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“Sistema nervoso” al Teatro Le Maschere – Recensione

Leonardo Capuano durante una delle prime sequenze di “Sistema nervoso”- il protagonista dialoga con presenze immaginarie e figure nate dalla propria mente

Un uomo che corre “tutto il giorno da una parte all’altra” senza riuscire davvero a muoversi. Una mente frammentata, assediata da pensieri. Sistema nervoso, monologo ad atto unico scritto e interpretato da Leonardo Capuano – andato in scena il 15 maggio 2026 al Teatro Le Maschere – presenta il cortocircuito interiore di un individuo contemporaneo, incapace di trovare un equilibrio tra il proprio mondo interiore e la realtà che lo circonda.

Dettagli dello spettacolo Sistema nervoso

Elemento Dettagli
Titolo Sistema nervoso
Autore e attore Leonardo Capuano
Luogo Teatro Le Maschere, Roma
Data rappresentazione 15 maggio 2026
Rassegna CON#tatto

Lo spettacolo si sviluppa come un flusso continuo di coscienza: i pensieri si accavallano, i dialoghi si moltiplicano, il confine tra immaginazione e realtà diventa sempre più sottile. Il protagonista parla con il proprio sistema nervoso, con figure invisibili, con una “scimmia”, con un direttore, con un sassofonista, dando vita ad una dimensione teatrale sospesa tra assurdità e disperazione.

La drammaturgia costruisce volutamente una narrazione spezzata. Non esiste una linearità vera e propria: lo spettatore viene trascinato dentro i pensieri del protagonista, fatti di continue deviazioni, immagini improvvise e ricadute emotive.

Mi manca un pezzo”, ripete più volte il personaggio, quasi a voler sottolineare l’impossibilità di ricostruire interamente sé stesso.

Lo spettacolo alterna momenti profondamente drammatici ad altri quasi grotteschi. In pochi minuti si passa da riflessioni sulla pazzia e sul fallimento umano a scene surreali ambientate in improbabili sottomarini o dialoghi apparentemente nonsense. Ed è proprio in questa instabilità che vi è il cuore dello spettacolo: il pubblico viene immerso nella stessa condizione mentale del protagonista, senza mai avere punti di riferimento stabili. L’effetto è straniante ma efficace.

Leonardo Capuano in una delle scene iniziali di “Sistema nervoso”
Leonardo Capuano in una delle scene iniziali di “Sistema nervoso”

Il caos della mente non viene raccontato dall’esterno ma fatto vivere direttamente allo spettatore. Alcuni passaggi risultano volutamente ripetitivi, quasi ossessivi, riproducendo il meccanismo di un pensiero che gira continuamente su sé stesso, senza trovare mai una reale via d’uscita.

Leonardo Capuano e un’interpretazione emotiva

Gran parte della forza dello spettacolo risiede nell’interpretazione di Leonardo Capuano. Essendo un monologo, tutto il peso della scena ricade inevitabilmente sull’attore, che riesce però a sostenere il ritmo attraverso un lavoro fisico estremamente intenso.

Capuano non resta mai fermo: si siede, si rialza, si arrampica sul tavolo, cambia postura continuamente, attraversa lo spazio scenico come un uomo incapace di abitare davvero il proprio corpo. La voce segue lo stesso principio. Ai momenti di apparente lucidità si alternano improvvise accelerazioni, urla, cambi di tono e registri ironici. Il risultato è un personaggio instabile ma mai artificiale, nel quale convivono vulnerabilità, rabbia, paura e desiderio disperato di essere compreso.

Leonardo Capuano in una delle sequenze finali di “Sistema nervoso”
Leonardo Capuano in una delle sequenze finali di “Sistema nervoso”

Particolarmente significativo è il finale, nel quale il protagonista tenta un approccio umano disarmante: chiedere ad un altro individuo di diventare suo amico. Dopo un intero spettacolo dominato dal caos mentale, questa richiesta appare quasi come l’ultimo tentativo di salvezza possibile.

Sistema nervoso: una scenografia essenziale che amplifica il vuoto

La scenografia è ridotta all’essenziale: un tavolo, due sedie, un appendiabiti. Pochi elementi che diventano però estremamente versatili durante lo spettacolo. Il tavolo si trasforma di volta in volta in rifugio, un luogo di confronto, un ostacolo. Questa scelta minimalista funziona proprio perché lascia spazio totale al corpo e alla parola dell’attore.

Il palco appare quasi vuoto, ma quel vuoto diventa metafora della solitudine interiore del protagonista. L’assenza di grandi cambi scenografici permette inoltre allo spettatore di concentrarsi completamente sul flusso emotivo della performance, senza distrazioni visive superflue.

Il disegno luci tra isolamento e tensione psicologica

Il disegno luci gioca un ruolo centrale nella costruzione dell’atmosfera dello spettacolo. Le luci isolano spesso il protagonista in coni luminosi molto netti, lasciando il resto del palco immerso nell’oscurità. Questo effetto crea una forte sensazione di solitudine e accentua la dimensione mentale del racconto.

Nei momenti più concitati, l’illuminazione diventa più dura e contrastata, sottolineando la tensione psicologica crescente. Al contrario, in alcune scene più sospese o malinconiche, la luce si ammorbidisce leggermente, creando un’atmosfera intima.

Molto efficace anche l’uso della controluce che, in diversi momenti, trasforma il protagonista in una figura quasi anonima, simbolo di un disagio che non appartiene solo ad un singolo individuo ma ad un’intera collettività.

Sistema nervoso: un disagio individuale che diventa collettivo

“Sistema nervoso” non racconta soltanto la crisi di un uomo, ma quella di una società intera. Ansia, sovraccarico emotivo, paura del fallimento, incapacità di comunicare davvero con gli altri: tutti elementi estremamente contemporanei che emergono continuamente nel corso del monologo. La follia del protagonista appare allora meno distante di quanto sembri inizialmente. Dietro l’assurdo, infatti, si nasconde un disagio profondamente riconoscibile.

Lo spettacolo non offre soluzioni né rassicurazioni. Rimane volutamente aperto, frammentario, irrisolto. Ma, proprio per questo, riesce a lasciare nello spettatore una sensazione persistente, quasi inquieta, che continua anche dopo la fine della rappresentazione nell’ambito del teatro contemporaneo.

Informazioni utili

Sistema nervoso“, monologo ad atto unico scritto e interpretato da Leonardo Capuano con assistenza alla regia e alla drammaturgia di Paola Corsi, è andato in scena al Teatro Le Maschere di Roma, in Via Aurelio Saliceti 1/3. Il teatro continuerà la propria programmazione nelle prossime settimane con numerosi spettacoli della rassegna “CON#tatto”, tra cui “Uomini o caporali” di e con Francesco Stella (22 e 23 maggio); “Ossitocina” di Elena Stauffer (26 e 27 maggio), riflessione contemporanea sulle relazioni e sull’identità generazionale; “Anna“, tratto dal racconto “Anna e il Moro” di Dacia Maraini e diretto e interpretato da Viola Graziosi (29 e 30 maggio); “Ossessioni“, ispirato ai racconti di Edgar Allan Poe (4 e 5 giugno); “Mostre – Scilla e Cariddi” (12 e 13 giugno), rilettura contemporanea del mito omerico attraverso una prospettiva femminile.

L’ingresso agli spettacoli è gratuito fino ad esaurimento posti, con obbligo di prenotazione. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il Teatro Le Maschere al numero 06 58330817 oppure scrivere all’indirizzo [email protected]. Maggiori dettagli sulla programmazione sono disponibili anche sul sito ufficiale del teatro.

Fonte delle immagini: archivio personale

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