All’interno della rassegna CON#tatto, il Teatro “Le Maschere” ha ospitato, il 4 e 5 giugno 2026, “Ossessioni”. Lo spettacolo tratto dai racconti di Edgar Allan Poe e adattato, tradotto e diretto da Giuseppe Convertini si inserisce perfettamente nel solco del teatro gotico e del romanticismo oscuro tipici dell’autore.
In scena Paolo Cutroni ed Erika Russo hanno dato vita a un viaggio teatrale che attraversa alcuni dei temi più celebri dello scrittore americano: il lutto, l’amore impossibile, l’ossessione e il progressivo smarrimento della ragione, esaltati sulla scena attraverso un sofisticato linguaggio non verbale.
Indice dei contenuti
| Dettaglio spettacolo | Informazioni |
|---|---|
| Titolo dell’opera | Ossessioni |
| Regia e Adattamento | Giuseppe Convertini |
| Cast Artistico | Paolo Cutroni, Erika Russo |
| Rassegna e Sede | CON#tatto – Teatro Le Maschere (Roma) |
1. Ossessioni: un Poe raccontato attraverso i suoi fantasmi
Lo spettacolo intreccia tre racconti tra i più noti dell’autore, Morella, Berenice e Ligeia, costruendo una narrazione che non si limita a riproporne la trama, ma li utilizza come porte d’accesso all’universo emotivo di Poe.

Sul palco, Paolo Cutroni veste i panni dello scrittore tormentato, costantemente inseguito dalle figure femminili che abitano le sue opere e la sua memoria. Erika Russo diventa invece una presenza mutevole, sospesa tra donna reale, vecchio e lontano ricordo, spettro e ossessione. La scelta di ridurre completamente la sua parola scenica si rivela particolarmente efficace all’interno di questa approfondita analisi drammaturgica: il personaggio esiste soprattutto attraverso il corpo, gli sguardi e i movimenti, trasformandosi in una presenza inquietante che sembra emergere direttamente dall’inconscio del protagonista.
La narrazione procede come un flusso di coscienza, in cui realtà e immaginazione finiscono progressivamente per sovrapporsi. Il risultato è uno spettacolo che non racconta soltanto Poe ma cerca di far vivere allo spettatore le sue stesse inquietudini.
2. Ossessioni: una scenografia fortemente evocativa
Uno degli elementi più riusciti della messinscena è senza dubbio l’impianto scenografico. Al centro del palco domina una struttura che ricorda contemporaneamente una finestra, una gabbia, una soglia e un altare funerario. Decorata con fiori e avvolta da teli traslucidi diventa, di volta in volta, una camera da letto, una tomba, un luogo del ricordo o un portale verso l’aldilà.

La scenografia non cambia praticamente mai durante lo spettacolo, ma riesce comunque ad assumere significati diversi grazie all’utilizzo delle luci e al lavoro degli interpreti. In particolare, la figura femminile appare spesso incorniciata dalla struttura centrale come se fosse un’apparizione soprannaturale, accentuando il carattere gotico dell’intera rappresentazione.
Anche gli oggetti di scena sono ridotti all’essenziale: un tavolo, uno specchio, un libro. Elementi semplici che assumono un forte valore simbolico, riflettendo l’estetica decadente tipica dello scrittore e contribuendo a costruire un’atmosfera sospesa tra vita e morte.
3. Luci e colori costruiscono l’incubo scenico
Se la scenografia costituisce l’ossatura visiva dello spettacolo, è il disegno luci a conferirgli la sua identità più profonda.

Le tonalità calde e soffuse accompagnano i momenti di apparente serenità e dei ricordi felici, mentre improvvisi tagli di luce bianca isolano i personaggi nei momenti di maggiore tensione psicologica, donandogli un’aura drammatica estremamente marcata. In alcune sequenze, la figura femminile emerge letteralmente dal buio, illuminata controluce fino a trasformarsi in una sagoma quasi spettrale.
Particolarmente suggestivo si rivela l’utilizzo delle luci blu e violacee nelle scene finali, che si fondono con un raffinato espressionismo scenico per avvolgere il palco in un’atmosfera irreale, rendendo tangibile la progressiva discesa nella follia del protagonista. Anche la presenza del fumo scenico viene utilizzata con misura, amplificando la sensazione di trovarsi all’interno di un sogno inquieto o di un ricordo che si rifiuta di svanire.

Ossessioni- scena di ballo e leggerezza tra i due protagonisti della pièce
4. Ossessioni: un omaggio rispettoso al gotico di Poe
“Ossessioni” non punta sull’horror in senso stretto. Non cerca lo spavento facile né l’effetto spettacolare, ma preferisce concentrarsi sulla dimensione psicologica che caratterizza gran parte della produzione di Poe.
La regia di Giuseppe Convertini costruisce un percorso che mette al centro il dolore della perdita e l’impossibilità di lasciar andare ciò che si ama. Le figure femminili diventano così il simbolo di un’assenza che continua a perseguitare il protagonista, trasformando il lutto in ossessione.
Ossessioni- scena disturbante e inquietante tra Edgar Alla Poe e la malattia di sua moglie
Pur nella semplicità dei mezzi scenici, lo spettacolo riesce a restituire l’atmosfera malinconica e decadente tipica dello scrittore americano, offrendo una rilettura accessibile anche a chi non conosce approfonditamente le sue opere.
5. Informazioni utili e contatti dello spettacolo
“Ossessioni” è stato presentato il 4 e 5 giugno 2026 nell’ambito della rassegna teatrale “CON#tatto“, un progetto artistico del “Teatro Le Maschere” interamente dedicato al teatro contemporaneo e al dialogo dinamico tra artisti affermati e giovani compagnie under 35.
La rassegna ha già ospitato spettacoli di rilievo come recensione di Sete al Teatro Le Maschere, spettacolo teatrale Sistema Nervoso, analisi di Venditori di Anime, opera Uomini o Caporali e drammaturgia contemporanea Ossitocina.
I prossimi appuntamenti saranno: “Dick Pic – Quando il corpo diventa schermo” (9 e 10 giugno) e “Mostre – Scilla e Cariddi” (12 e 13 giugno), rilettura contemporanea del mito omerico attraverso una riflessione sul femminile, scritta da Laura Pinato e Sebastiano Spada; questi saranno gli eventi conclusivi della stagione della rassegna.

Gli spettacoli si svolgono presso il “Teatro Le Maschere“, in via Aurelio Saliceti 1/3 a Roma. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti, con prenotazione obbligatoria tramite telefono o email presso la segreteria del teatro. Per maggiori informazioni vi consigliamo di visitare il portale web del Teatro Le Maschere.
Fonte delle immagini: archivio personale

