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Eroica Fenice

La categoria Comunicati stampa contiene 503 articoli

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Gennaro Amitrano riapre a Marina Piccola di Capri e lancia il “Forty forty”

Capri, 3 luglio 2020 – L’estate dello chef Gennaro Amitrano riparte da una terrazza che domina la splendida baia di Marina Piccola a Capri. Lasciato definitivamente il locale a due passi dalla famosa Piazzetta dell’isola azzurra il trentatreenne chef, originario di Massa Lubrense ma ormai caprese di adozione, ha deciso di concentrare la propria attività ristorativa nel bel locale di Marina Piccola. Quaranta coperti con i “pieds dans l’eau” dove gustare la cucina del talentuoso Amitrano, allievo di due grandi maestri come i pluristellati Gianfranco Vissani e Alain Ducasse. Al suo fianco, nella vita e nella gestione del ristorante, la compagna Marianna Vertecchi, imprenditrice caprese nel settore dell’ospitalità. La cucina di Amitrano è fatta di materie prime altamente selezionate, frutto anche dei contatti sviluppati durante le sue esperienze professionali in Umbria e in Toscana, che nelle sapienti mani dello chef si trasformano in piatti con un perfetto gioco di contrasti e dalla straordinaria leggerezza. Menu volutamente contenuto in cui trovano spazio alcuni cavalli di battaglia come la Parmigiana 2.0, i Cappellacci cacio, pepe e pere, gli Spaghetti aglio, olio, peperoncino, ricci e cacao e la Tartelletta caffè, limone e pepe ma anche diversi piatti nuovi. La carta dei vini, realizzata in collaborazione con Il Garage del Vino, conta circa 60 referenze in prevalenza biodinamiche che spaziano tra l’Italia e la Francia. Novità assoluta di questa estate è il “Forty forty”, un menu dal costo di 40 euro dedicato agli under 40 che sarà prenotabile a partire da lunedì 6 luglio. La proposta prevede tre piatti della tradizione (un antipasto, un primo e un dessert) che cambiano di giorno in giorno secondo l’estro dello chef. Il Forty forty, disponibile solo su prenotazione, potrà essere richiesto tutti i giorni sia a pranzo sia a cena.

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Estate 2020: tornano l’Inferno di Dante nelle Grotte di Castelcivita e il Paradiso al Castello Arechi

Previste tra rappresentazioni dell’Inferno per l’11 luglio, l’8 agosto e il 12 settembre e due del Paradiso per il 18 luglio e il 22 agosto, in totale sicurezza. Prenotazione obbligatoria. L’Inferno di Dante alle Grotte di Castelcivica e il Paradiso al Castello Arechi tornano nell’estate 2020, in totale  sicurezza e con ritrovato entusiasmo. Per un turismo culturale in Campania sicuro ed esclusivo, la Tappeto Volante propone tre date dell’Inferno a Castelcivita, 11 luglio, 8 agosto e 12 settembre, e due per il Paradiso, 18 luglio e 22 agosto, al Castello Arechi di Salerno. I biglietti delle date di luglio e agosto di entrambi gli spettacoli sono in promozione a metà prezzo. Una ripartenza che è un desiderio di rinascita: L’inferno di Dante nelle Grotte di Castelcivita è uno spettacolo-evento che, da 15 anni, diffonde tra le generazioni più o meno giovani la figura e l’opera del Sommo Poeta, utilizzando l’incantevole scenario delle Grotte di Castelcivita, nel cuore delle “Dolomiti del Cilento”, a pochi chilometri dalla Costiera Cilentana e dalla Valle dei Templi di Paestum. Senza quinte o fondali di cartapesta, L’Inferno di Dante nelle Grotte di Castelcivita si fregia di uno straordinario scenario preistorico che si fonde con giochi di luce, suoni e installazioni d’arte contemporanea. Lo spettacolo si snoda per circa un chilometro nelle ampie cavità delle Grotte di Castelcivita, adorne di imponenti gruppi stalatto – stalagmitici e di straordinarie morfologie di concrezionamento, coinvolgendo circa trenta artisti tra attori, cantanti e ballerini. Il pubblico viene diviso in gruppi e affidato a un attore che interpreta Dante Alighieri, con il quale attraversa i nove cerchi de L’Inferno immaginati dal Sommo Poeta. Con l’ausilio di una struggente colonna sonora composta da Enzo Gragnaniello e la visione di diverse video installazioni, ritraenti le anime dannate, gli spettatori vengono totalmente proiettati nel viaggio infernale. Terza delle Cantiche della Divina Commedia è il Paradiso. La Tappeto Volante, in collaborazione con il Castello Arechi, presenta questa avventura in uno scenario di straordinaria bellezza storica e paesaggistica. Qui Dante accoglie gli spettatori e li accompagna attraverso il viaggio forse meno conosciuto, ma più poetico, del Sommo Poeta. Eccezionalmente, per le repliche di luglio e agosto, il biglietto di ingresso per entrambi gli spettacoli è di 12,50 euro anziché 25. Per entrambi gli spettacoli, la prenotazione è obbligatoria ai numeri 081 863 1581 – 339 1888611 o all’indirizzo email [email protected] Per maggiori informazioni: www.tappetovolante.org.

