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Eroica Fenice

Loro 2. Il tracollo italiano riflesso della crisi di Berlusconi

Loro 2. Il tracollo italiano riflesso della crisi di Berlusconi

Continuano le vicende di Lui. Uomo e politico oggetto di critiche, scandali e polemiche. Irrompe così il 10 maggio 2018 nelle sale cinematografiche Loro 2. La seconda parte del racconto italiano di Paolo Sorrentino attraverso Silvio Berlusconi, con la medesima distribuzione Universal Pictures.

Loro 2. Trama

Se in Loro 1 il regista partenopeo aveva presentato Berlusconi/Servillo al pubblico dopo circa un’ora dall’inizio del film, in Loro 2 il suo viso e il suo operato diventano onnipresenti.

Un Berlusconi con il desiderio di rimonta politica dopo l’opposizione. Un Berlusconi intento a riconquistare la moglie Veronica Lario, ormai stanca e delusa del matrimonio. Un Berlusconi ancora superficie riflettente (come il font cromatico del titolo sulle locandine) per Loro, coloro che ruotano intorno al suo sole. Qualcuno, come Morra/Scamarcio, riesce ad entrare nelle sue grazie, conquistando la sua simpatia; altri mine vaganti in un universo improntato a collusione e desiderio di rivalsa.

E così, sfoderando le sue vecchie doti di venditore di sogni, Berlusconi riesce a ritornare al potere. Ma la sua sfrontata propensione al divertimento, donne, persuasione e raggiri sembra destinare al baratro la gloria riconquistata.

Loro 2. Dalla farsa alla tragedia

Personaggio complesso. Proprio questo ha attratto l’attenzione di Sorrentino. E, come già anticipato in Loro 1, la sua complessità è tale perché prima del politico egoista e carismatico c’è l’uomo. Un uomo sicuro di sé nel suo operato, ma con dubbi e perplessità nel prendere atto della sua decadenza. Ed ecco che, se in Loro 1 la trama ruotava intorno alla farsesca rappresentazione della sua vita e di quella di coloro che lo attorniavano, in Loro 2 è la tristezza a prevalere. Berlusconi è triste perché non si rassegna al voltafaccia degli italiani e della moglie. Non riesce a spiegarsi perché gli stessi che lo hanno tanto amato ora son pronti a puntargli contro il dito, perdendo fiducia.

Si assiste ad una sorta di parabola discendente. La luce con la quale prima attirava i “loro-pianeti” comincia ad affievolirsi. Due saranno invece i soli che avranno un ruolo determinante in Loro 2: due donne, la moglie Veronica e una delle ragazze di Morra, Stella. Entrambe con intelligenza e consapevolezza lo porranno di fronte all’evidente realtà. E Lui non potrà che cominciare a prenderne atto.

Si assiste così in Loro 2 ad un terremoto, reale e metaforico. Il terremoto che colpì l’Aquila nel 2009, tragica cicatrice sul volto dell’Italia e quello del tracollo sociale, politico e morale del Paese nel momento in cui Berlusconi riacquista la carica di Presidente del Consiglio nel 2008, ma soprattutto quello successivo alla sua caduta. Con Lui cadono Loro. Cadono gli italiani e il Paese. Il Bel Paese che fonda i suoi onori su cibo, turismo e compromessi.

Ma se il terremoto è emblema di decadenza, la statua del Cristo estratta intatta dalle macerie del terremoto può divenire il simbolo della speranza di una rinascita, pur se ardua a realizzarsi. Unico raggio di sole sulle rovine italiche.

Paolo Sorrentino ha presentato in definitiva il Berlusconi aperto alla battuta, irresistibilmente carismatico e fortemente devoto alle donne, sempre coerente con se stesso e le sue idee. Ma ha rappresentato soprattutto le sue paure e la sua lotta contro una crisi inevitabile, politica e sentimentale. E la sua immagine in accappatoio, desolato, mentre osserva da lontano Veronica spogliarsi nella loro elegantissima Villa Certosa ne offre tutta la consapevolezza.

Il suo operato volge al tramonto, ma il sarcasmo sembra non abbandonarlo mai.