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Eroica Fenice

La categoria Comunicati stampa contiene 416 articoli

Comunicati stampa

Anja. La segretaria di Dostoevskij – l’ultimo romanzo di Giuseppe Manfridi da IoCiSto

Continua il tour promozionale di Anja la segretaria di Dostoevskij. Dopo la prima presentazione/spettacolo con Ivana Lotito e Manfridi che si è tenuta lo scorso 17 novembre presso la splendida sede della casa editrice La Lepre dove i fortunati spettatori si sono visti servire anche un thé alla russa con samovàr e pasticcini; dopo la seconda presentazione alla fiera Più Libri Più Liberi il 7 dicembre dove Ivana Lotito, Ricky Tognazzi e Simona Izzo hanno letto dei brani del libro e infine dopo la Festa Russa per Anja al Teatro Marconi del 16 dicembre con una presentazione spettacolo, il prossimo 23 gennaio alle ore 18:00 la libreria IoCiSto (Via D. Cimarosa, 20 – Napoli) ospiterà la prima presentazione del 2020 di Anja la segretaria di Dostoevskij. Viviana Calabria modererà l’incontro che vedrà protagonista l’autore Giuseppe Manfridi. Giuseppe Manfridi, già co-sceneggiatore del film Ultrà (Orso d’Argento nel 1991, con la regia di Ricky Tognazzi, al Festival di Berlino), e già selezionato due volte per il Premio Strega, è scrittore e autore teatrale rappresentato in Italia e all’estero. Tra le sue commedie di maggior successo ricordiamo: Giacomo il prepotente (1989), Ti amo Maria! (1990), Zozòs (1994), La cena (in scena dal 1990). Il debutto nella narrativa lo vede subito nella dodicina dello Strega 2006 con Cronache dal paesaggio (Gremese 2006), evento che verrà replicato nel 2008 con La cuspide di ghiaccio (Gremese). Di recente ha pubblicato Filastrocche della nera luce. Cronache dalla Shoah (La Mongolfiera 2018). Nel 2016 ha pubblicato nelle nostre edizioni Anatomia della gaffe e, nel 2017, Anatomia del colpo di scena. Giuseppe Manfridi con questo romanzo si cimenta in una divertente e raffinata operazione di riscrittura di un momento topico della vita di Dostoevskij, quello in cui entra in scena Anja, sua giovanissima salvatrice che diventerà la seconda moglie e unico amore felice della vita del grande scrittore. Manfridi si diverte e fa divertire il lettore che si trova immerso in una storia vera ma ricca di invenzioni, dove l’autore gioca con le atmosfere dell’opera di Dostoevskij a cui rimanda, allude o cita in modo diretto. Il risultato è una storia d’amore, di letteratura e di debiti che non solo parla di Dostoevskij ma sembra anche appropriarsi del suo linguaggio, della vita interiore dei personaggi, della magia di Pietroburgo, della durezza della vita e del dramma esistenziale che la rende meravigliosa e tremenda. Bastano ventisei giorni a trasformare una adolescente in una moglie? Questa la domanda della Lepre che immediatamente inquadra uno dei temi cardine di questo libro. Anja. La segretaria di Dostoevskij racconta, infatti, l’incontro tra Dostoevskij e la giovane stenografa che sposerà. Siamo a San Pietroburgo anno 1866. Lo scrittore quasi cinquantenne Fëdor Michajlovič Dostoevskij è afflitto dall’epilessia e reduce dall’aver firmato un contratto-capestro col suo mefistofelico editore: si è impegnato a consegnare un nuovo romanzo nell’arco di un mese. In caso contrario perderà i diritti su tutte le sue opere passate e future. Consigliato dagli amici, si rivolge a una scuola di stenografia che gli mette […]

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Vo’ on the Folks compie 25 anni, al via la XXV edizione della storica rassegna veneta

