Riyoko Ikeda è una delle più importanti mangaka giapponesi, diventata famosa in tutto il mondo per le sue opere dal carattere romantico e drammatico. Le sue opere hanno ridefinito il genere dello shōjo manga tra gli anni ’70 e ’80, grazie a uno stile che non solo viene apprezzato per il valore artistico, ma anche per l’impatto duraturo sulla cultura pop giapponese e internazionale. Scopriamo tre delle sue opere più significative, quelle che hanno contribuito a trasformare profondamente il genere.
Indice dei contenuti
Le opere principali di Riyoko Ikeda
| Titolo in giapponese | Titolo italiano | Anno di pubblicazione | Volumi (nuove edizioni) | Prezzo a volume | Editore |
|---|---|---|---|---|---|
| Berusaiyu no bara | Lady Oscar | 1972-1973 | 5 | 15 € | J-pop |
| Orufeusu no mado | La Finestra di Orfeo | 1976-1981 | 9 | 12 € | J-pop |
| Kurōdīnu…! | Claudine | 1978 | Volume unico | 12 € | J-pop |
Biografia dell’autrice: Riyoko Ikeda
Riyoko Ikeda nasce a Osaka il 18 dicembre del 1947 ed è la maggiore di 4 figli. La sua famiglia ha origini benestanti: la madre discende da una famiglia di samurai, mentre il padre, proveniente dal ceto medio, era manager di un produttore di biciclette.
Appassionata di letteratura russa, Ikeda inizialmente sogna di diventare romanziera. Nel 1966 si iscrive all’Università di educazione di Tokyo, dove studia filosofia e letteratura. Tuttavia, a causa di un mancato supporto economico della famiglia, interrompe gli studi e decide di intraprendere la carriera di mangaka.
Nel 1967 pubblica il suo primo manga, La ragazza della casa delle rose, ma il vero successo arriva nel 1972 con Le rose di Versailles. Da quel momento la sua carriera è un susseguirsi di successi: nel 1973 pubblica Caro fratello, mentre Orpheus diventa la sua opera più lunga e articolata, conclusa nel 1981.
Nel 1999 si sposa e, nel 2000, consegue il diploma in canto al conservatorio. Da allora decide di ridurre la produzione come disegnatrice, dedicandosi principalmente alla sceneggiatura delle sue opere.
Lady Oscar (Le rose di Versailles)

Nome originale Berusaiyu no bara, letteralmente La rosa di Versailles, pubblicato in Italia col titolo Lady Oscar, è una delle opere più importanti dell’artista. L’impatto del manga ha attraversato l’oceano, fino ad arrivare in Europa e diventando un classico per diverse generazioni, anche grazie all’adattamento animato.
L’opera è ambientata in Francia, a Versailles, e copre un periodo cruciale per la storia europea: dall’arrivo di Maria Antonietta alla corte, nel 1770, fino alla Rivoluzione francese e alla caduta dell’Ancien Régime, nel 1789.
La storia ruota attorno alla famiglia Jarjayes, dove il Generale Reynier de Jarjayes, non avendo eredi maschi, decide di allevare la sua ultimogenita come un ragazzo, chiamandola Oscar. Da quel momento, la giovane Oscar si fa strada in una società rigidamente maschile, intraprendendo la carriera militare e affrontando numerose difficoltà, tra cui il rifiuto e i pregiudizi dei suoi coetanei.
Molti sono gli eventi che segnano profondamente la sua vita: dall’amore non corrisposto per il conte di Fersen, alla decisione di lasciare la Guardia Reale, fino alla scelta di schierarsi dalla parte del popolo. Centrale è anche il legame con André, un amore che la accompagnerà fino agli ultimi drammatici momenti della rivoluzione. L’opera si distingue per la profonda ricerca dell’identità personale e per l’intreccio con eventi storici reali, come l’Affare della collana, gli intrighi di corte e l’incoronazione di Luigi XVI.
Numerosi sono stati gli adattamenti: dalla serie animata del 1979 prodotta dalla Tokyo Movie Shinsha, al film live-action diretto da Jacques Demy. Più recentemente, è stato realizzato un nuovo film d’animazione celebrativo, prodotto per il 50° anniversario, distribuito su Netflix.
Proprio grazie a quest’opera, Ikeda ha ricevuto nel 2008 dal governo francese il prestigioso titolo di Cavaliere dell’Ordine della Legion d’Onore.
La finestra di Orfeo