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“SAPORI SOTTO LE STELLE”, il 6 luglio a Salerno

Il piacere di una cena d’estate accanto al mare Lunedì 6 luglio ore 20.30, presso Goccia A Mare a Salerno, si terrà la cena evento “SAPORI SOTTO LE STELLE”, a pochi passi dal mare che guarda il Golfo di Salerno. Con l’organizzazione di Angela Merolla, continuano in riva al mare, i lunedì di gusto dell’Osteria VinoRosso di Nocera Superiore in collaborazione con OPERA Chef at Home. Lo chef Andrea Ferrara, proporrà alcuni dei piatti della tradizione realizzati quotidianamente a Osteria VinoRosso. “SAPORI SOTTO LE STELLE” vedrà inoltre piatti creati dagli chef di OPERA Chef at Home, professionisti della ristorazione che curano eventi esclusivi a  domicilio. Il team OPERA, capitanato dallo chef Fabio Ometo porterà ai fornelli e in sala: Tommaso Di Palma-chef Francesco Onze-chef Walter Perna La Torre – Maitre di sala Alessandro Esposito- Maitre di sala A concludere il ventaglio di sapori, ci penserà il maestro pasticcere Sabatino Sirica con un cooking show dedicato al “BABA’ NAPOLETANO”   Menù Mozzarella di bufala Scamorza al limone Ricottina alla colatura di alici di Cetara   ANTIPASTO DI TERRA “VinoRosso” Granatine di melanzane con pane raffermo e basilico fresco Involtini di zucchine con ricotta e caciocavallo irpino Involtini di melanzane con provola affumicata e salsa di datterini Zeppoline con fiori di zucca   ANTIPASTO DI MARE “OPERA Chef at Home” TRILOGIA POSILLIPINA Trancetto di tonno con crema di broccolo romanesco Gamberi scottati su salsa di porro Bocconcini di ricciola in tempura al finocchietto con crema di ricotta e pomodoro PRIMO “VinoRosso” Scarpariello Scostumato   PRIMO “OPERA Chef at Home” Risotto con crostacei e agrumi SECONDO Baccalà fritto con cipolla di Montoro Alici di Cetara fritte PANE Bocconcino di semola Grissini di mais con semi di zucca Grissini ai 9 cereali DOLCE Babà napoletano di Sabatino Sirica   Vini in abbinamento: Giannitessari Spumante Lessini Durello extra dry Giannitessari Soave Classico Monte Tenda annata 2019 Le Origini Aglianico rosato annata 2019 Liquore in abbinamento: Antica Distilleria Petrone “ELIXIR FALERNUM” Liquore nobilitato in barrique con brandy invecchiato 3 anni.   Costo cena-vini inclusi euro 40 a persona Per Info e Prenotazioni: 347 797 4178

