The Pitt (serie TV) | Recensione

The Pitt (serie TV) | Recensione

The Pitt è una serie televisiva americana ideata da R. Scott Gemmil, e vede come produttori esecutivi John Wells e Noah Wyle, il quale è anche protagonista della serie. La serie TV racconta di un turno di lavoro di 15 ore al Pittsburgh Trauma Medical Center: ogni episodio segue il personale del pronto soccorso nel corso di un’ora del turno (il primo episodio è infatti intitolato 7 A.M, mentre l’ultimo 9 P.M), dunque i 15 episodi totali della serie sono tutti ambientati nella stessa giornata. Scopriamo più nel dettaglio in questa recensione di cosa parla la serie e dove possiamo vederla. 

The Pitt ha debuttato sulla piattaforma HBO Max il 9 gennaio 2025, mentre in Italia viene trasmessa dal 24 settembre 2025 su Sky Atlantic. La serie ha acquisito grande popolarità a seguito della vittoria di diversi premi Emmy, tra cui quello di “Miglior serie drammatica” e “Miglior attore in una serie drammatica” a Noah Wyle, attore che ha inizialmente raggiunto la celebrità attraverso un altro medical drama, ovvero ER (andato in onda dal 1994 al 2005). The Pitt è stato inoltre acclamato dalla critica e dalla stessa comunità medica per laccuratezza delle scene mostrate, nonché degli ostacoli che i medici affrontano realmente giorno dopo giorno. 

Trama e personaggi della serie

Personaggio principale della serie è il dottor Michael Robinavitch (chiamato “Robby”), il quale lotta ogni giorno contro i traumi del passato, in particolare la morte del suo mentore, avvenuta durante il periodo della pandemia COVID-19. Nel primo episodio, l’ospedale accoglie due studenti di medicina e due specializzande: Victoria Javadi, Dennis Whitaker, Trinity Santos e Melissa King. I quattro si uniscono allo staff e insieme affronteranno il complicato turno di lavoro in medicina d’urgenza, alle prese con i pazienti e con la difficoltà di lavorare in una struttura sovraffollata e con diverse difficoltà, tra cui la necessità di migliorare i feedback positivi dei pazienti. Ogni ora ci sono nuovi casi medici da affrontare e nuove sfide emotive che metteranno alla prova tutti. 

Recensione The Pitt

Uno dei punti di forza di questa serie è sicuramente il senso di immediatezza, che dà allo spettatore l’impressione di osservare un reale turno d’ospedale attraverso la quasi totale assenza di musica negli episodi e un uso della macchina da presa che crea l’effetto di una ripresa ininterrotta. L’effetto di realismo è creato inoltre dai dialoghi tecnici, i quali vengono scritti anche grazie all’aiuto di medici reali. Infatti, gli attori hanno più volte dichiarato nelle loro interviste di essersi preparati alla registrazione delle scene praticando procedure mediche a contatto con dottori professionisti, in modo tale che le azioni da loro performate nella serie risultassero naturali.   

Tutto nella serie accade in fretta, ma ci sono anche dei momenti carichi di pathos che creano un equilibrio con le scene dal ritmo più incalzante: questo equilibrio tra professionalismo e esplorazione degli aspetti più umani dei personaggi permette al pubblico di empatizzare con loro, e affezionarsi facilmente al cast. Un altro aspetto importante è che The Pitt non racconta solo di casi medici, ma anche di problematiche concrete per chi esercita questo tipo di professione e di cui sentiamo spesso parlare: violenza contro gli operatori sanitari, carenza di personale medico, disinformazione, risorse economiche insufficienti, stipendi troppo bassi. L’unione di accuratezza e forti emozioni sembra essere la carta vincente della serie, che tornerà sugli schermi già nel 2026: le riprese della seconda stagione sono iniziate nell’estate 2025, quindi non ci resta altro che aspettare. 

 

Fonte: Wikimedia Commons / The Pitt 

  

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