Dexter: Resurrection | Recensione

Dexter: Resurrection Recensione

Dexter: Resurrection è una serie che ha debuttato l’11 luglio su Paramount+ e che vede l’attore statunitense Michael C. Hall riprendere i panni dell’iconico serial killer di Miami, Dexter Morgan. La serie è stata sviluppata da Clyde Phillips ed è il sequel di Dexter: New Blood (2021) e della serie originale Dexter (2006-2013). La serie ha riscosso un enorme successo, venendo ben accolta dalla critica e dal pubblico e ottenendo un punteggio di ben 9,1/10 su IMDb.

La trama di Resurrection

La narrazione riprende subito dopo gli eventi di New Blood: dopo essere stato colpito da suo figlio Harrison, deciso a respingere il padre definitivamente, Dexter cade in un coma profondo per dieci settimane. Quando riprende coscienza, scopre che il figlio è scomparso e potrebbe trovarsi in grave pericolo. Il passato che aveva provato a lasciarsi alle spalle, con la nuova identità e la nuova vita, è tornato con forza a perseguitarlo.

Analisi della nuova stagione

Fin dai primi episodi, è chiaro che Dexter: Resurrection è un degno seguito di una delle migliori serie mai create. A differenza di New Blood, riprende la qualità della serie originale e supera il finale controverso che ha deluso gran parte dei fan. La trama è interessante dall’inizio alla fine, non vi sono momenti morti e la tensione resta sempre alta.

Michael C. Hall si riconferma il Dexter perfetto, ma è anche il resto del cast a convincere. I nuovi volti – tra cui Uma Thurman (Charley), Peter Dinklage (Leon Prater), Neil Patrick Harris (Lowell/ The Tattoo Collector), Eric Stonestreet (Al/Rapunzel Killer) e Krysten Ritter (Mia/Lady Vengeance) – arricchiscono la serie con nuovi antagonisti che reggono il confronto con quelli storici della serie originale. La loro struttura è evidente nell’episodio 4, durante la misteriosa cena in cui Dexter si infiltra sotto le mentite spoglie di un altro serial killer, Il Passeggero Oscuro. Tutti i personaggi sono ben caratterizzati e Dexter, in particolare, è molto più complesso e vulnerabile, soprattutto quando si tratta di suo figlio. Si nota un chiaro approfondimento del rapporto padre-figlio, dove viene esplorata la difficoltà di una relazione complicata come la loro.

Il grande ritorno di Batista è semplicemente perfetto. Vediamo un uomo tormentato dal voler scoprire la verità e ne apprezziamo la caparbietà e la determinazione durante le investigazioni. Il suo intuito verso le azioni e le mosse di Dexter è così acuto da aggiungere ancora più suspense e drammaticità alla visione.

La serie ha un tono più cupo, malinconico e complesso a livello emotivo rispetto alla precedente. Il tutto è inserito in uno scenario molto più simile a quello della serie originale: dalla caotica Miami ci troviamo ora nella ancor più caotica New York, la città che non dorme mai e che pullula più che mai di serial killer, il luogo adatto per Dexter e per il suo codice. Parlando di familiarità, anche il ritorno di vecchi amici (e nemici) di Dexter non risulta forzato; al contrario, in un clima di alta tensione come questo, riesce a emozionare, a strappare un sorriso (o una lacrima) e a legarci ancora di più alla nuova serie. E non solo: tornano i dialoghi interni, il codice e i conflitti morali, che mostrano un’evoluzione significativa di un personaggio che vuole mantenere segreta la sua vera identità ma che fatica a causa dei nuovi legami (Harrison) e delle conseguenze delle azioni passate.

Nel complesso, Dexter: Resurrection è una serie profondamente emotiva e coinvolgente che si concentra molto sui concetti di eredità, identità e sul confine tra giustizia e oscurità. Riporta la saga alle sue radici e, se vogliamo, corregge e migliora il finale di New Blood. Si riconferma come un thriller teso, con interpretazioni magistrali e dal ritmo incalzante, che apre prospettive interessanti per una continuazione.
Per i fan storici e per chiunque cerchi una serie di questo genere, è un prodotto imperdibile.

 

Fonti: Paramount Plus
Official Trailer, Dexter Official

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