DoValue cresce ancora: due nuovi mandati in Grecia e a Cipro per 1,6 miliardi

doValue S.p.A. (Euronext Milan DOV.MI), leader nel Sud Europa nei servizi finanziari strategici, nella gestione immobiliare e nei servizi a valore aggiunto, annuncia un importante traguardo con la firma di due nuovi mandati nella regione ellenica, per un valore complessivo di €1,6 miliardi di Gross Book Value (GBV).

È stato, infatti, siglato un mandato di servicing da €1,4 miliardi in Grecia per la seconda tranche del portafoglio Alphabet, di proprietà di Fortress e Bain Capital, rafforzando la partnership a lungo termine. Inoltre, è stato confermato un nuovo mandato NPL a Cipro da Alpha Bank per €200 milioni. Questi sviluppi contribuiscono all’obiettivo di raggiungere €8 miliardi di GBV entro il 2025.

doValue in Grecia: il portafoglio Alphabet

doValue Greece Loan and Credit Claim Management Company S.A. (“doValue Grecia”) ha ottenuto il mandato per gestire l’intero portafoglio di proprietà di fondi gestiti da Fortress Investment Group e Bain Capital. Questo portafoglio rappresenta la seconda di tre tranche del “Progetto Alphabet” sul territorio greco, con un valore complessivo di circa €5 miliardi in seguito alla prima tranche.

Il portafoglio Alphabet Secured Retail, per il quale doValue è stato nominato unico servicer, ha un Gross Book Value (GBV) di circa €1,4 miliardi e un credito totale che ammonta a circa €2,8 miliardi, comprensivo di interessi maturati e costi di mora. Il portafoglio comprende circa 17.000 mutuatari ed è garantito da immobili.

Il nuovo mandato rafforza ulteriormente la posizione di rilievo di doValue in Grecia, confermando l’importanza della partnership strategica con Bain Capital e Fortress.

Nuovo mandato NPL a Cipro

Inoltre è stato firmato un nuovo mandato NPL con un Gross Book Value (GBV) di circa €200 milioni a Cipro. doValue Cipro sarà, infatti, responsabile della gestione del portafoglio di Alpha Bank Cipro Ltd (“Alpha Bank”), una delle principali banche greche attive nel mercato cipriota.

Tale portafoglio comprende NPL derivanti da circa 1.700 debitori, con un totale di crediti pari a circa €0,4 miliardi e un GBV di circa €0,2 miliardi. doValue è stata designata come unico servicer, consolidando ulteriormente la sua posizione di leadership nel mercato cipriota, dove detiene oltre il 50% di quota di mercato. 

Una nuova tappa in un percorso di successo

La regione ellenica si conferma, quindi, un motore di crescita fondamentale per doValue anche nel nuovo anno.

I nuovi contratti sottoscritti segnano un avvio positivo per l’anno, con €1,6 miliardi di GBV derivanti da nuovi mandati, superando già il target di nuovo business fissato per il 2024. Tali sviluppi sottolineano il percorso di successo intrapreso dal Gruppo, consolidando la sua posizione di leadership nel mercato.

La continua espansione e la crescita della base di clienti rafforzano la fiducia di doValue nel raggiungere gli ambiziosi obiettivi concernenti redditività e crescita, stabiliti nel Piano Industriale 2024-2026.

Cos’è doValue e la sua missione

doValue è un provider europeo di servizi finanziari attivo in diversi Paesi (Italia, Spagna, Grecia e Cipro) specializzato in soluzioni innovative lungo l’intero ciclo di vita del credito, che copre l’origination, il recupero e l’alternative asset management.

Con oltre 20 anni di esperienza e circa €137 miliardi di asset in gestione (Gross Book Value) al 30 settembre 2024, comprensivi dell’acquisizione di Gardant avvenuta nel novembre 2024, il Gruppo supporta la crescita economica attraverso lo sviluppo sostenibile del sistema finanziario, offrendo una gamma completa di servizi nella gestione del credito.

