Bosnia Express al Cinema Filangieri | Recensione

Bosnia Express al Cinema Filangieri |Recensione

Il 21 marzo 2022 il Cinema Filangieri di Napoli ha ospitato il movie event rivolto alla prima proiezione di Bosnia Express, il film documentario di Massimo D’Orzi tratto liberamente dall’omonimo libro di Luca Leone edito da Infinito Edizioni.

A trent’anni dalle guerre nella ex Jugoslavia, Bosnia Express ripercorre le tracce di un conflitto che ha avuto conseguenze enormi, tra le quali il principio fondamentale di creare un’Europa unita, purtroppo non ancora completamente tale al giorno d’oggi per, in fondo, le stesse motivazioni: la brama di potere e il ricorso alla violenza per imporre la propria volontà. Ma il docu-film viaggia attraverso quelle ferite profonde e talvolta mortali e lo fa con un guizzo poetico, mai retorico. Bosnia Express sceglie di parlare degli orrori di quella guerra e delle sue nefaste conseguenze attraverso la celebrazione vita.

Un monito per la pace

«Siamo fermamente convinti che questo movie event costituisca un segnale importante per esprimere un nuovo elemento di costruzione di Pace. La realizzazione di questo lavoro è stata un’esperienza molto complessa dal punto di vista produttivo. Partito con un finanziamento Media Europeo, ha continuato la sua vocazione internazionale con la partecipazione di RaiCom, con il MiC e con la coproduzione del Luce Cinecittà. Oggi ritorno nella mia città dopo anni di esperienza professionale nella produzione audiovisiva, testimoniando che anche questo comparto ha più che mai un imperativo da rispettare: esprimere un servizio per la Pace, per le donne, operando per la salvaguardia ed il rispetto dei Diritti Umani» ha spiegato Marta Bifano, produttrice insieme a Francesca Pedrazza Gorlero per Loups Garoux e a Paola Traverso con Massimo D’Orzi per Il Gigante. Non a caso, il film documentario Bosnia Express esce in un momento storico molto delicato come quello attuale della guerra Russia-Ucraina in cui si sentono più che mai vicini l’orrore e la paura, ascoltando costantemente alla televisione notizie terribili e intercettando sui social network immagini e video strazianti. AlloraBosnia Express si propone di lanciare un messaggio di pace parlando della bellezza, assumendo il ruolo sacrosanto che dovrebbe sempre avere la cultura di far prendere coscienza che dietro alle armi c’è vita, c’è tanto altro e di unire, così, contro il male per un mondo migliore.

Bosnia Express per il femminismo

Al centro del film documentario – definito dal critico cinematografico Valerio Caprara come un’opera audiovisiva dal sapore flashato della nouvelle vague e apprezzato dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e dalla Vicesindaco di Sarajevo in videomessaggio – sono le donne. Sono loro a farsi portavoce di un messaggio di rinascita e di speranza, proprio loro che si annoverano tra le vittime principali delle guerre tra stupri e aggressioni di una mentalità violentemente maschilista. A maggior ragione è stato significativo l’intervento di Emanuela Ferrante, l’Assessore al Comune di Napoli per lo Sport e Le Pari Opportunità, che ha invitato il pubblico a riflettere su quanto ancora ci sia da lavorare per raggiungere la parità e per garantire alle donne la promessa di non essere sole, illustrando i passi in avanti che sono stati compiuti nonostante le fin troppe difficoltà, ma che si spera siano solo un inizio per costruire una società migliore.

Bosnia Express, dunque, è un manifesto di pace, che con la sua documentazione accompagnata ad una certa profondità poetica cerca di smuovere le coscienze.

Fonte immagine di copertina: cinecittà    

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A proposito di Francesca Hasson

Francesca Hasson è giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 14/12/2023. Appassionata di cultura in tutte le sue declinazioni, unisce alla formazione umanistica una visione critica e sensibile della realtà artistica storica e contemporanea. Dopo avere intrapreso gli studi in Letteratura Classica, consegue la laurea in Lettere Moderne e in Discipline della Musica e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Durante la carriera accademica, riscopre una passione viva per la ricerca e la critica, strumenti che esercita attraverso il giornalismo culturale. Carta e penna in mano, crede fortemente nel valore di questa professione, capace di generare dubbi, stimolare riflessioni e spianare la strada verso processi di consapevolezza. Un tipo di approccio che alimenta la sua scrittura e il suo sguardo sul mondo e che la orienta in una dimensione catartica di riconoscimento, identità e comprensione.

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