Vo’ on the Folks compie 25 anni. La storica rassegna veneta dedicate alla world music e al folk, diretta da Paolo Sgevano, giunge alla XXV edizione e presenta come da tradizione un programma di quattro appuntamenti tra musiche e danze popolari, con artisti provenienti da Turchia, Irlanda, Scozia, Zambia e Moldavia. Dall’8 febbraio al 21 marzo 2020 la Sala della Comunità di Brendola, in provincia di Vicenza, accoglie alcune tra le più interessanti realtà della musica etnica contemporanea presentando un cartellone che coniuga tradizione e innovazione. Tra gli ospiti di questa edizione gli originali Dervisci rotanti del Galata Mevlevi Ensemble, la band irlandese The Outside Track, l’artista cosmopolita Namvula Rennie, la cantante e polistrumentista moldava Violeta Grecu. Ad inaugurare l’edizione 2020 del Vo’ on the Folks, sabato 8 febbraio alle 21, sarà il suggestivo spettacolo del Galata Mevlevi Ensemble del maestro Sheik Nail Kesova. Dichiarati dall’UNESCO patrimonio culturale dell’umanità, i dervisci rotanti rappresentano il simbolo del misticismo orientale, che prende origine nel tredicesimo secolo.  In scena portano un rituale antico 700 anni che rappresenta l’essenza della natura umana: lo spirito (mente e pensiero), l’amore (emozioni, poesia e musica) e l’anima (vita, movimento e Sema). Uno spettacolo inteso, emotivamente e spiritualmente, che cattura il pubblico lasciandolo senza fiato. Sabato 22 febbraio il secondo appuntamento della rassegna con l’unica data in Italia di The Outside Track, quintetto internazionale di musicisti celtici (quattro donne e un uomo, da Irlanda, Scozia e Canada), premiati come miglior band nei Live Ireland Award e Tradition In Review Award. Sempre in esclusiva nazionale anche i due eventi in programma a marzo. Sabato 7 tocca alla cantautrice, chitarrista e fotografa Namvula (già al fianco di Hugh Masekela e Anoushka Shankar) Dal vivo presenta un melting pot che fonde sonorità africane con elementi della tradizione folk scozzese, del jazz e della Latin music. Il 21, invece, per la serata conclusiva è la volta di Violeta Grecu, una delle più importanti e riconosciute artiste moldave, con all’attivo diverse collaborazioni con l’Orchestra Nazionale, in scena con Luca Nardon (percussioni) e Ionel Guzun (fisarmonica). Organizzato dalla Sala della Comunità di Vo’ di Brendola e Frame Evolution, in collaborazione con l’assessorato comunale alla Cultura e la Cassa Rurale e Artigiana di Brendola, il “Vo’ on the Folks” rappresenta uno spazio privilegiato per la riscoperta e la tutela di preziose tradizioni da conservare e tramandare, rilette in chiave contemporanea. Come testimoniano gli ospiti che si sono esibiti a Brendola in questi anni: Hevia, Enzo Avitabile, Kocani Orkestar, Joana Amendoeira, Antonella Ruggiero, Jim Hurst, Carmen Souza, Mick O’Brien, Riccardo Tesi & Banditaliana, Tannahill Weavers, Djamel Laroussi, Fiamma Fumana, Phamie Gow, Mercedes Peon, Motion Trio, Vincenzo Zitello, Mariel Martinez, Mairtin O’Connor, John McSherry, Pierre Bensusan, Hamid Ajbar, Söndörgő, La Dame Blanche, solo per citarne alcuni. Fin dal 1996, Brendola – la porta dei Berici – ha accolto musiche, colori, storie e culture diverse unite in nome della massima libertà espressiva. Ingresso singolo spettacolo: INTERO 15 euro – RIDOTTO (soci Sala e ragazzi fino a 14 anni) 14 euro.

