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Eroica Fenice

Monuments men di George Clooney: bella storia, bel cast, bel film?

Monuments menQuesto film aveva creato molte aspettative: un cast d’eccezione (George Clooney, Matt Damon, John Goodman, Bill Murray, Jean Dujardin, Cate Blanchett), un regista già noto per aver diretto pellicole interessanti (Confessioni di una mente pericolosa, Good night and good luck, Le idi di marzo) e una fetta di storia contemporanea certamente adatta ad una trasposizione cinematografica, dopo essere già stata oggetto di un libro (Monuments men, di Robert M. Edsel).

In primis l’ambientazione durante la Seconda Guerra Mondiale doveva essere garanzia di successo: si sa che agli americani piace molto ricordare quella parte di storia in cui sono universalmente riconosciuti come i “buoni” che sconfissero la  “cattiva” Germania rimettendo il mondo a posto. In questo caso si descrivono fatti avvenuti alla fine della guerra, dal 1943 in poi, in un momento in cui in America si iniziò a pensare a cosa sarebbe accaduto alla fine del conflitto e un gruppo di storici dell’arte, architetti e altri esponenti del ramo si spostò in Europa, entrando nell’esercito, per tutelare parte del patrimonio artistico delle singole nazioni ed evitare che i tentativi di razzie messi in atto dai tedeschi andassero a buon fine. Il nobile scopo e la storia davvero interessante in sé per sé vengono purtroppo messi in secondo piano dalla quantità eccessiva di stereotipi sull’importanza dell’arte e dalla sovrabbondanza di momenti inutilmente didascalici, che fanno quasi pensare che il regista non creda molto nella preparazione culturale del suo pubblico.

Dopo la visione di un film tutto sommato piacevole è lecito chiedersi, quindi, se questo non sia sostenuto da una visione un po’ troppo semplicistica dei fatti e per quale motivo non abbia sfruttato a pieno le potenzialità fornite dalla storia e soprattutto dal cast a disposizione. Insomma, se non vi sono dubbi sul fatto che sia certamente utile ricordare che ci furono persone che nel bel mezzo del conflitto mondiale si occuparono di recuperare opere d’arte e riportarle ai loro legittimi proprietari (sia musei che collezionisti ebrei e non), dall’altra, proprio perché i presupposti non mancavano, ci si sarebbe aspettati un film di un livello più elevato.

Hai letto: Monuments men di George Clooney (Recensione) 

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