governo, ispirato all’idee di Thomas Hobbes, si presenta nel dialogo al ristorante tra Bruce, Rachel, Dent e una ballerina russa. Il procuratore paragona “Batman ad un dittatore romano” poiché il senato di Roma soleva elleggere tali magistrati speciali quando un pericolo minacciava la città. In seguito, Rachel sottolinea che anche tali figure finirono per acquisire troppo potere, come il caso di Giulio Cesare divenuto “dittatore perpetuo.”

Il Cavaliere Oscuro- il Ritorno: scontro tra realtà e giustizia

Infine, l’ultima pellicola del noto personaggio di casa DC chiude il cerchio rappresentando la giusta conclusione della storia di Bruce Wayne.
L’ispirazione proviene dai lavori “Knightfall” di Doug Moench e “Il Cavaliere oscuro colpisce ancora” di Frank Miller e Lynn Varley.

La nuova minaccia è rappresentata da Bane, un terrorista ispirato alle idee di Ra’s al-Ghul, che vuole una nuova giustizia per Gotham. Anche qui una figura ribelle che vuole distruggere il falso mito di Harvey Dent come l’eroe di Gotham creato ad hoc dalla polizia. Infatti Bane afferma di combattere la corruzione e riuscirà, con dei suoi fedeli, a prendere potere nella città di Gotham e “dare inizio ad una nuova era”. Quindi si presenta il tema della realtà contraffatta (citazione riferita al Mito della Caverna di Platone).

Ulteriore tema è quello della redenzione: Batman si ritrova in una prigione ferito a causa dello scontro con Bane. Qui il nostro eroe dovrà ricorrere alle sue forze per liberarsi dal carcere e recarsi a Gotham.

Fonte immagine di copertina: Pixabay

Chi è Salvatore Iaconis

Nato nel 1999 a Napoli e iscritto al corso di laurea di Lettere Moderne all’Università Federico II di Napoli. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania dal 26 gennaio 2021. Grande amante della lettura dai classici della tradizione fino ai best-sellers più recenti, appassionato di cinema in tutte le sue forme nonché di teatro, storia, arte e filosofia.

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