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Peppe Iodice con lo spettacolo Jody Beach Party al Teatro Augusteo

Al teatro Augusteo di Napoli, giovedì 23 e venerdì 24 gennaio alle ore 21:00, Peppe Iodice sarà in scena con lo spettacolo “Jody Beach Party”, di Lello Marangio e Peppe Iodice, prodotto da Claudio Malfi, con la regia di Francesco Mastandrea. Una festa per ogni giorno di spettacolo: “La musica, la playa, l’inverno, la notte, la festa, caro Lorenzo Jovanotti è facile fare il party sulla spiaggia in estate, il difficile è fare un party estivo in teatro in inverno”, ma Peppe Iodice lo sta organizzando e si preannuncia lo spettacolo teatrale meno spettacolo teatrale degli ultimi anni. Fino a ora Gino Paoli era riuscito a far entrare “Il cielo in una stanza”, Peppe farà entrare la spiaggia nel teatro e il clima sarà ‘caliente’ anche in pieno inverno. “Cosa importa se sognavi Puertorico o San Felice al Circeo, se restiamo insieme sembra un paradiso anche il teatro Augusteo” e intorno gente che balla con la musica di Decibel Bellini e con i protagonisti in carne e ossa delle migliori estati della nostra vita: i Los Locos. Sul bagnasciuga gli amici di Peppe e coloro che quella sera coroneranno il proprio ‘sogno d’amore’, celebrando le nozze officiate da Peppe Iodice sul palcoscenico del teatro, ma questa è un’altra storia, che scoprirete solo venendo… Nota del regista Francesco Mastandrea L’idea di una collaborazione tra me e Peppe Iodice per dirigere il Jody Beach Party è nata in un luogo altamente professionale e di grande caratura teatrale: una festa di compleanno di Peppe all’interno di un villaggio turistico, dove eravamo in vacanza. Complice il clima festoso e qualche bicchiere in più, dopo 30 minuti eravamo in piedi sulle sedie a cantare e ballare i successi di Los Locos, che guarda caso sono coinvolti anche in questa follia! Quello che cercheremo di fare in questo spettacolo è ricostruire esattamente quel clima di festa: conviviale, divertente, irriverente. Per dirigere un artista imprevedibile come Peppe Iodice, a mio parere, non bisogna preoccuparsi di un taglio registico per delineare la sua recitazione, bisogna piuttosto costruire una macchina intorno al suo estro, capace di innescarlo quante più volte possibile, e generare quella dote innata che neanche lui riesce a controllare completamente e che lo rende un artista strepitoso. Per fortuna non sono solo in questa pazzia, a darmi una mano nel contenimento di questo vulcano c’è Lello Marangio, co-autore preziosissimo di questo, come di tutti gli altri spettacoli di Iodice, e unica persona che riesca a mettere un minimo di ordine in quel caos totale che è il talento di Peppe. Che Jody Beach Party sia, e che Lorenzo Jovanotti ci perdoni! Prezzi: platea € 30,00 – galleria € 20,00 Informazioni sono disponibili al sito del teatro Augusteo o telefonando al botteghino: 081414243 – 405660, dal lunedì al sabato tra le ore 10:30 e le 19:30. La domenica dalle ore 10:30 alle 13:30. Ufficio stampa e comunicazione Per la produzione: Francesca Scognamiglio Per il teatro Augusteo: Marco Calafiore

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Collezione Fall Winter 2020/21 di Alessandro Legora: un inno alle donne forti