La finestra di Orfeo narra delle vicende che prendono luogo tra la Germania e la Russia nel periodo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
La protagonista, Julius, è una ragazza costretta a vivere come un ragazzo per volontà della madre, così da poter ereditare i beni di famiglia.
Il titolo dell’opera fa riferimento a una misteriosa finestra situata nel conservatorio maschile, dove Julius è iscritta: secondo una leggenda, chi si affaccia da questa finestra sarà legato da un amore destinato a non avere lieto fine, richiamando il mito della tragica storia di Orfeo ed Euridice.
La prima parte della storia si svolge a Ratisbona, in Baviera, dove Julius affronta numerosi eventi che le cambieranno la vita: la morte della madre, intrighi familiari e angosce personali, conflitti interiori legati alla propria identità. La storia, inoltre, è arricchita dalle storie dei personaggi secondari; esempio la storia di Isaak, uno studente povero compagno di scuola di Julius grazie a una borsa di studio a favore del suo talento.
Nella seconda parte della storia, Julius, innamorata di Klaus, un suo compagno di conservatorio, lo segue fino in Russia, dove emergono numerose verità sia sulla sua famiglia sia sul suo stesso compagno. La Russia, in questa fase del racconto, diventa lo sfondo delle due rivoluzioni russe.
Come in Lady Oscar, anche qui la protagonista si trova a fare i conti con eventi storici che la travolgono in un vortice di cambiamenti e difficoltà. La storia d’amore con Klaus, gli intrighi familiari che coinvolgono direttamente lo Zar e le tensioni politiche si intrecciano con le vicende dei bolscevichi e con lo scoppio della Rivoluzione russa.
Claudine

Claudine è un manga breve ma intenso ambientato nella Francia a fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, pubblicato in volume unico il 20 maggio 1978; in Italia è arrivato solo nel 2017.
La storia racconta di Claudine, una ragazza che, pur essendo nata biologicamente donna, fin da tenera età dichiara di identificarsi come maschio. La famiglia sceglie inizialmente di assecondare questo desiderio, permettendole di crescere e vestirsi come un ragazzo.
Claudine, infatti, non accetta di vestire gli abiti e il ruolo da donna, tanto da affermare la propria identità anche sul piano sentimentale. Le sue relazioni amorose, intense ma tormentate, segnano profondamente la sua vita tanto che la condurranno a un finale tragico.
Le ispirazioni dietro i personaggi
Quando si apre un’opera di Ikeda, si riconosce immediatamente lo stile inconfondibile dei suoi personaggi, caratterizzati spesso da occhi azzurri e lunghi capelli biondi. Questa estetica era particolarmente in voga nel Giappone negli anni ’70 e ’80, ed era molto influenzata dal modello estetico della figura del cosiddetto “ragazzo più bello del mondo”, il giovane attore svedese Björn Andrésen, divenuto celebre a livello internazionale per il film Morte a Venezia.
Il suo volto androgino e la corporatura esile e slanciata contribuirono a definire un ideale estetico che influenzò profondamente la rappresentazione di personaggi eleganti e profondamente introspettivi, caratteristiche ricorrenti nelle opere della Ikeda.
Infatti, in molte delle sue opere le protagoniste affrontano un percorso di ricerca interiore che le porta a non limitarsi a incarnare ruoli sociali definiti, ma a esplorare identità fluide e complesse, spesso in anticipo rispetto ai loro tempi.
Fonte dell’immagine in evidenza: archivio personale ritraenti i volumi di Lady Oscar, La finestra di Orfeo e Claudine dell’autrice Riyoko Ikeda.
Fonti delle immagini utilizzate all’interno dell’articolo: Wikipedia

