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Eroica Fenice

Storia di una ladra di libri: leggere per vivere

“Storia di una ladra di libri” è ambientato in Germania nel 1939. Siamo all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, Liesel è una ragazzina che ha già perso tutto o quasi, dalla sua vita: un fratellino e la madre costretta a lasciarla perché incapace di crescerla. Fortunatamente, però, viene affidata agli Huberman che la accolgono come una figlia e le insegnano ad amare la lettura e la cultura. Aver adottato Liesel agli Huberman non basta. In casa, infatti, nascondono Max Vadenburg, un ragazzo ebreo sfuggito alle ricerche delle SS. Max diventerà un punto di riferimento importantissimo per la piccola Liesel e l’aiuterà a crescere ed a formarsi, trasmettendole l’importanza e la potenza delle parole. Con l’incombere della guerra, la loro condizione di clandestinità si farà sempre più pericolosa e la loro vita cambierà per sempre. L’orrore della guerra fa da sfondo, inoltre, ai legami affettivi forti, al senso di inadeguatezza della ragazzina durante i primi giorni di scuola ed all’innamoramento innocente di Rudy, un vicino di casa, nei suoi confronti.  

Con il ritorno sullo schermo nel 2014 dello scenario del secondo conflitto mondiale (dopo “Monuments Men“), Brian Percival firma un adattamento molto delicato del racconto “La bambina che salvava i libri” di Markus Zusak. Il romanzo, e così il film, rappresenta un vero e proprio racconto di crescita e di formazione che si concretizza nel concetto di “conoscenza”. Vittime consapevoli della dittatura nazista, che spense l’intelletto e la cultura libera, i tedeschi filo-hitleriani assumono le sembianze del “nemico”, della non cultura. Liesel, Max, Rosa e Hans rappresentano invece, la lotta poiché si oppongono a quella stessa ignoranza che guida gli “uomini grigi” devoti al Fuhrer. Il cinema e le parole si tramutano in armi per sfuggire all’orrore dell’Olocausto e riscrivere la realtà. Osservare con occhi nuovi e leggere per far fronte alla vita vera è ciò che Liesel ci insegna. A colmare alcuni buchi nella regia, non estremamente brillante, ci pensano le magistrali interpretazioni dei veterani Emily Watson e Geoffrey Rush (nel ruolo rispettivamente di Rosa e Hans Huberman) e, soprattutto, l’intensa Sophie Nélisse (Liesel) esordiente in “Monsieur Lazhar” di Philippe Falardeau nel 2011. 

“Storia di una ladra di libri” è un film romantico, che parla dell’amore verso gli altri e verso le parole. Un universo immenso in cui non bisognerebbe mai smettere di imparare: assaggiare a piccoli morsi per crescere, capire e per non permettere di dimenticare. 

“Storia di una ladra di libri”: leggere per vivere.

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