In origine composta da 38 stati (oggi 189), la Banca Mondiale (World Bank, WB) diviene operativa nel 1946, dopo essere stata istituita dalla Conferenza di Bretton Woods di due anni prima, con il compito di fornire sostegno alla ricostruzione e allo sviluppo dei Paesi membri.
I dati chiave della Banca Mondiale
| Caratteristica | Informazione |
|---|---|
| Istituzione | 1944 (Conferenza di Bretton Woods) |
| Inizio operatività | 1946 |
| Stati membri | 38 in origine, 189 oggi |
| Strumento principale | Concessione di prestiti per ricostruzione e sviluppo |
| Organo supremo | Board of Governors |
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Come funzionano i prestiti della Banca Mondiale
Lo strumento principale per il sostegno alla ricostruzione degli Stati membri è la concessione di prestiti, previa soddisfazione di determinate condizioni. I prestiti vengono concessi a tassi inferiori rispetto a quelli con cui gli Stati possono finanziarsi sui mercati.
Accanto alla funzione di erogazione di finanziamenti, è prevista anche l’assistenza tecnica agli Stati membri, i quali hanno l’obbligo di sottoscrivere quote di capitale (chiamati conferimenti), che fungeranno da garanzia per la concessione di prestiti futuri. La Banca Mondiale ottiene risorse tramite emissioni di titoli di debito sui mercati internazionali (cui è assegnato il rating di tripla A).

La struttura organizzativa e la governance
Così come il Fondo Monetario Internazionale, anche la Banca Mondiale è caratterizzata da un sistema di governance fortemente asimmetrico e gerarchico: ad esempio, gli USA, maggiori azionisti, hanno il diritto di veto sulla revisione dello Statuto.
Il Board of Executive Directors, organo esecutivo dell’organizzazione, si basa sul meccanismo dei collegi di voti (le cosiddette constituencies); ciò significa che gli Stati sono organizzati in gruppi coordinati da un direttore esecutivo, il quale esprime, attraverso il proprio voto, le preferenze aggregate di tutto il proprio gruppo. I voti sono assegnati in parte in base alle quote versate, e in parte in misura fissa e i Paesi industrializzati rappresentano oltre il 55% dei voti.
L’organo supremo della Banca Mondiale è il Board of Governors, composto dai Ministri delle materie di volta in volta competenti, e decide sulle questioni di maggiore rilevanza. La gestione delle operazioni di routine viene delegata al Board of Executive Directors, che si riunisce due volte a settimana e i suoi membri vengono nominati attraverso una procedura ibrida: in parte vengono designati, come nel caso dei maggiori azionisti (USA, Gran Bretagna, Germania, Francia, Giappone, Russia, Cina e Arabia Saudita), che hanno diritto di nominare direttamente un Executive Director e avere una constituency nazionale esclusiva; gli altri direttori vengono eletti dai governatori tramite ballottaggi all’interno delle constituencies.
La Banca Mondiale è composta da circa 10.000 funzionari, suddivisi in vertici manageriali e staff. Il management è coordinato e presieduto dal presidente, il cui mandato dura cinque anni.

Il ruolo storico e l’evoluzione della Banca Mondiale
L’originario compito della Banca Mondiale è costituito dalla fornitura di prestiti e garanzie agli Stati membri, per progetti di sviluppo e ricostruzione. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti, col Piano Marshall, contribuirono enormemente alla ricostruzione dell’Europa occidentale, soprattutto per contenere l’influenza sovietica sul continente.
Gli anni ’60 furono anni di cambiamento, in quanto la Banca Mondiale estese le sue funzioni anche alla promozione dello sviluppo dei Paesi più poveri, mediante la creazione dell’Associazione Internazionale per lo Sviluppo, organo che si occupa di finanziare prestiti a lunghissima scadenza a tassi particolarmente favorevoli ai Paesi più poveri. Da una parte, il processo di decolonizzazione portò all’ampliamento della membership dell’organizzazione; dall’altra, proprio questo evento spinse gli USA a dirigere i flussi per lo sviluppo, in modo da controllare le dinamiche di sviluppo dei nuovi Stati, sottraendoli all’ingerenza dell’URSS.
Gli anni ’70 videro il crollo del sistema a tassi fissi di Bretton Woods, le due crisi petrolifere e la stagflazione dell’economia mondiale. La crisi del debito che ne seguì, aprì la strada ad erogazione di prestiti vincolati all’aggiustamento strutturale.
La Banca Mondiale fu aspramente criticata per queste ragioni e ciò portò altri cambiamenti negli anni ’90, soprattutto a seguito del crollo del blocco comunista. Le nuove modalità di intervento includevano, inoltre, progetti con il coinvolgimento della società civile, comprese ONG.
I risultati ottenuti e le critiche ai programmi
La Banca Mondiale ha reso possibile ai Paesi in via di sviluppo di finanziarsi con tassi concorrenziali per loro altrimenti inaccessibili, ma la performance e l’impatto di questi prestiti e programmi non sono stati quelli sperati. La Banca Mondiale è stata spesso accusata di aver esercitato, attraverso i propri programmi, un’influenza negativa sulle prospettive di sviluppo di alcuni tra i suoi Stati debitori, spesso a causa della ristrettezza delle vedute strategiche da parte degli esperti dell’organizzazione.
I risultati dei programmi sono stati poi criticati per la scarsa attenzione alle ricadute ambientali dei progetti finanziati; infatti, nel 1987, c’è stata una revisione della prassi dell’organizzazione in materia di sostenibilità ambientale, ma, solo nel 1994 venne creata una unità di valutazione degli impatti ambientali di ogni singolo progetto.
La Banca Mondiale, pur essendo un attore affidabile nel monitoraggio di indicatori socio-economici, ha avuto un impatto controverso: i prestiti concessi non sempre si sono tradotti in un reale miglioramento delle condizioni dei più poveri, anche a causa della corruzione delle élite locali. I risultati migliori sono emersi quando si è puntato sul coinvolgimento diretto delle comunità e sulla semplificazione dei processi decisionali.
Fonte immagine in evidenza: Wikimedia Commons / World Bank Group