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Undici Fondazioni campane firmano un manifesto per la ripartenza, con valori condivisi, scambi e collaborazioni nell’era post Covid

Undici Fondazioni campane sottoscrivono un manifesto post Covid, basandosi su quattro punti fondamentali: la condivisione di valori comuni, lo scambio di risorse di vario genere, secondo disponibilità e necessità, la collaborazione per linee tematiche e/o territoriali su bandi pubblici e privati e una collaborazione allargata per interventi di portata più ampia. Il tutto nell’interesse delle proprie comunità, con un approccio basato sul dialogo e il confronto con realtà interessate alla crescita di questi territori. I firmatari sono campani, appartenenti alla rete di Assifero, L’Associazione Italiana delle Fondazioni ed Enti della Filantropia istituzionale: Fondazione Achille Scudieri, Fondazione Angelo Affinita, Fondazione Alessandro Pavesi,  Fondazione Comunità San Gennaro, Fondazione Comunità Salernitana, Fondazione Enrico Isaia e Maria Pepillo,  Fondazione Grimaldi, Fondazione Le Quattro Stelle, Fondazione Pianoterra, FOQUS-Fondazione Quartieri Spagnoli Napoli e Pio Monte della Misericordia. Un gruppo eterogeneo, oltre che per forma giuridica, anche per storia pregressa, radicamento nei territori e mission perseguite, ma capace, nel suo complesso, di esprimere una massa critica importante per la Campania. “La partecipazione ad Assifero ha rafforzato in noi la consapevolezza del valore della cooperazione e della condivisione. – questa la dichiarazione congiunta delle undici Fondazioni-. La drammatica crisi degli ultimi mesi ci ha convinti della necessità di un coordinamento che, mantenendo intatta l’autonomia delle singole organizzazioni, ci consenta di essere più efficaci per le comunità di riferimento, considerando le  differenze tra le nostre realtà una ricchezza”.     Le iniziative istituzionali di Assifero hanno consentito, nel tempo, di creare e accrescere conoscenza e relazione tra i Soci. L’esplosione dell’emergenza sanitaria e la conseguente sospensione degli eventi pubblici hanno accresciuto la motivazione nell’instaurare un rapporto più stretto tra i Soci campani e hanno acuito la necessità di un dialogo più serrato su temi di comune interesse che, di giorno in giorno, si coagulavano in una vera e propria emergenza non solo sanitaria, ma anche economica, sociale e culturale. Da qui l’idea di condividere informazioni circa le azioni poste in essere dalle singole Fondazioni, che hanno potuto verificare la significativa portata complessiva del loro intervento, sia in termini di valori che di quantità: circa 1,6 milioni € impegnati in Campania (più circa 300mila € nell’area del Mediterraneo tra Sud Italia e paesi circostanti) per aiuti distribuiti dall’ambito igienico-sanitario (oltre 66mila pezzi tra mascherine, guanti, maschere alternative e pannolini, 1 sala Tac attrezzata, 1 sistema di monitoraggio da remoto di terapia intensiva, 7 ventilatori e 14 caschi per ventilazione più 4 generatori, docce per senzatetto, attrezzature e servizi vari per bambini/scuole), a quello alimentare (circa 190 tonnellate tra pasta, pane, dolci pasquali, alimenti per bambini e altri beni di prima necessità), ed infine a quello educativo (oltre 900 libri, 40 tablet, 2 piattaforme online). Il passo successivo è la ricerca dei punti di possibile collaborazione per obiettivi più ambiziosi, da perseguire attraverso un’azione coordinata degli undici Soci Campani, secondo i principi stabiliti nel nuovo Manifesto. MANIFESTO DEL COORDINAMENTO DEI SOCI CAMPANI DI ASSIFERO Le Organizzazioni di seguito elencate sottoscrivono il presente manifesto con l’intento di affermare pubblicamente e diffondere all’esterno i punti fondamentali alla base della decisione di unirsi in un Coordinamento basato sull’obiettivo fondamentale di un significativo incremento del proprio potenziale di impatto a beneficio delle comunità di riferimento poste al centro delle rispettive mission: 1)    la condivisione di valori, a partire da quelli espressi nella Carta dei Principi di Responsabilità di […]