Tra questi, ci sono l’Unlikely To Pay (UTP), il servicing di Non-Performing Loans (NPL), l’Early Arrears, Performing Loans, attività legale e di due diligence. Inoltre, il Gruppo fornisce servizi di Master Servicing e asset management, con soluzioni d’investimento focalizzate sui crediti illiquidi e deteriorati, rivolti principalmente agli investitori istituzionali. Nel 2023, doValue ha registrato ricavi pari a €486 milioni e un EBITDA di €179 milioni, escludendo elementi non ricorrenti, e le sue azioni sono quotate all’Euronext STAR Milan (EXM).

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Partite Iva, i regimi agevolati conquistano sempre più professionisti
Il dipartimento delle Finanze ha diffuso i dati sulla diffusione dei regimi agevolati scelti dalle persone fisiche nel corso del 2017, da cui si nota un forte incremento di aperture di regime forfettario al posto di quello ordinario. Il "popolo" delle partite Iva in Italia ha deciso: il regime forfettario è il sistema migliore per la gestione delle propria (piccola) attività. È questo il messaggio più chiaro che arriva dal puntuale aggiornamento realizzato dall’Osservatorio insediato presso il dipartimento delle Finanze, che ha diffuso un report con le informazioni definitive sulle decisioni assunte nel corso dello scorso anno. Le adesioni al regime forfettario I numeri parlano chiaro: più di 182 mila soggetti, su un totale di 512 mila nuove aperture in proprio sia a livello imprenditoriale che professionale registrate nel Paese, hanno optato per il sistema "forfettario", vale a dire più del 35 per cento del totale, a conferma di come il metodo abbia un appeal crescente. Per fare un paragone, nel 2016 questa tipologia rappresentava "solo" il 27 per cento delle nuove posizioni, con un dato quantitativo stimato in 165 mila soggetti. I requisiti L'analisi si sposta dal piano quantitativo a quello qualitativo quando prova a chiarire le motivazioni del successo di questo regime, individuate innanzitutto nelle imposte ridotte di cui beneficia chi è in possesso dei requisiti per beneficiare del sistema agevolato. Come spiega anche l'approfondimento del blog di Danea, tra i requisiti per il regime forfettario 2018, validi dunque anche per questo anno fiscale, c'è innanzitutto il vincolo dei ricavi e compensi, che a seconda della attività esercitata può andare da una soglia di 25 mila fino ai 50 mila euro. Vantaggi e semplificazione In termini pratici, poi, il grande vantaggio principale che funge da calamita per accedere al regime agevolato sono le imposte ridotte, ma non bisogna trascurare gli aspetti legati alla semplificazione degli adempimenti fiscali e burocratici: giusto come citazione veloce, si deve ricordare che i professionisti rientranti in minimi e forfettari non devono compilare gli studi di settore né inviare lo spesometro, né tanto meno sono soggetti allo split payment. Niente obbligo di fatturazione elettronica Proprio nelle ultime settimane, inoltre, durante l'evento Telefisco (organizzato dal Gruppo 24 Ore) è stato possibile appurare che i sistemi agevolati saranno esclusi anche dall’obbligo di fatturazione elettronica tra privati che prende il via nel 2019, anche se invece sono sottoposti regolarmente alle norme che regolano l’e-fattura verso le Pa (e, allo stesso modo, sono obbligati a ricevere il documento digitale in scambi tra privati in qualità di fornitori). Una flat tax Insomma, il sistema si poggia su leve che attraggono i soggetti con Partita Iva, al punto che nei giorni scorsi Il Sole 24 Ore si è spinto a parlare di "flat tax sui redditi delle persone fisiche", descrivendo i risultati del regime forfettario e, soprattutto, mettendo in relazione il sistema con la sua caratteristica di base, ovvero la presenza di un’imposta sostitutiva del 15 per cento. Un appeal crescente Sempre nello stesso articolo, poi, si invita a non misurare l’appeal del regime forfettario soltanto con le nuove aperture, segnalando le distinzioni con il vecchio regime dei minimi (in quest'ultima tipologia la flat tax è ancora più bassa, fissata al 5 per cento, ma le adesioni sono terminate nel 2016): con il forfettario è infatti possibile anche il "cambio in corsa", ovvero il passaggio durante l'anno da un regime ordinario e semplificato, "in cui comunque si applica l’Irpef ad aliquota progressiva con tanto di addizionali locali, ma anche l’Irap (se c’è il requisito dell’autonoma organizzazione) e l’Iva".

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