Dopo varie interviste nell’ambito della moda e dello sport, questa volta per voi lettori di Eroica Fenice c’è l’intervista ad Enrica Guidi, conosciuta per il suo ruolo di Tiziana nella serie dei Delitti del Barlume, in onda su Sky in questo periodo con le puntate della nuova stagione. Enrica Guidi, classe 1985, però oltre ad essere Tiziana del Barlume è molto altro e si aperta per voi lettori del nostro sito, raccontandoci vari aneddoti, parlandoci dei suoi obiettivi futuri nel cinema e del suo percorso nel mondo dell’arte. Ecco qui di seguito l’intervista esclusiva.
Indice dei contenuti
Enrica Guidi in breve
| Dettaglio | Informazione |
|---|---|
| Anno di nascita | 1985 |
| Ruolo celebre | Tiziana ne I delitti del BarLume (Sky) |
| Altre passioni | Sport (Scienze Motorie), Pittura |
| Partecipazioni TV | Celebrity Masterchef |
Come ti sei avvicinata al mondo della recitazione?
Ciao Enrica, grazie mille per averci concesso l’opportunità di intervistarti. Come ti sei avvicinata al mondo della recitazione?
Quando ero piccolina ero molto attenta, curiosa e creativa, ad esempio mi capitava di organizzare spettacoli per il compleanno di mio nonno o mi divertivo ad imitare i parenti. La mia prima passione però è stata per il mondo dello sport, motivo per il quale ho iniziato un percorso di studi in scienze motorie all’università durante il quale mi sono accorta, pur portandolo a termine, che non era ciò che volevo fare poi a livello lavorativo. Così in quella fase vedendo tanti film, mi son detta: “perché non provare nel mondo della recitazione?”. Così sono andata a Roma a studiare alla scuola di recitazione e poi ho iniziato coi “Delitti del Barlume”.
Il provino per I delitti del BarLume
Come sei arrivata a far parte del cast de I delitti del BarLume? Ricordi il provino?
L’annuncio per il provino lo avevo trovato su internet, sul portale “cine motore” dove c’era scritto “cercasi ragazza atletica toscana” ed ho pensato che il fatto di aver studiato scienze motorie potesse aiutarmi. Così mi son presentata e li ho capito invece che cercavano una ragazza di bella presenza; ho fatto diversi provini: con la casting, il regista e poi con Filippo Timi che era il protagonista principale della serie ed ero tanto soddisfatta anche prima di saper l’esito, per tutte le cose che in quei giorni ho appreso. Poi è andata bene e da lì ho iniziato ad interpretare Tiziana ed è partita la mia carriera da attrice.
L’episodio della serie a cui sei più legata
C’è un episodio della serie a cui sei particolarmente legata, per il tema trattato o per un ricordo personale?
Di episodi a cui sono legata ce ne sono tanti, dirne uno in particolare non è semplice. Di sicuro le situazioni che più mi restano nel cuore sono i momenti corali dove i vari personaggi si intrecciano ed è lì che Tiziana si sente parte di una comunità imperfetta ma vera. Mi diverto poi molto ogni volta che Tiziana prova a mettere ordine in quel caos che è il Barlume, proprio quel suo cercare di tenere tutto insieme (i figli, i padri dei figli, i genitori). Ovviamente non ci riesce mai, ma lì c’è il suo cuore ed il mio affetto per lei. Ogni episodio è unico e particolare e la cosa bella è riuscire a mostrare qualcosa di vero ed umano che il pubblico percepisce. Ogni volta che torno sul set del Barlume è un po’ come riaprire una finestra su un mondo che conosco benissimo ma che ogni volta riesce a sorprendermi. Ogni stagione, inoltre, è di evoluzione per Tiziana che inizia da banconista, proprietaria e madre e nell’ultima stagione c’è spazio anche per la vita sentimentale e riesce con un po’ di fatica a dar spazio anche a ciò. Il Barlume è così: familiare ma vivo.
Quanto somiglia Enrica Guidi a Tiziana?
Quanto somiglia Enrica Guidi a “Tizi”?
Sicuramente quello che le accomuna è la grande energia. In qualche modo si sono prese per mano, e c’è stata nel tempo un’evoluzione sia di Tiziana nella serie che di Enrica nella vita di tutti i giorni. Tiziana, alla quale sono molto grata, mi ha insegnato cosa significa stare dentro ad una forma per tanto tempo; prendere tutto quel bagaglio e farlo respirare anche in altre direzioni.
Ruoli futuri e registi preferiti
C’è un ruolo che sogni di interpretare o un genere che vorresti esplorare di più in futuro?
Più che un ruolo mi piacerebbe raccontare storie in cui una donna non è funzione narrativa, non è ingranaggio, ma una coscienza. Ruoli dove non devo dimostrare qualcosa ma portare presenza. Mi interessano i personaggi che non spiegano tutto ma lasciano una traccia interiore. Ho imparato che quando ti rispetti il lavoro giusto arriva. E scegliendo la mia voce, più che cercare un prossimo ruolo, vorrei incontrare una verità che mi riguarda, uno spazio in cui poter portare tutta me stessa senza ridurmi.
C’è un regista col quale ti piacerebbe lavorare?
Si, ci sono alcuni registi con i quali mi piacerebbe lavorare e sono quelli che hanno uno sguardo forte ed umano come Valeria Golino per il modo in cui guarda le donne appunto senza ridurle e Paolo Virzì per i suoi personaggi realistici, complessi, con profondità emotiva e verità.
L’avventura a Masterchef
Hai partecipato a Masterchef: come è andata l’avventura? C’è un piatto che ti riesce meglio?
Sono contenta di non aver avvelenato nessuno, mi posso ritenere soddisfatta da questo punto di vista. É stata un’esperienza divertente, in cui bisogna star concentrati ma che si può fare anche con un po’ di leggerezza e sono contenta di averla fatta. I piatti sono brava ad assaggiarli! E quelli che vengono meglio, sono quelli fatti con amore.
La passione per la pittura
Accanto alla recitazione porti avanti anche una carriera artistica: come è nata la passione per la pittura?
Si! Ma non la vivo come qualcosa di separato. È lo stesso sguardo che porto nella recitazione: ascoltare, togliere il superfluo, restare nella verità. Recitare è dare corpo ad una storia; dipingere è ascoltare ciò che non ha ancora forma. Sono due linguaggi dello stesso bisogno: portare verità nello spazio. La mia passione per la pittura è nata passeggiando per Roma, a Trastevere, rientrando a casa sono rimasta folgorata da una vetrina di un negozio di pittura e mi son detta “stasera voglio colorare”; così ho comprato colori, tela e pennelli e la sera mi sono messa a dipingere. Poi la casa si è riempita di quadri, che adesso ho spostato in uno studio, e ho fatto una mostra con delle mie opere partecipando alla settimana dell’arte romana. La mia casa resta il cinema. La pittura è una stanza interna da cui guardo il mondo.
Ancora un grande grazie ad Enrica Guidi che ci ha concesso quest’intervista raccontandoci vari aneddoti sulla sua vita da attrice e pittrice. Noi di Eroica Fenice ti seguiremo con affetto in entrambe le vesti e ti auguriamo tanti successi!
Fonte immagine di copertina: foto di Ottavio Celestino; abito di Luigi Bruno
Articolo aggiornato il: 29 Gennaio 2026

