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A Family, l’onore nella yakuza | Recensione

A Family, l'onore nella yakuza | Recensione

Come funziona la yakuza? Cosa si cela dietro il rapporto padre-figlio all’interno dell’organizzazione? Sono domande che molti appassionati del Giappone si pongono continuamente, e per alcune risposte bastano gli innumerevoli film e videogiochi a tema che sono stati prodotti in questi anni. Se la maggior parte di questi ultimi ci offrono una visione un po’ stereotipata e gonfiata della malavita nipponica, ci sono alcune opere che la trattano con il giusto riguardo, dimenticando le sparatorie e le risse ed esplorando il lato umano ed empatico della suddetta. Vi presentiamo la nostra recensione di A Family, film Netflix incentrato sulla yakuza.

La trama del film A Family

A Family è un film a tema yakuza uscito globalmente il 29 gennaio 2021 sulla piattaforma Netflix. È diretto dal neo regista Michihito Fujii e montato da Keisuke Imamura e Tatsuma Furukawa. Distribuito dalla prestigiosa Kadokawa, questo film vinse il primo premio al Japan Academy Award come miglior film di un regista esordiente, portando il pubblico a tenerlo d’occhio. A Family segue la storia di Kenji (Go Ayano), ragazzo orfano che da piccolo, senza una strada da seguire, viene accolto nella yakuza dal boss di una famiglia importante, a cui giura fedeltà. Inizia quindi a seguire il codice d’onore della gumi. Si passa poi verso la sua adolescenza ed età adulta, dove Kenji, seguendolo quasi alla perfezione, inizia a notare come il mondo intorno a sé comincia a evolversi: alcuni ex membri e amici scompaiono per farsi una vita altrove, le persone muoiono in seguito alle faide, per non parlare di tutto il resto che quella vita può offrire. Del resto Kenji penserà di essersi sempre trovato da solo, nonostante l’essere stato accolto in una seconda famiglia. Il boss inizia a invecchiare, e Kenji da un compito all’altro incontra quella che sarà la sua fiamma in un host club, fino ad arrivare alla consapevolezza che tutto nella vita cambia e che nulla è permanente: alcuni valori e regole devono adeguarsi per non restare obsoleti e non cadere nella rovina. Assistiamo in tutto e per tutto alla crescita e alla maturazione di uno yakuza, dal classico teppistello da strada fino a un uomo adulto e coscienzioso che sta maturando e capendo di doversi dare da fare per chi vuole bene.

Uno spaccato di vita con un ottimo cast

A Family ci regala uno spaccato di vita di strada nipponica con una straordinaria fotografia e degli stupendi dialoghi tra i personaggi. Ma il meglio di tutto lo regala Go Ayano, attore che oggi è conosciuto internazionalmente. Le sue espressioni e il suo modo di parlare stoico e dubbioso si adattano alla perfezione a un personaggio proiettato verso il cambiamento. Anche il resto del cast è degno di nota: attori dal calibro di Hayato Isomura e Machiko Ono accompagnano il nostro protagonista per buona parte del film, che è abbastanza lungo. Parliamo di 2 ore 21 minuti di pellicola, dove l’onore, la profondità, i pensieri e le relazioni sono tutto. Un film lento ma d’impatto. Dimenticatevi le sparatorie eccessive e i classici cliché da gangster movie: si tratta di un film intricato e profondo dove si scava nella psiche, che vi farà sicuramente commuovere. Non è consigliato per chi cerca un film d’azione, ma chi adora la cultura giapponese e vuole vedere come la yakuza in realtà non sia così gloriosa come ci si crede troverà pane per i suoi denti.

Vi auguriamo una buona visione.

Fonte immagine in evidenza: Netflix

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A proposito di Alessio Gentile

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