Webtoon vs Manga: le differenze e l’ascesa del Soft Power coreano

Webtoon vs Manga: le differenze e l'ascesa del Soft Power coreano

Da sempre, quando si pensa al fumetto, ci sono due tipi che riaffiorano alla mente: il comic americano e il manga giapponese. Ultimamente, però, si sta assistendo all’ascesa graduale di un altro genere, sempre più popolare, ovvero il manhwa. Frutto della penna di artisti coreani, quest’ultimo sta pian piano sorpassando il produttore numero 1 di manga al mondo, il Giappone, grazie a quello che possiamo definire soft power coreano, e cioè una diretta conseguenza del successo di un programma politico, messo strategicamente in atto dal governo di Seoul.

Quali sono le differenze tra manga e manhwa?

Caratteristica principale Manga (Giappone) Manhwa / Webtoon (Corea)
Formato e supporto Pensato per la carta e per volumi fisici Progettato per smartphone e piattaforme digitali
Senso di lettura Da destra a sinistra con pannelli organizzati Scrolling verticale veloce
Impatto visivo Tavole intricate e illustrazioni a doppia pagina Palette cromatiche accese e disegni a colori
Generi di punta Seinen, azione, opere contemplative Romance, slice of life, storie a rapido consumo

 

Le differenze che rendono appetibili i webtoon rispetto ai manga

Immagine promozionale del webtoon “Fog Land”, creato dall’artista POGO e disponibile gratuitamente sul sito e sull’app di webtoons.com (Instagram di @pogo_hogo)

Il successo dei manhwa (i fumetti coreani) risiede principalmente nel fatto che sono stati progettati per l’era dello smartphone. Per prima cosa, a differenza del manga tradizionale, il webtoon punta tutto sull’impatto visivo immediato fatto di palette cromatiche accese e un formato a colori che lo rendono estremamente appetibile per la Generazione Z, abituata a consumi digitali rapidi e accattivanti. La distribuzione online tramite piattaforme dedicate (come Webtoon o Tapas) e spesso con modelli freemium, inoltre, facilità l’accessibilità e scoraggia il fenomeno della pirateria.

Tuttavia, lo scrolling verticale è un’arma a doppio taglio. Se da un lato rende la lettura veloce e perfetta per i “momenti morti” (in metro o in pausa pranzo), dall’altro comporta una scarsa concentrazione e attenzione ai dettagli. Inoltre questo formato impone spesso dei limiti artistici, come: la necessità di adattarsi allo schermo del telefono standardizzando lo stile e rendendo i webtoon più ideali per generi come il romance o lo slice of life, ma meno adatti al disegno di tavole artistiche complesse.

Dove il manga resta imbattibile

Sezione di un pannello tratto dal capitolo intitolato “Lucciole” del volume 16 di Berserk, creato da Kentarō Miura. (Recludam/ berserk.fandom.com)

Tuttavia, per comprendere appieno le differenze tra webtoon e manga, bisogna guardare a ciò in cui il Giappone resta ancora imbattibile, ovvero il suo primato della tecnica su carta. I mangaka (i fumettisti giapponesi) godono infatti di una libertà spaziale e creativa che lo scorrimento verticale non può offrire, poiché la gestione dei pannelli e le illustrazioni a doppia pagina permettono di creare tavole intricatissime e piene di dettagli, come quelle dei maestri Kentaro Miura (Berserk), Tsugumi Ohba (Death Note) o Makoto Yukimura (Vinland Saga). Molti, per questo motivo, pensano che il genere seinen sia quello che il manga riesce a raffigurare meglio, proprio perché le scene d’azione per essere avvincenti devono essere prive delle limitazioni tipiche del webtoon; inoltre per apprezzare l’arte di maestri come quelli sopracitati è preferibile una lettura lenta e contemplativa.

Il limite del manga resta però il suo legame con la carta: la lettura da destra a sinistra e l’organizzazione dei pannelli, talvolta caotica per i principianti, rendono la versione digitale più scomoda, costringendo il lettore a continui zoom che spezzano il ritmo della narrazione.

La strategia dietro il successo: il soft power di Seoul

L’ascesa del genere dei manhwa rientra nel vasto programma di diffusione dell’estetica coreana promossa dal governo di Seoul. Sin dagli anni ’90 il governo coreano investe in maniera diretta nella “Hallyu” (l’ondata coreana) come mezzo strategico di esportazione, cosa che il Giappone ha iniziato a fare in modo sistematico solo di recente con il programma Cool Japan, il quale approccio comunque resta più protezionista rispetto a quello “aggressivo” coreano e legato al cartaceo e fisico. Ma proprio come gli anime hanno spinto le vendite dei manga e l’interesse verso il Giappone, i webtoon sono diventati la miniera d’oro per le serie TV di successo su piattaforme streaming (come Sweet Home, Lookism o Incomplete Life) creando quasi un ciclo continuo: la visione di una serie spinge l’utente a cercare il fumetto originale online o viceversa, aprendo spesso la strada per l’intero mercato coreano, dalla musica alla gastronomia. Questo trasforma il K-pop e i webtoon in strumenti di soft power permettendo una penetrazione nei mercati esteri molto proficua. In definitiva, il sorpasso dei webtoon sui manga non è solo una questione di gusti estetici, ma il risultato di un programma politico lungimirante. Mentre il Giappone era distratto dal successo del suo passato analogico, Seul ha creato una strategia per arrivare sullo schermo di tutti assicurandosi di far parlare di sé per molto tempo.

 

Fonte immagine: Vemisters/ commons.wikimedia.org

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