Pandora Hearts di Jun Mochizuki | Recensione

Pandora Hearts

Pandora Hearts è la prima grande opera della mangaka Jun Mochizuki, nota anche per il manga The Case Study of Vanitas. Edito in una prima edizione da 24 volumi da Star Comics, attualmente è in corso la pubblicazione di una New Edition da 13 volumi due in uno. Esiste anche un adattamento anime di 25 episodi, edito in Italia da Yamato Video.

Trama e personaggi: alla ricerca di sé stessi in un’ambientazione dark

Il protagonista è Oz Vessalius, erede di una delle quattro casate ducali che ha appena compiuto quindici anni e sta per celebrare la sua cerimonia per il raggiungimento della maggiore età. Qualcosa però va storto: delle figure incappucciate, che si scopriranno essere parte della famiglia Baskerville, interrompono la cerimonia per gettarlo in Abyss, una dimensione oscura abitata dai Chain, creature che per poter sopravvivere devono stipulare dei contratti con gli esseri umani. Il suo peccato: la sua stessa esistenza. Proprio qui, Oz incontra Alice, un chain dalle sembianze di una ragazza che gli offre di stipulare un contratto con lei per poter liberare entrambi e uscire da Abyss. Una volta fuori, Oz è deciso a scoprire il motivo che si cela dietro la sua condanna, con l’aiuto di Alice, anche lei intenta a scoprire le radici del suo passato e dei suoi ricordi mancanti; Raven, un ragazzo misterioso dedito a proteggere Oz; la giovane Sharon, rampolla di una delle quattro casate ducali; Xerxes Break, personaggio eccentrico che indaga la verità su Abyss.

Psicologia e introspezione dei personaggi

Jun Mochizuki riesce sempre, nelle sue opere, a caratterizzare i suoi personaggi in modo tale da dare loro profondità, rendendoli tridimensionali. Pandora Hearts è proprio questo: oltre alla trama e alle ambientazioni ben sviluppate, i personaggi hanno una psicologia complessa, personalità che si evolvono in corso d’opera, riflettendo sulle proprie azioni e imparando dai proprio sbagli. Questo non riguarda solo i personaggi principali: anche quelli più di fondo sono ben sviluppati e hanno una storia, il più delle volte tragica, che li porta a compiere determinate azioni. Un’introspezione profonda porterà a vari colpi di scena, tra sacrifici, redenzioni, comprendere il proprio posto all’interno della storia, per poi culminare in un finale in cui tutti i nodi vengono al pettine, dove gli intrighi di trama verranno risolti lasciando al lettore un senso di soddisfazione per un’opera ben costruita.

Lealtà e tradimenti: non tutto è come sembra

Fondamentale in Pandora Hearts sono le relazioni tra i vari personaggi: a partire dal trio principale composto da Oz, Alice e Raven, uniti da una fedeltà che li porterà a fare di tutto gli uni per gli altri e che durerà fino alla fine della storia. Nel corso del manga, il protagonista coltiva diverse relazioni: un’amicizia/rivalità con il coetaneo Elliot Nightray, importante per il protagonista nel vivere quella spensieratezza che gli è stata strappata via; la “carissima Echo”, che nonostante faccia parte della fazione rivale cerca sempre di aiutare Oz, che a sua volta la aiuta a trovare quel lato di sé unico e umano; sua sorella minore, Ada, verso cui prova sentimenti di afflizione al momento della loro riunione. Particolarmente importanti per lo sviluppo del personaggio principale sono i suoi rapporti con il padre, Xai Vessalius, che non lo ha mai amato, e il suo antenato Jack Vessalius, antico eroe la cui anima risiede nel corpo di Oz, figura leggendaria di cui si scoprirà la vera essenza con il proseguire della storia.

Pandora Hearts e i riferimenti all’opera di Lewis Carroll: Alice nel Paese delle Meraviglie

Fin da subito, è possibile notare un collegamento tra Pandora Hearts e la famosa opera di Lewis Carroll,  Alice nel Paese delle Meraviglie: diversi personaggi sono infatti ispirati a quest’ultima, a partire da Alice, che condivide il suo nome con la protagonista. In Pandora Hearts, Jun Mochizuki decide di dare ai chain di quel mondo i nomi dei vari personaggi dell’opera di Lewis Carroll: Alice stessa in realtà è il chain B-Rabbit, il Coniglio Nero, in diretta contrapposizione con il Bianconiglio. Sono presenti anche il Mad Hatter, il Cappellaio Matto, chain con cui Xerxes Break stipula un contratto e che riflette l’eccentricità di quest’ultimo; la Regina Rossa e Humpty Dumpty, intrecciati nella trama del manga da una serie di omicidi, e tanti altri. Jun Mochizuki dedica anche un omaggio al grande autore: nella storia è presente una scuola, la Lutwidge Academy, che richiama il vero nome di Lewis Carroll: Charles Lutwidge Dodgson.

Fonte Immagine: Prime Video

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