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Il terzo incomodo, al Teatro Nuovo | CTF

Il terzo incomodo, al Teatro Nuovo | CTF

Volge al termine l’edizione 2026 del Campania Teatro Festival: in scena il 10 luglio al Teatro Nuovo di Napoli Il terzo incomodo, di Ivan Cotroneo per una produzione NEST.

Un lutto ed i resti di una vita che fu ormai devota a una silenziosa memoria: una casa che perde ogni volta piccoli pezzi, una cassetta con delle foto segrete, due figli diametralmente opposti e legati soltanto dal seme del reciproco padre. Sì, perché Raffaele, il grande assente, con la sua morte ha lasciato due figli da due mogli diverse, adesso entrambi riuniti in una vecchia casa al mare dove vivevano momenti di vita tenera con il loro papà. Ma in questa processione di ricordi, a un certo punto, un uomo misterioso invade il loro spazio rivelando un segreto che stravolgerà tutto. Il terzo incomodo, una commedia in un atto di Ivan Cotroneo per la Compagnia NEST, emoziona il pubblico partenopeo con una comicità tenera insieme agli attori Francesco Di Leva, Adriano Pantaleo e Giuseppe Gaudino ed alla regia di Giuseppe Miale Di Mauro.

Dettaglio dello spettacolo Informazioni di sintesi
Titolo dell’opera Il terzo incomodo
Drammaturgia Ivan Cotroneo
Regia Giuseppe Miale Di Mauro
Attori in scena Francesco Di Leva, Adriano Pantaleo, Giuseppe Gaudino
Produzione NEST – Napoli Est Teatro
Teatro e rassegna Teatro Nuovo di Napoli, Campania Teatro Festival 2026
Data e durata 10 luglio 2026, ore 19:00 (durata 1 ora e 10 minuti)
Il terzo incomodo, al Teatro Nuovo | CTF
I due figli del defunto Raffaele

Il palcoscenico della vita: il teatro della Compagnia NEST

Il terzo incomodo è una commedia che non deride, anzi, la sua comicità consente di spingere fuori la complessità dei sentimenti dalla tragicità sottintesa della consapevolezza della perdita dopo il lutto. Il palcoscenico, così, diventa una ferita che vive, uno squarcio accessibile da cui sgorga la linfa delle emozioni: la Compagnia NEST crea uno spazio teatrale di pura vita, dove si parla del vuoto lasciato dalla perdita, della forza di raccogliere le macerie di quello stesso vuoto e andare avanti, ma dove si affronta anche lo sforzo del perdono, della riconciliazione e della consapevolezza che l’assente era, sì, un padre ma innanzitutto un uomo.

L’accessibilità di quel teatro sta in questa complessità di vita, in una dinamica che non racconta lieto fini o favole, bensì compone una ragnatela risolutiva proprio nella sua fitta trama. Il terzo incomodo, allora, è un elemento di disturbo, qualcuno pronto a rivelare una verità nascosta ed a scardinare la linearità dell’equilibrio fino a quel momento imposto. È un uomo sconosciuto e sopraggiunto in quella vecchia casa ricca di ricordi inaspettatamente anche per lui: confessa la sua relazione segreta con Raffaele, chiede di abbandonare gli sguardi giudicanti e di accogliere la storia di un amore autentico. Ai figli resta una nuova figura di padre e uomo da decodificare, una sottotrama da integrare nella loro trama di vita fino ad ora vissuta.

