Napoli, 16 aprile 2026. Nella prestigiosa cornice della Fondazione Mondragone, sede del Museo della Moda di Napoli, si è celebrata la quarta edizione del premio “Ditale d’Oro”. L’evento, promosso dall’Associazione Confraternita Sartori 1351, si conferma come uno degli appuntamenti più significativi per la tutela e la promozione dell’artigianato d’eccellenza, capace di unire la storicità del Made in Italy alle nuove promesse della sartoria contemporanea.
Vincitori del Premio Ditale d’Oro 2026
| Categoria del premio | Vincitore | Motivazione e ambito |
|---|---|---|
| Ditale d’Oro Femminile “Giuseppina Marrazzo” | Diana Fallacara | Rigore tecnico e visione nell’alta moda femminile. |
| Ditale d’Oro Maschile “Angelo Litrico” | Francesca Mariniello | Precisione sartoriale applicata alla moda maschile. |
| Premio Sociale “Ilario Piscioneri” | Emanuele Abbate e aspiranti sarti | Progetto formativo nel Centro Penitenziario di Secondigliano. |
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L’identità sartoriale, tra storia e innovazione
La manifestazione nasce con l’obiettivo di valorizzare i giovani volti della sartoria italiana, custodi di un sapere millenario che ha reso Napoli e l’Italia celebri nel mondo. Tiziana Aiello, Presidente dell’Associazione Confraternita dei Sartori 1351, ha espresso grande soddisfazione: “Vedere questi giovani talenti esprimersi in un tempio della moda come questo conferma che siamo riusciti a tracciare quel filo ideale che unisce la storia di ieri al futuro dei giovani talenti”.
Dello stesso avviso l’Avv. Maria d’Elia, Presidente del Museo della Moda, che ha sottolineato come l’incontro tra il Premio e l’istituzione museale nasca da una visione condivisa: custodire il sapere artigiano offrendo, al contempo, nuove prospettive occupazionali e rafforzando l’identità culturale del territorio.
La sartoria come strumento di libertà: il progetto sociale
Il momento più toccante dell’edizione 2026 è stato il riconoscimento del valore sociale dell’arte sartoriale. Il Premio Sociale “Ilario Piscioneri” è stato assegnato a Emanuele Abbate e a un gruppo di aspiranti sarti del Centro Penitenziario “Pasquale Mandato” di Secondigliano.
Grazie a un percorso di formazione curato personalmente da Tiziana Aiello e dal Maestro Raffaele Antonelli, l’artigianato è diventato un ponte verso il riscatto. “L’impegno sociale trasforma l’ago e il filo in strumenti di libertà e di riscatto personale”, ha dichiarato il Maestro Raffaele Antonelli, ideatore del Premio e Vice Presidente dell’Associazione. Un progetto di successo che, data la straordinaria risposta, verrà replicato in altri istituti penitenziari nella prossima edizione.
I vincitori del “Ditale d’Oro” 2026
La giuria ha premiato l’eccellenza tecnica e la visione creativa, assegnando i massimi riconoscimenti a due figure di spicco:
- Premio Ditale d’Oro Femminile “Giuseppina Marrazzo”: assegnato a Diana Fallacara, per il rigore tecnico e la sapiente visione con cui ha interpretato l’alta moda femminile.
- Premio Ditale d’Oro Maschile “Angelo Litrico”: conferito a Francesca Mariniello, per la straordinaria precisione sartoriale applicata alla moda maschile, seguendo le orme dei grandi maestri del passato con uno sguardo rivolto al futuro.

L’eccellenza napoletana: il Maestro Lello Antonelli
Tra i protagonisti indiscussi della serata, il Maestro Sartore Lello Antonelli. Titolare della storica sartoria in via dei Mille a Napoli, Antonelli rappresenta l’anima pulsante dell’evento: un volto noto a livello internazionale che non dimentica l’importanza del supporto alle nuove generazioni, mettendo la propria esperienza al servizio dei giovani che desiderano intraprendere questa nobile professione.
Il Ditale d’Oro, il simbolo del processo creativo
Il Premio Ditale d’Oro 2026 non è stato solo una sfilata di eccellenze, ma un atto di tutela della “sacralità” del laboratorio artigianale. In un mondo dominato dalla produzione di massa, Napoli ribadisce la centralità del “fatto a mano”, dimostrando che un semplice punto di cucitura può, a volte, ricucire anche la dignità umana.