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Riapre domani il Punta Molino, il Grand Hotel del jet set internazionale e della dolcevita ischitana

Tutto pronto nell’isola verde per la riapertura del Grand Hotel Punta Molino: i servizi rivisti per rispettare le misure anti-covid diventano servizi esclusivi. Mercoledì primo luglio a Ischia turisti italiani e stranieri sono accolti dall’imprenditore Eugenio Ossani con l’organico al completo, per garantire la massima sicurezza e la migliore accoglienza. Le stesse messe in campo in occasione del vertice dei ministri del G7, ospitato al Punta Molino nel 2017 e al quale hanno partecipato anche i rappresentanti dei colossi del web: Microsoft, Facebook, Twitter, Google. Si tiene fede alle prenotazioni non cancellate della clientela internazionale e italiana, desiderosa di soggiornare nel grande albergo situato nell’omonima baia, set di alcune scene de ‘Il talento di mister Ripley’ con Jude Law, Matt Damon e Gwyneth Paltrow. L’albergo è in attività da oltre 50 anni; il numero delle camere è stato ridotto, ma il personale è rimasto invariato. “Ci siamo preparati in tempo nonostante le difficoltà – spiega Ossani – abbiamo sfruttato le restrizioni per ritornare a un turismo più naturale e per riaprire nel pieno rispetto di tutte le misure anti-covid. Garantiamo servizi esclusivi e una vacanza indimenticabile in un grande albergo che ha ospitato tutti: dai grandi della terra ai protagonisti jet set internazionale”. “I servizi che sono stati rivisitati per rispettare le misure anti covid – spiega il direttore Fulvio Gaglione – sono stati da noi trasformati in asset dedicati e privilegiati.  Abbiamo dunque fatto di più, trasformando l’idea di un limitas nel servizio in un servizio destinato a pochi. Abbiamo ad esempio deciso di assegnare per ogni camera prenotata un ombrellone con due lettini. Per garantire la sicurezza, i menù e i materiali informativi sono stati digitalizzati e c’è la possibilità per chi è in spiaggia di ordinare i piatti preferiti direttamente via WhatsApp”. In cucina chef Alfonso Arcamone, celebre il menù di piatti ischitani servito in occasione del G7, dove spiccava la donzella, tipico pesce da scogliera, che viene pescato nei pressi della Baia di Punta Molino e servito tutt’oggi. L’organizzazione prevede per la colazione buffet assistito e menù à la carte (digitalizzato) per i clienti con altre esigenze. A cena i cavalli di battaglia dello chef e del suo secondo Giovanni Fiorentino come il coniglio all’ischitana e le pietanze della tradizione isolana e campana. Piatto dell’estate 2020: Luvaro scottato con la sua pelle in crema di cicerchie e gocce di pesto di basilico dell’isola. Ogni mattina è presente un medico o un infermiere, che assistono ai controlli e tutto il giorno, sulla spiaggia, c’è uno stewart che provvede alle sanificazioni. Anche nelle stanze tutto il cartaceo è stato digitalizzato e agli ospiti che non vogliono o che possono utilizzare dispositivi tecnologici verranno forniti menù e brochure perfettamente sigillati. Costruito nel 1968 e progettato da un docente di Scienze delle costruzioni su un piano di lavoro avveniristico, è possibile da tutte le camere del Punta Molino godere della vista del Castello aragonese. L’isola e l’albergo erano popolati da attori, intellettuali, registi, capitani d’azienda, da Elsa Morante a Pablo Neruda fino a […]

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Bacalajuò di Acerra riparte con i classici e col nuovissimo quinto quarto “nobile”  

