Cuore di porco di Carrozzeria Orfeo vede la luce per la prima volta alla Sala Assoli. Nel buio abissale di una piccola sala scavata nelle radici della terra, compare sullo schermo «una città dilaniata», vista in soggettiva dal pubblico e dal protagonista.
Dopo anni di sperimentazione creativa, iniziata dal desiderio di generare una forma di reazione al teatro contemporaneo che – con le dovute eccezioni – di attuale pare avere solo la definizione, Carrozzeria Orfeo debutta al Campania Teatro Festival partorendo un nuovo spettacolo, una profetica giovane messinscena che tenta di ricucire le ferite con il mondo del teatro (almeno con quello di prosa), facendo strabordare i consueti codici drammaturgici, mescolandoli con quelli sonori e visivi.
| Elemento dello spettacolo | Dettagli della messinscena |
|---|---|
| Spettacolo | Cuore di porco |
| Compagnia | Carrozzeria Orfeo |
| Teatro del debutto | Sala Assoli (Campania Teatro Festival) |
| Date e orari repliche | 15 giugno ore 21:00, replica 16 giugno ore 19:00 |
| Cast | Matteo Berardinelli, Massimiliano Setti, Federico Bassi |
| Regia | Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti |
| Durata | 1 ora (debutto assoluto) |
- Cuore di porco: ogni forma di vita è di per sé un miracolo, ma una vita che sogna fa miracoli
- Capitolo due: tra maiali e umani si azzerano le distanze
- Tra medicina sperimentale, fine del mondo e una partita di tennis Carrozzeria Orfeo traccia un quadro del presente
- Scheda tecnica e crediti dello spettacolo
Cuore di porco: ogni forma di vita è di per sé un miracolo, ma una vita che sogna fa miracoli
Capitolo due: tra maiali e umani si azzerano le distanze

Dopo aver dialogato con quest’uomo che, non a caso, è incappucciato, Lucio ci avverte che sta per iniziare a narrarci una storia un po’ lunga, in cui c’entra lui, una madre e un maiale. Ecco che il secondo capitolo può iniziare e il fumetto può voltare pagina (letteralmente), perché questa storia è «l’unica cosa che gli rimane». E forse anche chi l’ha ideata e scritta ha proprio scelto questa narrazione per tentare di ricucire un pezzo della Storia – quella più grande che tutti conosciamo.
La transizione tra un capitolo e l’altro avviene «a partire dall’immagine di una lumaca»: tutto lo spettacolo è gravido di simbolismi, nessuna scelta è casuale. Solo la lumaca, per fare un esempio, ricompare in altri due momenti all’interno del testo: quando il coach Lucio si rivolge all’uomo incappucciato accusandolo di essere lento come una lumaca e poi ancora la lumaca ferma sulla schiena di un maiale nel momento in cui un altro maiale può sorprendentemente pensare di essere grato alla vita per essere vivo.
Mentre sto riassaporando il piacere della lentezza di un racconto – a proposito di lumache e associazioni mentali che si producono inconsciamente proprio partendo dal potere delle immagini – sullo schermo compaiono appunto dei maiali in fila per andare al macello, una sfilza di porci culoni e borbottoni e inizialmente non capisco bene a cosa sto assistendo. Ma poi anche il nostro protagonista diventa uno di loro, presta la voce a un suino (Matteo Berardinelli è incredibile nelle variazioni vocali, nei cambi di toni e accenti, umani e animali).
Il maiale ci descrive gli odori, i suoni, le percezioni corporee di uno stato di costrizione. La fila per il macello è una prigionia che coincide con la gabbia della vita umana, piegata alle logiche consumistiche e di potere. Ma a volte, tra le strade maleodoranti di una città sporca, la lordura e il disfacimento, la violenza predatoria e la spietatezza di certe pratiche che, dato il suprematismo della nostra specie, ci sono decisamente sfuggite di mano – penso all’ovvio riferimento in Cuore di porco agli allevamenti intensivi –, si trova un biscotto della fortuna che ci parla come un presagio.
Tra medicina sperimentale, fine del mondo e una partita di tennis Carrozzeria Orfeo traccia un quadro del presente

fonte foto: fotografa di scena Agata Torelli
Scheda tecnica e crediti dello spettacolo
Uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo
Autori: Chiara Arrigoni, Filippo Capobianco, Francesco Petruzzelli
Supervisione drammaturgica: Gabriele Di Luca
Con: Matteo Berardinelli, Massimiliano Setti, Federico Bassi
Regia: Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti
Illustrazioni e animazioni: Federico Bassi, Giacomo Trivellini
Motion graphic: Gloria Marsiglio
Musiche: Massimiliano Setti
Costumi: Stefania Coretti
Consulenza tecnica: Dario Andreoli
Ufficio stampa: Raffaella Ilari
Ufficio produzione: Luisa Supino, Giulia Zaccherini
Una produzione: La Corte Ospitale, Centro Teatrale Mamimò, Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival
In collaborazione con: Cartoon Club Rimini
Sala Assoli
15 giugno, ore 21:00
Replica 16 giugno, ore 19:00
Debutto assoluto
Durata 1 ora

