C’è un amore che non chiede il permesso di esistere, e una famiglia che deve imparare a fargli spazio. Dal 10 al 12 Aprile il Teatro Ar.Ma ospiterà Una leggera fluttuazione, commedia di Roberta Bobbi, spettacolo diretto da Stefano Sarra con Roberta Bobbi, Maddalena Recino e Emanuela Serini: un racconto intimo e attuale che sceglie l’empatia al posto del giudizio, e la verità disordinata della vita al posto della perfezione scenica.
Laura non è un’eroina, è una donna vera con le sue paure, i suoi desideri e i suoi sensi di colpa. Sceglie Angela- la sua compagna, tenera, forte e imperfetta come chiunque -e in quella scelta rimette tutto in discussione. Accanto a loro c’è Marzia, sorella di Laura, specchio e giudice allo stesso tempo. E poi c’è Martina, la figlia: non appare mai in scena, eppure è lei la forza silenziosa che muove gli eventi.
Lo spettacolo si muove in un registro che oscilla tra il comico e il drammatico, tra la quotidianità e le turbolenze dell’emotività. I ritmi cambiano, i toni si mescolano -perché così sono le relazioni: mai lineari, mai prevedibili. La regia ha scelto la strada della sottrazione:nessun effetto, nessun artificio. Solo la parola, il corpo, la relazione tra le attrici. Solo presenza.
Una leggera fluttuazione parla d’amore, di identità, ma anche del dolore che ogni scelta porta con sé. Uno spettacolo che non si schiera. Che non giudica:vuole accendere empatia. E forse ricordarci che l’amore –quando è autentico- trova sempre la strada per farsi accettare.
Stefano Sarra, regista e attore dirige da trent’anni spettacoli di vario genere con una predilezione per i testi che stimolano la riflessione su temi attuali.
Roberta Bobbi, autrice del testo, ha al suo attivo esperienze da attrice in varie Compagnie, Stabili, Produzioni cine- televisive e da autrice di narrativa.
Emanuela Serini, attrice e performer, è fondatrice del Collettivo Synestesia Art Lab e autrice di progetti di video art.
La lunga esperienza teatrale di Maddalena Recino completa il cast con una presenza scenica intensa, radicata in un percorso che la porta a esplorare il confine tra interiorità e racconto.