Poco più di due anni di vita ma progetto di ristorazione già ben solido per Bacalajuò, grazioso e accogliente locale creato da Luigi Esposito a pochi passi dal Castello di Acerra. Esposito fonda Bacalajuò nel marzo 2018 forte di una lunga tradizione che lega la sua famiglia da quattro generazioni all’importazione e alla commercializzazione di baccalà e stoccafisso. A dare una marcia in più al prodotto degli Esposito è l’acqua di Acerra, proveniente dall’acquedotto del Serino, che già agli inizi del ‘900 colpì il nonno di Luigi per le sue qualità eccezionali nel rigenerare lo stoccafisso e dissalare il baccalà. La forza di Bacalajuò sta proprio nell’alta qualità della materia prima di cui Luigi è profondo conoscitore e nella sapiente trasformazione da parte dello chef Arona “Ronny” Santoliquido che riesce a valorizzare il prodotto senza stravolgerlo. Da qualche settimana, dopo la sosta imposta dal Covid, Bacalajuò ha riaperto i suoi battenti col menu estivo che ad alcuni cavalli di battaglia affianca una pregiata novità: il quinto quarto “nobile” di Gadus Morhua. Se comunemente con l’espressione quinto quarto si indicano parti meno pregiate della carne o del pesce, nel caso specifico, invece, il quinto quarto scelto da Esposito è stato definito nobile per l’unicità del gusto apprezzata dai veri intenditori. Si tratta dei difficilmente reperibili ventricelli di stoccafisso che Santoliquido, dopo averli accuratamente ripuliti, propone all’insalata condendoli solo con limone e sale, un po’ come si fa per la carne con “’o per e ‘o muss”. Tra gli “evergreen” presenti in carta i molto richiesti Paccheri con genovese e baccalà, Baccalà in cassuola e il Carpaccio di baccalà. Per gli estimatori irriducibili del baccalà anche il dessert, firmato dal pastry chef Antonino Maresca con la collaborazione di Patrizia Veneroso, ne prevede la presenza.

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SfoglateLab bissa: apre un secondo bar – pasticceria nel Complesso di San Domenico Soriano

Vincenzo Ferrieri: “Mio padre Salvatore è stato affetto da Covid, dedico a lui e a tutti coloro che sono guariti quest’apertura. Un nuovo inizio è possibile!” SfoglateLab bissa: apre un secondo bar – pasticceria a Napoli Il locale nasce all’interno del Complesso di San Domenico Soriano SfogliateLab, il noto brand della pasticceria napoletana facente capo alla famiglia Ferrieri, riparte anche con una nuova apertura: mercoledì 1 luglio aprirà i battenti un nuovo bar pasticceria in piazza Dante (Napoli). L’edificio in cui nasce il nuovo locale è noto come ex anagrafe, come si evince da una grossa epigrafe posta sul portale d’ingresso. Esso è stato edificato negli anni 1665 – 1667 e confina con la Chiesa di San Domenico Soriano nel quartiere Avvocata, posto nel centro di Napoli in una zona particolarmente rilevante per le sue qualità storiche, turistiche e commerciali, e di grande interesse architettonico in quanto caratterizzata dalla presenza di palazzi d’epoca e di molteplici monumenti storici. A seguito della soppressione degli ordini monastici, il complesso venne adibito a caserma fino al 1850 ed in parte fu utilizzato come abitazione. Nell’ultimo secolo, poi, è stato affidato al Comune di Napoli che vi ha allestito la sede centrale dei servizi demografici, operando una serie di trasformazioni architettoniche. Al bar pasticceria vi si accede tramite un’ampia porta a vetro: all’ingresso, al piano terra, c’è un lunghissimo banco con un’ampia vetrina per i dolci. Una scala in marmo conduce al livello superiore che ospita una sala e un ampio balcone, che affaccia su Piazza Dante, ove sono allestiti i tavoli. “Siamo felici per l’avvio di questo nuovo progetto“, ha dichiarato Vincenzo Ferrieri, figlio di Salvatore, fondatore dello storico bar pasticceria ubicato a piazza Garibaldi. “Ogni nuova apertura rappresenta un grande traguardo che rende ancora più solida la nostra missione: trasmettere e tutelare in Italia e nel Mondo la cultura secolare della pasticceria napoletana. Una doppia attenzione verso i nostri clienti, in questa nuova apertura: la prima, quella che ci caratterizza da sempre, orientata alla qualità e all’accoglienza, e la seconda, quella che ci impone il periodo storico che stiamo vivendo, basata su un nuovo modo di vivere i nostri locali, all’insegna della massima sicurezza. Abbiamo pensato e adottato una serie di misure per garantire ai nostri clienti massima sicurezza facendoli comunque sentire a proprio agio. Ad esempio: sistemi di sanificazione e igienizzazione, distanziamento tavoli, personale protetto, asporto e delivery sigillati in totale sicurezza. Ci auguriamo di dimenticare presto questi mesi  mettendoci tutto il nostro impegno per tornare presto alla nuova normalità… Noi in primis: purtroppo mio padre Salvatore è stato affetto da Covid, dedico a lui e a tutti coloro che sono guariti quest’apertura. Un nuovo inizio è possibile!“. Proprio per celebrare questo nuovo inizio, Vincenzo (già inventore della “Sfogliacampanella”, la celebre sfogliatella con il cuore di babà) ha ideato il “Mokamisù“, ovvero il classico tiramisù servito in una caffettiera. Tra cibo, cultura, monumenti e panorami, presso il nuovo punto SfogliateLab di piazza Dante ci si immerge nella vera atmosfera di Napoli, fatta di dolci artigianali, piatti […]