E’ una donna guerriera, fiera, di personalità quella andata in scena sulla passerella di Alessandro Legora che ha presentato nel “quartier generale” di Mariglianella la collezione Fall Winter 2020-21 con le sue tre linee: Alessandro Legora, Atelier Legora e Atelier Legora Bridal. “Legoriana” per eccellenza la vulcanica Pamela Prati chiuso la sfilata indossando un abito super femminile in paillettes rosa. Altro grande protagonista, il colore in tutte le sue meravigliose sfumature pastello, da indossare con sicurezza di giorno e di sera oltre al distintivo black & white di Legora. La collezione_ Il daywear firmato Alessandro Legora riporta prepotentemente alla ribalta i volumi androgeni, comodi, e introduce outfit di maglieria in cachemire di cui le tute sono la sua massima rappresentazione; sfilano cappotti di taglio comodo con dettagli in pelliccia ed ecopelliccia, tubini strizzati resi grintosi dalla zip a vista; ritornano le camicie in cotone indossate alla garconne sotto pullover di cachemire, giacche maschili. Un look sempre femminile che si ritrova anche negli abiti da sera dell’evening wear di Atelier Legora dove la fanno da padrone linee sinuose ed aderenti per esaltare le forme. Anche qui si parla di grandi ritorni come quello della spallina insellata removibile che ha cavalcato le tendenze degli anni ‘70-‘80. Ricompare il velluto declinato in abiti aderenti e drappeggiati, resi preziosi da fibbie gioiello realizzate artigianalmente per le linee Legora. Irresistibili i mini abiti in misto seta e duchesse scenograficamente costruiti sulle spalle. Protagonisti anche i completi in paillettes anni 80 nei colori più fashion. Ma c’è un altro protagonista indiscusso di questa collezione, sua maestà il capospalla, declinato in diverse forme, e in diversi tessuti dal doppio twill al panno in cachemire fino ad arrivare alla pelliccia sia vera  che ecologica proposti in vari modelli ispirati agli anni ’80 e, ovviamente, coloratissimi con una palette di colori che spazia dal grigio antracite all’azzurro. Per la linea Bridal lo stilista ha mandato in passerella una sposa romantica, fashion e femminile con un abito da sogno in tulle, pizzo in trasparenza e ricami che creano un sensuale gioco di vedo-non vedo, con un velo corto bordato da un fantastico pizzo chantilly: tutto questo ha evidenziato la maestria che sta dietro questa linea semisartoriale sia nella manodopera che nei tessuti lavorati interamente a mano. Gli ospiti_ Un folto e interessante parterre di ospiti ha partecipato al brunch proposto dal catering di Galà Eventi composto da addetti ai lavori, rivenditori, firme della stampa napoletana e volti noti dello spettacolo nonché amici di Alessandro Legora tra cui compaiono: Miriam Candurro, Monica Sarnelli, Giovanna Rei, Cristina Donadio, Floriana De Martino e Luisa Esposito, Fashion Dea, Manila Nazzaro, Marina Tagliaferri, Federica Ambrosini. Le novità_ In un momento in cui il mercato è invaso da proposte“fast fashion” vale la pena sottolineare i meriti e il grande impegno di un’azienda italiana che propone un prodotto curato, selezionato e che rispecchia la forte identità del brand. Ma il 2020 è foriero di altre novità, non solo in passerella: oltre all’introduzione di macchinari all’avanguardia per realizzare […]

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O’ Pizzaiuolo di Sergio Miccù: presentazione a LaFeltrinelli di Napoli

