Home | Teatro | Recensioni teatrali | “Ossitocina” al Teatro Le Maschere – Recensione

“Ossitocina” al Teatro Le Maschere – Recensione

Attimi di attrazione tra Claudia e Flavio durante lo sviluppo della storia

Due sconosciuti chiusi in una stanza, una pillola sperimentale in grado di simulare l’innamoramento e una lunga attesa. “Ossitocina”, spettacolo scritto e diretto da Elena Stauffer e interpretato da Maria Anolfo e Francesco Providenti, è andato in scena il 26 e 27 maggio al Teatro Le Maschere di Roma all’interno della rassegna teatrale “CON#tatto”, proponendo al pubblico una riflessione tagliente sulla difficoltà di comunicare nel mondo contemporaneo.

La rassegna del Teatro Le Maschere – che nelle settimane precedenti aveva già ospitato spettacoli come “Sistema Nervoso”, “Uomini o caporali” e “Sete” – continua così il proprio percorso artistico incentrato sulle inquietudini del presente, sui conflitti sociali e sulla fragilità dell’identità contemporanea.

Spettacoli Rassegna “CON#tatto” Date di programmazione
Anna (tratto da Dacia Maraini) 29 e 30 maggio
Ossessioni (ispirato a E.A. Poe) 4 e 5 giugno
Dick Pic – Quando il corpo diventa schermo 9 e 10 giugno
Mostre – Scilla e Cariddi 12 e 13 giugno

Due mondi opposti chiusi nella stessa stanza

La premessa narrativa dello spettacolo è semplice ma efficace: Claudia e Flavio vengono selezionati per uno studio clinico sperimentale che dovrebbe testare una pillola capace di riprodurre chimicamente l’innamoramento. Prima ancora dell’inizio dell’esperimento, però, i due si ritrovano costretti a condividere una stanza e ad attendere insieme l’arrivo dei ricercatori. È proprio questa attesa a diventare il cuore della pièce.

Ossitocina - Scena iniziale dello spettacolo e presentazione dei personaggi di Claudia e Flavio
Ossitocina – Scena iniziale dello spettacolo e presentazione dei personaggi di Claudia e Flavio

Nei primi venti/trenta minuti lo spettacolo costruisce con grande precisione una situazione di disagio quotidiano: silenzi imbarazzati, battute lasciate a metà, sguardi evitati, piccoli attriti apparentemente insignificanti. Una tensione sottile che nasce dal fatto che Claudia e Flavio non si conoscono e appartengono a due mondi totalmente diversi.

Lei lavora nel settore teatrale: è colta, progressista, piena di contraddizioni borghesi che lei stessa riconosce nel corso dello spettacolo. Lui arriva da Centocelle: lavora al supermercato, pratica pugilato e si presenta provocatoriamente come un ragazzo “fascista”, insofferente verso il linguaggio politico e culturale della contemporaneità.

Quello che inizialmente sembra un semplice scambio di provocazioni si trasforma però lentamente in qualcosa di più profondo: i due iniziano a smontarsi reciprocamente, mostrando fragilità, paure e insicurezze che finiscono inevitabilmente per avvicinarli.

Ossitocina: un testo che parla alla generazione dei trentenni

“Ossitocina” riesce a colpire soprattutto perché non cerca mai di stabilire chi abbia ragione: mette invece in scena due persone cresciute in ambienti diversi, schiacciate dalle aspettative sociali, dal precariato, dalla polarizzazione politica e dalla difficoltà di creare relazioni autentiche.

Passaggio di leggerezza e divertimento tra i due personaggi, attraverso il racconto di un episodio passato della vita di Flavio
Passaggio di leggerezza e divertimento tra i due personaggi, attraverso il racconto di un episodio passato della vita di Flavio

Il testo alterna continuamente ironia e momenti più dolorosi. Si ride molto, soprattutto nelle scene più quotidiane, nei battibecchi sulle differenze ideologiche o nelle confessioni sentimentali. Ma sotto la comicità rimane costante una sensazione di vuoto generazionale: entrambi i protagonisti sembrano incapaci di trovare davvero il proprio posto nel mondo.

Lo spettacolo riflette così sulla necessità quasi ossessiva di etichettarsi, schierarsi, definirsi. Claudia e Flavio si giudicano continuamente attraverso categorie politiche, sociali e culturali, salvo poi scoprire che dietro quelle etichette si nascondono due persone molto più simili di quanto credano.

Ossitocina: scenografia minimale che lascia spazio agli attori

Dal punto di vista scenico, “Ossitocina” punta tutto sull’essenzialità. Sul palco sono presenti pochi elementi: un divano bianco, un tavolino, uno sgabello rosso e una pianta laterale. Una scenografia minimalista che ricorda quasi l’ambiente neutro di un laboratorio o di una sala d’attesa, perfettamente coerente con l’idea dell’esperimento clinico.

Presentazione del personaggio di Claudio, presentato fin da subito come una personalità apparentemente “superficiale”
Presentazione del personaggio di Claudio, presentato fin da subito come una personalità apparentemente “superficiale”

Questa scelta permette agli attori di occupare completamente lo spazio scenico attraverso il corpo, il dialogo e il movimento. Maria Anolfo e Francesco Providenti sostengono infatti l’intera ora e mezza di spettacolo praticamente senza pause, costruendo una dinamica credibile e naturale.