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Rogiosi torna in libreria con sette nuove pubblicazioni

“Durante il lockdown, la casa editrice che ho fondato e dirigo ha proseguito il lavoro sulle pubblicazioni che a luglio sarebbero dovute arrivare in libreria – racconta Rosario Bianco, Rogiosi Editore –. Non è stato un lavoro semplice, ma ho provato a tenere alto l’entusiasmo e la voglia di fare dei miei collaboratori, e i lettori italiani troveranno sugli scaffali sette nuovi titoli. Abbiamo anche continuato a lavorare sulla rivista l’Espresso napoletano e abbiamo dato vita a nuovi progetti, come ‘OMBRE, leggende metropolitane’ in 8D”. “Dio nel frammento. La fede in tempo di pandemia” di Don Tonino Palmese “Penso che il virus ci stia dicendo che il nostro modo di pensare al progresso, al benessere e alla forza di un corpo sempre più sano, consista nel ridisegnare l’esistenza tutta, con la logica della piccolezza, dell’umiltà e della semplicità e credo che allo stesso tempo anche la stessa fede in Dio, debba assumere le stesse forme della “piccolezza” e perciò della pervasività, aldilà degli steccati confessionali. Dobbiamo sviluppare un’immagine di Dio e del Suo agire come un frammento quasi impercettibile per determinare l’ingresso onnipotente di Dio e della Sua Signoria nella storia. Un frammento della nostra fede e delle nostre semplici esistenze in grado di poter ospitare il “Tutto” presente nel Totalmente Altro”. Don Tonino Palmese. “Carcere. Idee, proposte e riflessioni” di Samuele Ciambriello “Carcere è l’anagramma di cercare. Cercare per ricostruire, per ritrovarsi, per seguire una strada che è tracciata anche dalla Costituzione: assumersi le responsabilità, per trovare se stessi, rispettando i diritti delle persone”. È questo lo slogan di Samuele Ciambriello, giornalista, scrittore, professore, attivamente impegnato da 40 anni nella lotta per i diritti delle persone sottoposte a restrizioni della libertà personale e Garante dei Detenuti della Regione Campania da ottobre 2017. Presidente dell’Associazione La Mansarda, il Professor Ciambriello, dopo diversi anni, ha sentito l’esigenza di ‘scrivere di carcere’, di trattare del complesso sistema penitenziario, ma soprattutto delle esperienze di vita vissuta in esso annidate, di diritti negati, di affettività, partendo da un’attenta analisi, attraverso attività di monitoraggio, osservazioni, colloqui, sopralluoghi, progetti, il tutto rifacendosi all’art. 27 della Costituzione, che recita «Le pene [17 ss. c.p.] non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato». Un testo alla portata di tutti, professionisti del settore e non, che cerca con un linguaggio semplice di fornire dei riferimenti teorici, empirici e scientifici, con l’intento di abbattere i muri e di instaurare ponti tra il ‘dentro’ e il ‘fuori’, mettendo in risalto l’importanza di costruire e di ‘cercare’ insieme, popolazione detenuta e non, una ‘zattera’ che possa remare controcorrente nel mare dell’indifferenza e della repressione, sull’onda della consapevolezza e del rinvenimento. “Il merito del mezzo” di Franco De Luca Un ragazzo enigmatico, introverso e con doti speciali, un commissario stanco di vivere, un fotografo esuberante e una affascinante nobildonna, un muratore che affronta il boss del quartiere, un senatore generoso e preso d’amore per la moglie, un musicista tormentato dal successo di una sua canzoncina puerile. Sono solo alcune delle molte tessere che formano un mosaico […]