Il 17 gennaio a LaFeltrinelli di Piazza dei Martiri sarà presentato, alle ore 17, il libro “O’ Pizzaiuolo” scritto da Sergio Miccù, presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani (APN), edizione GM Press. Un volume, questo, dedicato alla professione strettamente napoletana del pizzaiolo, riconosciuta come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 2017. Quaranta storie a cui si affiancano volti e aneddoti di uomini e donne eredi della Napoli ante guerra, pizzaioli da generazioni, ragazzi cresciuti impastando, con vite trascorse, il più delle volte, tra i banconi delle pizze più che tra i banchi di scuola, con notti insonni passate a far crescere “la pasta” tra sacchi di farina e stenti. L’evento, moderato dalla scrittrice Francesca Scotto, vedrà la partecipazione, accanto all’autore Sergio Miccù, di Giuseppe Branca, editore GM press, e importanti Bookblogger, che diffonderanno l’evento attraverso dirette social in modo da raggiungere decine di migliaia di utenti contemporaneamente, tra i quali Emanuele Bosso (circa 9mila follower attivi su Instagram). A raccontarci la nascita, i segreti e i volti di chi vive ogni giorno l’arte della pizza in Italia e nel mondo le letture dell’attrice Enza Palumbo. O’ Pizzaiuolo è un dialogo a più voci, ma in una lingua sola: quella del pizzaiuolo. Un viaggio che percorre quaranta tappe per conoscere da vicino come nasce il prodotto culinario più famoso al mondo, attraverso aneddoti e storie di successo raccontate da importanti pizzaioli napoletani, i luoghi in cui questo pregiato prodotto della cucina campana vede la luce, gli ingredienti speciali con cui ogni piatto viene realizzato e, ovviamente, le ricette particolari che rendono ogni pizza unica nel suo genere. Un racconto in cui ogni pizzaiolo si è ritrovato con l’altro rispecchiandosi nella stessa realtà, sebbene ognuno con i propri ricordi familiari e le proprie emozioni. Nel libro O’ Pizzaiuolo, Sergio Miccù rivendica la dignità di un mestiere, quello del pizzaiuolo, da due anni riconosciuto come arte, sebbene non ancora asceso al rango di professione riconosciuta dallo Stato, il cui ruolo è da sempre contribuire, aldilà degli stereotipi, alla crescita di Napoli nel mondo. Di fatti il ricavato del libro andrà all’Associazione I Sedili di Napoli per contribuire al restauro di Santa Maria Stella Maris, una delle tante chiese abbandonate ubicate ai Decumani nello straordinario Centro Storico di Napoli. Alla presentazione saranno inoltre presenti gli sponsor Antimo Caputo (Mulino Caputo), Giuseppe Russo Krauss (Ideatore Scugnizzo Napoletano), Raffaele Maiello (Caseificio Orchidea), Antonello Sorrentino (Sorì), Marco D’Annibale (G Metal), Lino Cutolo (Ciao Pomodoro), Diego Rubino (Inpact).    

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Il Cibo degli Angeli, azione poetica di nutrimento di Paola Carbone al Capri Wave

A CAPRI WAVE – Winter Arts Festival, promosso dalla Città di Capri, e organizzato l’Associazione Culturale Gulliver, con la direzione artistica di Sara Aprea e Umberto Natalizio, arriva il momento del teatro. Sabato 11 gennaio, negli spazi di ZOOM, in via Le Botteghe 56, è di scena “Il Cibo degli Angeli”, ideato e curato nella regia da Paola Carbone, con il collettivo Azzurro Solfato. Si tratta di un’esperienza teatrale site-specific, pensata per un piccolo numero di spettatori alla volta, che si ripete lungo l’arco di un’intera giornata. Lo spettacolo avrà 5 turni (ore 11, 12, 17, 18, 19) e ogni turno potrà ospitare massimo 20 spettatori. Lo spettatore sarà accolto dagli abitanti di una casa e accompagnati delicatamente ad attraversare un luogo in cui affiorano dei ricordi. Lungo il percorso incontrerà angeli bambini, angeli senza tempo che sono lì da sempre: Melissa Micillo, Francesca Diletta Iavarone, Rossella De Rosa, Ilaria Cecere e Anna Savoia. Tecnico del suono e delle luci: Tommaso Vitiello. Registrazione e montaggio suono e voci: Giacomo Vitiello. Note di regia Il cibo degli angeli/azione poetica di nutrimento Cosa è nutrimento in questo secolo buio e opulento? Di cosa abbiamo bisogno per attraversare il nostro tempo ? Di quale cibo? Di quale pane? Ecco allora che l’angelo arriva come metafora semplice e infantile, messaggero invisibile di pensieri luminosi che nutrono la mente, il cuore e la materia. Il nostro è un angelo umano, tanto umano, testardamente umano! Le nostre passioni sono cibo, i nostri desideri sono cibo, la debolezza, la fragilità, i sogni che nella notte ci abitano. sono spesso il cibo del giorno a venire. Il cibo degli angeli perché non si vive di solo pane ma di bellezza, arte, poesia, senso di appartenenza, identità. Tutto questo nella speranza di ripensare il modo e i luoghi nei quali viviamo, e di desiderare altri nutrimenti. Il cibo degli angeli è un augurio! (Paola Carbone) Per info e prenotazioni: 3519922540 [email protected]  

