Jury Duty | Recensione del mockumentary

jury duty: recensione

«Aspetta! Era tutto finto, quindi potrei ancora essere chiamato nella giuria popolare. Cavolo.»  – Ronald Gladden, 8° episodio di Jury Duty.

Jury Duty, la serie Amazon Prime | Recensione

Jury Duty è una serie tv prodotta e distribuita da Amazon Prime video a partire dall’Aprile del 2023.  La serie si classifica come mockumentary -dall’inglese mock “prendere in giro” e documentarytermine che si riferisce a film o serie televisive che imitano lo stile narrativo dei documentari, principalmente a scopi parodici. Ne è un altro esempio la serie tv inglese The Officeestremamente famosa ed apprezzata, soprattutto nella sua versione americana. 

L’elemento che distingue Jury Duty da The Office e tutti i mockumentary visti finora è un singolo dettaglio: il protagonista della serie non è un attore. Ronald Gladden è un ragazzo americano che risponde alla convocazione per partecipare nella giuria popolare di un processo civile; accettando il compito di giurato, Ronald passa tre settimane in compagnia degli altri 12 giurati, esaminando il caso in questione sia dentro sia fuori l’aula di tribunale, in completo isolamento dal mondo esterno.  

Tuttavia, Ronald non sa che il processo è del tutto fittizio, i suoi compagni di giuria sono attori e che ogni evento è accuratamente progettato ed eseguito da una crew televisiva che lo osserva, creando situazioni assurde ed esilaranti che non lasciano tregua a Ronald. Nonostante ciò, il ragazzo appare da subito dedito al compito affidatogli, osservando e analizzando con serietà il caso: riguarda un impiegato di una fabbrica di T-shirt, accusato di aver danneggiato un’importante quantità di merce ed un macchinario, essendosi presentato a lavoro dopo aver fatto uso di sostanze.

Un imputato inetto ed un avvocato incapace, un attore arrogante e squilibrato (è James Marsden che appare interpretando sé stesso), un “tech nerd” che costruisce gadget ridicoli sono solo alcuni dei personaggi con cui Ronald interagisce. In Jury Duty momenti divertenti si alternano a scene commoventi: Ronald dimostra da subito di essere un ragazzo gentile e altruista, pronto ad aiutare chiunque anche nelle situazioni più strane ed imbarazzanti. È grazie alle sue evidenti qualità che Ronald si fa amare sia dal cast della serie sia dal pubblico che guarda.

Il lavoro tecnico svolto dalla troupe dietro al mockumentary è notevole: l’ottavo episodio della serie è dedicato a un dietro le quinte e spiega come sia stato possibile realizzare un’idea così audace. Le aule del tribunale sono state tappezzate da videocamere per poter registrare Ronald e le sue interazioni, in qualsiasi momento, da qualsiasi angolo; gli attori hanno imparato un copione, ma sono sempre stati pronti ad improvvisare in base alle reazioni di Ronald, creando così un prodotto unico nel suo genere. 

Jury Duty è un programma che porta una ventata di aria fresca: lo spettatore, oltre ad apprezzare la comicità della serie, può facilmente immedesimarsi nel protagonista, che in fin dei conti è una persona come noi.  Questa mini serie è ottima per chi vuole vedere una comicità inedita e non impegnativa.

Fonte immagine in evidenza: Amazon Prime Video

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