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Arriva a Napoli la “Box in barca” ideata da Crudodimare: ostriche e bollicine direttamente sullo yacht  

L’imprenditore Stefano Melfi e lo Chef Federico Quaranta, per la ripresa del loro ristorante dopo il lockdown, hanno inventato il primo servizio express direttamente a mare. La prima “Box in barca” nei moli di Napoli è servita, per degustare in mare, con tovaglietta e posate ecologiche: pesce fresco e la versione marinara del panino con la mozzarella, che si gusta con la ventresca di tonno oppure con gamberi rossi, pesto di basilico e sale nero. L’idea è dell’imprenditore Stefano Melfi e dello Chef Federico Quaranta, che poco prima del lockdown hanno aperto al Vomero Crudodimare, piccolo ristorante per la degustazione di pesce. Dopo la chiusura hanno ripreso le attività non solo nel locale di via Vaccaro, ma anche con il primo servizio di consegna express di piatti a base di crudo serviti direttamente in barca nei porti di Mergellina e di Nisida.  Le degustazioni gourmet comprendono ostriche, taratufi, scampi, gamberi, tartare con frutta esotica,  accompagnate da bollicine ghiacciate e salviette profumate per lavarsi le mani. Basta ordinare il giorno prima per telefono, sui Social (Facebook, Instagram, Whatsapp) o attraverso il sito e la consegna, puntuale, è prevista dopo 24 ore direttamente in barca, dalle 10 alle 12.  Alto mare, alta cucina: i piatti sono creati dallo chef con pesce fresco acquistato ogni mattina al mercato e si affiancano al menù del ristorante, dove tradizione e modernità si fondono, dando vita a dei piatti originali come il calamaro con emulsione di mango e fiori di barbabietola e l’astice con Provolone del Monaco DOP affumicato e tarallo sbriciolato con sugna e pepe. Sono due gli unici primi: riso con calamaro, cannolicchi, carote sbollentate e sedano croccante, riso con gamberi viola e bianchi, calamaro marinato, scampi e spezie al profumo di aneto. Ad accogliere i clienti c’è il proprietario Stefano Melfi, 29 anni. “Il mio obiettivo – spiega – è che le persone si sentano proprio come a casa loro. Li accolgo e li accompagno nell’intero percorso di degustazione. Possono servirsi da soli l’acqua e il pane ogni volta che lo desiderano e, anticipatamente, fare anche richieste di piatti particolari”. In sala, sedici coperti, diventati dodici con il distanziamento sociale. In cucina Federico Quaranta, 33 anni, chef dei freddi, affiancato da Bruno Porrino, 20 anni, chef dei caldi. Le pietanze sono caratterizzate da una godibilità avvolgente. Gli chef creano interessanti abbinamenti con ingredienti marini e frutta esotica. Passion fruit, dragon fruit, mango, avocado, rambutan, phisalis, perseguendo la concentrazione dei sapori e riuscendoci in pieno. Crudodimare ha attivato diverse convenzioni con Ordini professionali e teatri, tra questi: i medici odontoiatri della provincia di Napoli, il Sindacato dei giornalisti della Campania, il teatro Cilea, il Palapartenope e la Casa della Musica.