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“ENIGMATICA BICICLETTA” Il nuovo libro di Pietruccio Montalbetti ( IRIS4EDIZIONI )

“Qualche anno dopo la Seconda Guerra Mondiale si crea a Milano un Corpo Speciale di ex partigiani dediti alla cattura di criminali di guerra mai processati. E la bicicletta accantonata alla staccionata di un parco del centro-città sempre lì parcheggiata, a volte girata a destra altre a sinistra, che ci fa? Fantasia o realtà?” Attraversando abitualmente un parco nel quartiere vicino casa, Luca Righi (uno degli agenti e il protagonista), viene attratto da una bicicletta accantonata a una staccionata. Sempre lì parcheggiata, a volte girata verso destra altre a sinistra, Il graduato trova il fatto insolito po’ sospetto quando una serie di strani eventi non possono che accomunarsi al velocipede. È con tale intrigante premessa che prende il via ENIGMATICA BICICLETTA, il noir di Pietruccio Montalbetti che sfiora tematiche forti e struggenti legate a vittime di abusi e violenze da fascisti e nazisti, tra atroci crimini seguitati persino a fine-guerra, ma anche gesti positivi offerti dai partigiani agli italiani. L’obiettivo dell’autore è dunque quello di mettere in rilievo terribili eventi storici, che hanno in quel periodo sancito la perdita della coscienza umana marchiandola a fuoco, affinché episodi così oscuri non si ripetano. Il chitarrista leader dei DIK DIK, da anni prestato alla narrativa, riporta quindi a tratti alla memoria paragoni di alcuni illustri autori del passato quali Primo Levi, Cesare Pavese, Beppe Fenoglio. Comunque, invitato dai genitori per le feste natalizie, il protagonista incontra dei cuginetti che, sapendolo partigiano, insistono affinché illustri la propria “professione”, in realtà segreta. Note d’autore Pietruccio Montalbetti, fondatore e leader storico dei Dik Dik, famoso gruppo musicale italiano degli anni Sessanta, si misura ormai da anni anche nella narrativa. Libri pubblicati: I ragazzi della via Stendhal (2010, Aerostella), Sognando la California (2011, Aerostella), Io e Lucio Battisti (2013, Salani Editore), Settanta a Settemila (2014, Ultra), Amazzonia. Io mi fermo qui (2018, Zona Music Books), Enigmatica Bicicletta (2020, Iris 4 Edizioni). Ufficio Stampa e Relazioni Pubbliche Presso LONG DIGITAL PLAYING Srls a cura di: LC COMUNICAZIONE tel. 333 7695979 [email protected] www.lccomunicazione.com

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A La Reggia Designer Outlet boom di presenze per i saldi

