Teatro Civico 14, Falco racconta l’entusiasmante vita di Molière

Il Teatro Civico 14 di Caserta ha ospitato, sabato 15 e domenica 16 ottobre, il debutto di Molière uanmensciò, spettacolo sulla vita di Moliére dell’attore Fabrizio Falco.

“Ed io, sommerso dalle infamie, tradito da ogni parte, cercherò un buco in terra, un luogo isolato in cui avere il diritto, anch’io, di essere un uomo”. Secondo Fabrizio Falco, in scena al Teatro Civico14 di Caserta con Molière uanmensciò (o come volete voi) – spettacolo da lui scritto, diretto e interpretato con la produzione di Casa del Contemporaneo – Molière dovette pensare proprio a questa battuta, fatta pronunciare ad Alceste nel Misantropo, per riassumere in punto di morte la sua sofferta – e straordinaria al tempo stesso – esperienza di vita.

Molière uanmensciò (o come volete voi) è un’entusiasmante cavalcata dentro la vita del commediografo e attore teatrale francese, una convincente lezione-spettacolo che porta in scena il suo rapporto con i genitori, la scoperta del teatro, gli amori, i successi, i dispiaceri. In poco più di un’ora, infatti, la raffinatissima penna di Fabrizio Falco riesce a tratteggiare una delle figure più importanti del teatro classico francese senza mai banalizzare e, anzi, tenendo sempre alta l’attenzione e l’interesse degli spettatori: egli passa dagli scontri con il padre – tappezziere di corte, uomo fin troppo pragmatico per accettare che il figlio faccia l’attore riducendosi a essere “un vagabondo, sempre senza un soldo” – ai fiaschi al botteghino dell’Illustre Théâtre, compagnia con cui mette in scena le prime tragedie, e fino ai grandi successi di commedie come Il Tartuffo, Don Giovanni e Il Misantropo, che se da un lato contribuirono ad accrescere la fama di Molière, dall’altra destarono scandalo, provocando le antipatie degli ambienti conservatori e religiosi della monarchia.

La scrittura di Fabrizio Falco funziona alla perfezione: l’attore messinese porta sul palco di Caserta un monologo fresco, intelligente, sociale e comico al tempo stesso che riesce non soltanto a strappare più di una risata al pubblico con colloqui solitari, imitazioni esilaranti e divagazioni sull’amore (“Il mio rapporto con le donne – afferma, a un certo punto, facendo sorridere gli spettatori – è una specie di termometro: quando c’è una donna nella mia vita, è tutto meraviglioso, quando non c’è, è una fogna”) ma anche a catapultarlo nella bottega in cui Molière, ancora giovane, lavora col padre, poi fra le poltrone dell’Hotel de Bourgogne, facendolo immergere in una Parigi brulicante di umanità colorata, disordinata, affascinante ma anche sporca, pericolosa, piena di gente e di ingiustizie sociali.

Il racconto della storia di Molière diventa, tuttavia, anche un’occasione di riflessione sul nostro tempo, sulla condizione dell’artista, sulle pressioni genitoriali che, spesso, ci condizionano in ambito di scelte di vita e università. Anche in questo caso, però, la scrittura è coraggiosa e mai banale: Fabrizio Falco maneggia tematiche tanto delicate e complesse nell’unico modo possibile, cioè con maturità, sarcasmo, ironia e una buona dose di distacco, in pieno stile Molière.

Prossimamente

La quattordicesima stagione del Teatro Civico 14 prosegue sabato 22 e domenica 23 ottobre con cazzimma&arraggia di Fulvio Sacco e Napoleone Zavatto: la storia, soltanto in parte sportiva, di due sciarmati dirigenti dell’SSC Napoli che acquistano il più grande calciatore di tutti i tempi, Diego Armando Maradona, realizzando il sogno di una città intera. Per info: https://www.teatrocivico14.org

ph: Marina Alessi

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A proposito di Davide Traglia

Davide Traglia. Nato a Formia il 18 maggio 1998, laureato in Lettere Moderne, studente di Filologia Moderna presso l'Università 'Federico II' di Napoli. Scrivo per Eroica Fenice dal 2018. Collaboro/Ho collaborato con testate come Tpi, The Vision, Linkiesta, Youmanist, La Stampa Tuttogreen. TPI, Eroica Fenice e The Vision.

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