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Fiabe nel Bosco, dal 20 giugno all’Oasi ambientale del WWF

L’attività della Compagnia “La Mansarda – Teatro dell’Orco” riprende il 20 e 27 giugno (ore 17.30) con la rassegna “Fiabe nel Bosco” all’interno dell’Oasi ambientale del WWF, sita nel Bosco di San Silvestro (CE), grazie alla collaborazione con il Centro Studi Ambientale “La Ghiandaia”. Una scelta che unisce il rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid 19 e la voglia di ripartire. Sabato 20 giugno si parte con “I tre porcellini” nell’adattamento teatrale di Roberta Sandias per la regia di Maurizio Azzurro. Quello proposto da Sandias e Azzurro è un progetto ludico e didattico che coniuga natura e letteratura. Si prosegue sabato 27 giugno (ore 17.30) con “Le avventure di Pinocchio”, liberamente tratto dal capolavoro di Carlo Collodi, per la drammaturgia di Roberta Sandias e la regia di Maurizio Azzurro; i costumi e i pupazzi sono di Emilio Bianconi per Alchimia. In caso di sold out è prevista un’ulteriore replica alle ore 19. Il costo del biglietto per adulti e bambini dai 3 anni in su è di 8 euro, mentre il costo dell’area picnic è di 2 euro a persona. È necessaria la prenotazione ai numeri 0823361300; 3291003808; 3477974488. La scelta del bosco come scenario per “Fiabe nel Bosco” evidenzia il legame inscindibile tra uomo e natura, all’interno del quale si inserisce il teatro – sin dai tempi più antichi – inteso come festa collettiva: «Abbiamo deciso di ricominciare, perché vogliamo ritrovare il contatto con il nostro pubblico privilegiato, ossia quello dell’infanzia – spiegano Sandias e Azzurro –. Questa versione delle fiabe nel bosco non sarà itinerante, ma l’abbiamo ripensata all’interno della radura grande dell’Oasi con l’aggiunta di panche per consentire il distanziamento sociale. Abbiamo scelto due titoli cari ai bambini perché vorremmo riprendere come se fosse una vera e propria festa». La fiaba originaria de “I tre porcellini” è andata modificandosi nel tempo, fino a giungere alla celeberrima versione del cortometraggio di Walt Disney, dove le parti più crude della vicenda sono state eliminate. Nell’originale due dei tre porcellini vengono divorati dal lupo e il lupo stesso viene mangiato come un maialetto. «Nella nostra messa in scena abbiamo privilegiato il lieto fine – racconta Roberta Sandias che firma l’adattamento. L’aspetto fiabesco dello spettacolo è accentuato dal linguaggio in versi, proprio della favola, gradevole ed accattivante, infantile come una filastrocca e ricercato come una poesia». “Le avventure di Pinocchio” propone alcune tra le avventure più significative del burattino creato dalla fervida fantasia di Carlo Collodi, rappresentando i suoi incontri con il Grillo Parlante, voce inascoltata della sua coscienza, il Temibile Mangiafuoco e il suo teatro dei Burattini, che ci insegna a non fermarci alle apparenze, la celeberrima coppia del gatto e  la volpe, esilarante quanto terribile e truffaldina, e, naturalmente, la Fata turchina, nume tutelare che affianca Pinocchio nel suo percorso di crescita; e ancora Lucignolo che invece lo conduce nel mirabolante paese dei Balocchi. In fondo, Pinocchio vuol essere come tutti gli altri bambini, ma nel suo desiderio di ribellione e libertà, non lo è già?  

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