Particolarmente efficace risulta la progressiva evoluzione fisica dei personaggi: inizialmente distanti, rigidi e quasi infastiditi dalla presenza reciproca, finiscono lentamente per avvicinarsi, occupando sempre più spesso lo stesso spazio scenico.

Il disegno luci tra freddezza clinica e tensione emotiva

Anche il disegno luci svolge un ruolo fondamentale nella costruzione dell’atmosfera. Nelle scene iniziali dominano tonalità fredde e nette, quasi ospedaliere, che contribuiscono a trasmettere il senso di estraneità e disagio tra i protagonisti.

Con il crescere della tensione emotiva, però, le luci cambiano gradualmente registro: il palco viene attraversato da forti contrasti cromatici blu e rossi che enfatizzano i conflitti verbali e le esplosioni emotive dei personaggi. In alcune delle scene più accese il rosso invade lo spazio scenico quasi a simboleggiare rabbia, attrazione e tensione sentimentale, mentre il blu mantiene una dimensione più fredda e razionale.

Ossitocina - momento di discussione e tensione dei due personaggi, causato dalle differenze ideologiche
Ossitocina – momento di discussione e tensione dei due personaggi, causato dalle differenze ideologiche

Molto interessante anche il modo in cui le luci accompagnano i momenti di maggiore vulnerabilità dei protagonisti: nei passaggi più intimi l’illuminazione si fa più morbida, lasciando emergere il lato umano dei due personaggi oltre le loro maschere ideologiche.

Una riflessione amara ma profondamente contemporanea

“Ossitocina” riesce così a parlare di amore senza raccontare realmente una storia d’amore tradizionale. La pillola sperimentale diventa quasi un pretesto narrativo per interrogarsi su “cosa significhi oggi creare un legame autentico” in una società dominata dalla performance sociale e dalla paura di esporsi emotivamente.

Il risultato è uno spettacolo generazionale, ironico e malinconico allo stesso tempo, che riesce a restituire con lucidità il senso di smarrimento di molti “giovani adulti” contemporanei.

Attimi finali dello spettacolo, nel quale i due personaggi sono emotivamente connessi
Attimi finali dello spettacolo, nel quale i due personaggi sono emotivamente connessi

Informazioni utili e prossimi appuntamenti

Ossitocina” è andato in scena il 26 e 27 maggio 2026 presso il Teatro Le Maschere di Roma – che ha già ospitato spettacoli della portata di “Venditori di anime” – in Via Aurelio Saliceti 1/3. La rassegna teatrale “CON#tatto” proseguirà nelle prossime settimane con altri spettacoli dedicati ai temi dell’identità, della memoria e delle relazioni contemporanee. Tra i prossimi appuntamenti figurano “Anna”, tratto dal racconto “Anna e il Moro” di Dacia Maraini, in scena il 29 e 30 maggio, seguito da “Ossessioni”, ispirato ai racconti dell’autore Edgar Allan Poe, previsto per il 4 e 5 giugno. Chiuderanno la rassegna “Dick Pic – Quando il corpo diventa schermo” il 9 e 10 giugno e “Mostre – Scilla e Cariddi” il 12 e 13 giugno.

Gli spettacoli della rassegna sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti con obbligo di prenotazione tramite il Teatro Le Maschere, contattabile al numero 06 58330817 oppure via mail all’indirizzo [email protected]. Per ulteriori informazioni è consigliabile consultare il loro sito Internet ufficiale.

Fonte delle immagini: archivio personale

Altri articoli da non perdere
BAÙBO di Jeanne Candel in scena al Teatro Bellini
baùbo

Arriva al Teatro Bellini Baùbo – de l’art de n’être pas mort, l’attesissima opera di Jeanne Candel; lo spettacolo prodotto Scopri di più

Il libro della lettera arrivata e mai partita | Recensione
Il libro della lettera arrivata e mai partita, di Mario Santagostini |Recensione

Una novità speciale in casa Garzanti: Il libro della lettera arrivata e mai partita è la nuova raccolta di versi Scopri di più

Freak Out!, del festival COMBO | Recensione
Freak Out!, del festival COMBO | Recensione

Il Teatro Stabile dell’Innovazione – Galleria Toledo ospita il COMBO–the queer dance combination festival Con Freak Out! continua il festival Scopri di più

Antigone di Anouilh al Teatro Romano di Ostia Antica

Roberto Latini porta in scena l'Antigone di Anouilh al Teatro Romano di Ostia antica, una riscrittura intima e profonda della Scopri di più

Benvenute stelle al Ridotto del Mercadante | Recensione
Benvenute stelle al Ridotto del Mercadante | Recensione

Benvenute stelle va in scena al Ridotto del Mercadante da martedì 21 novembre a domenica 26. Scritto e diretto da Scopri di più

La morte della Pizia al Teatro Arcobaleno | Recensione
La morte della Pizia al Teatro Arcobaleno | Recensione

In programma al Teatro Arcobaleno di Roma fino al 24 novembre, La morte della Pizia di Dürrenmatt smaschera la credulità Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Asia Renzini

Vedi tutti gli articoli di Asia Renzini

Commenta