Trend più che positivo per la prima giornata di saldi a La Reggia Designer Outlet. I dati raccolti al Centro McArthurGlen di Marcianise (CE) nella prima parte della giornata lasciano prevedere una chiusura con 30.000 presenze e una tendenza di oltre 90.000 presenze per il ponte lungo dell’Epifania. “I dati analizzati nelle prime quatto ore della giornata ci pongono in linea con lo storico – dichiara Fabio Rinaldi, Centre Manager La Reggia Designer Outlet –. Lo scorso anno abbiamo ospitato 30.000 persone il primo giorno di saldi. Contiamo di chiudere la giornata intorno a questa cifra, che sarebbe un risultato eccezionale, considerando che lo scorso anno il week end di saldi si è esaurito in due giorni e quest’anno abbiamo il vantaggio del calendario, che ci porta in dote lunedì 6 gennaio, un festivo tradizionalmente molto forte”. Grande afflusso, dunque, nei 140 negozi del Centro, quindi, dove i saldi “griffati” dal -30% al -70%, diventano attesa occasione di shopping a La Reggia Designer Outlet, sempre più punto di riferimento per gli acquisti in Campania. A tutela del consumatore, importante il controllo sulla politica dei prezzi. “Abbiamo un controllo 12 mesi l’anno sui singoli negozi, sia rispetto alle politiche di prezzo contrattuali, sia rispetto ai prezzi praticati all’esterno del nostro Centro – prosegue Rinaldi –. Ovviamente i controlli vengono intensificati nei periodi di picco, quali possono essere i saldi o promozioni particolari, come il Black Friday”. La Reggia Designer Outlet, nel periodo dei saldi, resta la meta di shopping privilegiata per i campani, ma diventa anche la destinazione di chi arriva da altre città alla ricerca dell’occasione da non perdere. Da Caserta a Firenze, c’è chi decide di approfittare dei saldi in due Centri McArthurGlen nella stessa giornata, arrivando da Bari e aggiungendo al percorso già fatto ben 450 km. “Dopo La Reggia Designer Outlet raggiungeremo Barberino Outlet – racconta una signora –. Abbiamo fatto un giro appena arrivati e ora abbiamo le idee chiare. Acquistiamo e ripartiamo per raggiungere Firenze, felici e con tante buste!”. Da Cosenza, un ragazzo felice mostra le sue buste: “Veniamo qui con tutta la famiglia per fare acquisti in grande. Paga papà!”. Mariti pazienti attendono lo shopping delle mogli e affrontano l’attesa con filosofia: “Siamo qua dalle 9 e ci resteremo almeno fino alle 14. Poi domani è un altro giorno, altri saldi…”. Tra i viali, due amiche scelgono La Reggia Outlet “per le grandi firme”. Una signora, in compagnia della figlia, racconta: “vengo sempre qui, dove trovo cose molto carine a prezzi convenienti e i saldi diventano un’occasione assolutamente da non perdere. Non abbiamo una meta precisa, cercheremo qualcosa di carino e conveniente per mia figlia”. Non manca chi arriva con le idee chiare: “Ho trovato quello che cercavo, d’altra parte all’Outlet c’è una vasta scelta e quindi è facile accontentare tutti i gusti”.

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Inshalom (o l’assurda partita) torna allo ZTN

Una produzione Teatro ZTN e Naviganti InVersi (APS) Breve sinossi La guerra fra Palestina e Israele rivive in questa piece tragicomica, nella quale viene raccontata la difficile convivenza tra il palestinese Nassur e l’israeliano Shlomo. All’interno di una fantomatica stazione conta – anime, situata proprio sulla Striscia di Gaza, i due protagonisti svolgono per i rispettivi governi un sinistro lavoro, sotto lo sguardo (poco) attento di Bob, un soldato dell’ONU: tenere il conteggio delle persone morte a causa della guerra, ridotte ormai a semplici numeri utili alla propaganda dei rispettivi governi. L’orrore della guerra raccontato attraverso umorismo nero e risate, ma anche con profonda umanità. Un messaggio pacifista, condivisibile e mai banale. Note di regia Potrebbe cominciare così: “Ci sono un palestinese, un israeliano e un americano. Si ride, ma non è una barzelletta”. Ecco, in questa pièce ho cercato di raccontare il conflitto arabo israeliano senza cedere al facile patetismo da “Giorno della Memoria”. Qui, Israele e Palestina giocano lo stesso assurdo gioco, e nessuna nazione ne esce vincitrice. Al di là delle questioni storiche, dell’evidente superiorità militare israeliana, di chi possa o meno vantare diritti su una terra intrisa di sangue, nessuno ha ragione, se a perdere la vita sono sempre coloro che si ritrovano al centro del conflitto. Ed è proprio il conflitto che ho cercato di rappresentare in una dimensione quasi ristretta, in scala: dalle piccole scaramucce quotidiane alle tante divergenze che potrebbero tranquillamente essere appianate attraverso un dialogo sincero. Si racconta la difficile convivenza di due persone che si ritrovano ad essere nemici senza un vero motivo, a odiarsi perché divisi da una guerra sanguinosa e inutile che infuria all’esterno.