Il terzo incomodo, al Teatro Nuovo | CTF I due figli e l’amante di Raffaele[/caption>

Il terzo incomodo tra pregiudizi e disincanto

Ivan Cotroneo non compone soltanto una narrazione che parla di amore ed equilibri famigliari. La trama si estende raccontando dinamiche molto più complesse che viaggiano tra i pregiudizi sull’omosessualità e il disincanto delle idealizzazioni. Nel momento in cui viene rivelato l’ennesimo tradimento di Raffaele ma, questa volta, con un uomo ribaltando irreversibilmente le carte in tavola, davanti ai suoi figli si sgretolano i contorni del padre mettendo a nudo quella vulnerabile di un uomo, in tutta la sua complessità ancora una volta. Non solo, perché entrambi devono scontrarsi con l’immagine di un padre con un altro uomo, con la consapevolezza che forse proprio quella era la sola e vera soluzione di Raffaele dopo svariati tradimenti. Perciò, Il terzo incomodo diventa anche la testimonianza di quanti pregiudizi gravitano attorno all’accettazione dell’omosessualità, visibili effettivamente nell’esatto momento in cui si rivela in casa e non più come un’eco lontana di questioni sociali che si pensa non ci riguardino.

Il terzo incomodo, al Teatro Nuovo | CTF L’amante di Raffaele[/caption>

Il terzo incomodo tra linguaggio comico e tenera commozione

Dunque, lo spettacolo portato in scena dalla Compagnia NEST non accoglie una sola indagine performativa, ma affronta molteplici sguardi che dal particolare della storia di una famiglia si estendono a riflessioni più generali. La riuscita de Il terzo incomodo sta in questo movimento dall’intimo delle pareti di una casa – realizzata dalla scenografia realistica di Luigi Ferrigno – all’esterno della profondità del mare di fronte – soltanto evocato dai suoni di Italo Buonsenso -, mentre il linguaggio teatrale resta autentico, semplice nel senso di immediato e mai banale, che punta ad abbracciare la platea in un groviglio di emozioni e sentimenti. Non c’è bisogno di idealizzazioni o di orpelli: il palcoscenico è uno spazio di vita autentica.


Scheda tecnica dello spettacolo

Il terzo incomodo

Commedia in un atto

DI IVAN COTRONEO
CON FRANCESCO DI LEVA, ADRIANO PANTALEO E GIUSEPPE GAUDINO
REGIA GIUSEPPE MIALE DI MAURO
SCENE LUIGI FERRIGNO
LUCI LUIGI BIONDI E DESIDERIA ANGELONI
COSTUMI GIOVANNA NAPOLITANO
SOUND DESIGNER ITALO BUONSENSO
VIDEO PIETRO DI FRANCESCO
AIUTO REGIA MARCELLO MANZELLA
DIRETTORE DI SCENA FRANCESCO BELLELLA
ASSISTENTE ALLE SCENE ALESSIA DI PACE
ASSISTENTE ELETTRICISTA FRANCESCO CERVONE
ORGANIZZAZIONE CARLA BORRELLI
ASSISTENTE DI PRODUZIONE ALESSIA BERGAMENE
FOTO E VISUAL DESIGN CARMINE LUINO
UFFICIO STAMPA GENNARO BIANCO
REALIZZAZIONE SCENE ALOVISI ATTREZZERIE
PRODUZIONE NEST – NAPOLI EST TEATRO

Teatro Nuovo
10 luglio, ore 19:00

Durata 1 ora e 10 minuti

Debutto assoluto

Immagini e immagine di copertina: Salvatore Pastore – fonte: Ufficio Stampa

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A proposito di Francesca Hasson

Francesca Hasson è giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 14/12/2023. Appassionata di cultura in tutte le sue declinazioni, unisce alla formazione umanistica una visione critica e sensibile della realtà artistica storica e contemporanea. Dopo avere intrapreso gli studi in Letteratura Classica, consegue la laurea in Lettere Moderne e in Discipline della Musica e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Durante la carriera accademica, riscopre una passione viva per la ricerca e la critica, strumenti che esercita attraverso il giornalismo culturale. Carta e penna in mano, crede fortemente nel valore di questa professione, capace di generare dubbi, stimolare riflessioni e spianare la strada verso processi di consapevolezza. Un tipo di approccio che alimenta la sua scrittura e il suo sguardo sul mondo e che la orienta in una dimensione catartica di riconoscimento, identità e comprensione.

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