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Killer Loop’s #1, in uscita il nuovo volume di Stefano Labbia

Pubblicato il 12 dicembre dalla LFA Publisher, Killer Loop’s #1 è la nuova graphic novel di Stefano Labbia. Su Eroica Fenice qualche info sul progetto del giovano autore (per saperne di più qui l’intervista). Usa. Giorni nostri. Kimberly (Stuart Whitman) è un trentenne americano. Mestiere: killer prezzolato, ribattezzatosi “punitore” di ogni criminale in circolazione – salvo compenso, ovviamente. Dietro alla sua faccia da bravo ragazzo, al suo pessimo senso dell’umorismo e alla sua ossessione per le citazioni pop, si nasconde un passato sofferto che, da persona “normale” l’ha trasformato in un killer apparentemente senza cuore. Convinto di avere una morale – non uccide né bambini, né donne, né agenti delle forze dell’ordine ed essendo perennemente dalla parte dei più deboli, spesso finisce per cambiare schieramento durante la “missione” – viaggia per il mondo perennemente all’avventura. Ma l’uomo finisce inevitabilmente per pestare i piedi alle persone sbagliate – nella fattispecie il sindacato internazionale criminale Pauraz, complice della morte della sua sorellina Kimberly anni prima. Evento quest’ultimo che ha cagionato la sua trasformazione da persona per bene a killer. Armato della sua Beretta munita di silenziatore e del suo coltello a serramanico, l’uomo dovrà scontrarsi con gli assassini del Sindacato e con i peggiori killer del mondo, attirati dalla taglia che Pauraz ha messo sull’uomo… Killer Loop’S, la storia nata dalla fervida mente di Stefano Labbia Kimberly, ovvero Stuart Whitman: mercenario USA dalla lingua lunga, egli è alle prese con il sindacato criminale Pauraz a cui ha pestato i piedi e che gli sguinzaglia contro quattro-assassini-quattro, abili almeno quanto lui. Non si sa bene come finirà la lotta che gioca al rialzo ad ogni pagina, con ogni dialogo e situazione imprevedibile. Un mondo feroce, dalla tricromia – bianco nero e scala di grigi – accesa che rispecchia bene una storia che definire al cardiopalma è poco. È stato inquadrato nel genere noir – gangster. Gli è stato affibbiato il marchio del pulp… in realtà, Killer Loop’S è anche action, crime e donne. Presente, un po’ in stile Diabolik, con il volto di una donna per ogni storia. Mai vittime, le donne partorite dalla penna di Stefano Labbia, sono vere, reali, sofferenti ma anche tigri pronte a lottare per non perire contro gli uomini che vorrebbero averla vinta su di loro. Donne pronte a lottare per se stesse e per coloro che amano. Donne pronte ad agire/a reagire. Qual è la forza di Killer Loop’S? Un comics che va oltre la rappresentazione grafica perché la storia, di per sé, presenta già elementi vincenti: citazionismo, personaggi efficaci e l’imprevedibilità delle azioni degli stessi che stravolgono la storia ad ogni vignetta, cambiandone spesso direzione ed alzando il tiro ad ogni inquadratura. Un po’ Lupin III, un po’ The Mask, un po’ Ryo di City Hunter a detta dell’autore. Ma anche un po’ Bugs Bunny, un po’ Jigen ed un po’ Deadpool. Anti eroe per eccellenza, Kimberly ha un potenziale incredibile e Killer Loop’S, grazie anche alla resa grafica, si presta benissimo ad una serie animata dedicata […]

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