Nel mese di dicembre le cronache di Benoit Blanc sono tornate a far parlare il pubblico di Netflix con Wake Up Dead Man – terzo capitolo della saga firmata da Rian Johnson – dopo due successi di pubblico e critica. Questa volta, però, il celebre detective si muove in un contesto più cupo e spigoloso, aprendo la strada ad un racconto che rinuncia a parte della leggerezza del passato per abbracciare toni più crudi, senza perdere – anzi, riscoprendo – una dimensione sorprendentemente più umana.
Indice dei contenuti
Scheda del film
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Regia | Rian Johnson |
| Cast principale | Daniel Craig, Josh Brolin, Josh O’Connor |
| Genere | Giallo / Thriller |
| Piattaforma | Netflix |
Una comunità chiusa e devota
Padre Jud, un giovane sacerdote cattolico – interpretato magistralmente da Josh O’Connor – viene mandato in un’isolata e apparentemente placida comunità della provincia di New York, in veste di vice del monsignore Jefferson Wicks. Il prelato – interpretato da Josh Brolin – però, sembra essere un autoritario e carismatico leader, più che un fraterno uomo di chiesa. Infatti, le sue violente e incendiarie omelie hanno allontanato gran parte dei fedeli, e i pochi rimasti sono inspiegabilmente legati a lui con una devozione che rasenta quasi il culto personale.
I protagonisti del mistero
Tra questi spiccano figure chiave:
- Martha, fervente credente che gestisce la vita parrocchiale;
- Samson, marito di Martha e custode della chiesa;
- Vera, avvocata legata al passato di Wicks;
- Nat, medico intrappolato in una crisi personale;
- Lee, autore di fantascienza in blocco creativo;
- Simone, violoncellista costretta su una sedia a rotelle.
Il rapporto tra padre Jud e Wicks è fin da subito teso e quando il monsignore viene assassinato in circostanze misteriose, sotto gli occhi dei suoi stessi fedeli, il giovane sacerdote diventa il principale sospettato. A rompere lo stallo arriva Benoit Blanc, che con il suo consueto misto di cinismo e ironia prova a rimettere insieme i pezzi di un puzzle ancora troppo confuso.
Il lato umano dell’omicidio

Wake Up Dead Man è il film in cui la saga smette di voler piacere a tutti, scegliendo di rallentare e approfondire, trovando proprio in questo processo la sua grandezza. L’idea di tenere Benoit Blanc lontano dal centro della scena per buona parte del racconto più che una sterile provocazione, può essere considerata una mossa di grande intelligenza narrativa. Il film dimostra di poter funzionare anche senza il suo elemento più riconoscibile, affidandosi a una coralità solida, a interpretazioni di alto livello e a una narrazione naturalmente intrigante.
Inoltre, il mistero è risultato, per molti, il più affascinante dell’intera trilogia: complesso e stratificato, capace di richiamare la grande tradizione del delitto impossibile senza mai scadere nel puro esercizio di stile.
Qui, Rian Johnson firma il suo lavoro più maturo. Dopo aver smascherato l’ipocrisia dei legami familiari in Cena con delitto e quella delle élite economiche in Glass Onion, sposta lo sguardo su un terreno ancora più scivoloso: quello della deriva ideologica. La religione diventa il campo in cui si misura il potere delle narrazioni, la capacità di plasmare comunità, di unire o dividere, di proteggere o manipolare. Questo conflitto prende forma nello scontro tra padre Jud e monsignor Wicks, incarnazione di due visioni opposte della fede, dando vita a un racconto profondamente contemporaneo.
Il film si sofferma poi sul lato più umano che attraversa il giallo. Se molte opere del genere tendono a prendere le distanze dalla complessità e dalla profondità delle motivazioni che spingono a determinate azioni, Wake Up Dead Man sceglie invece di affrontarle, mostrando le fragilità dei personaggi e ciò che realmente li muove. I protagonisti cercano nella fede risposte ai propri fallimenti, conforto alle proprie paure, giustificazioni alle proprie colpe. Johnson li osserva con empatia, senza mai assolverli né condannarli.
Anche sul piano formale, Wake Up Dead Man si rivela un film estremamente ricco, capace di alternare elementi e citazioni del giallo classico, cenni all’estetica gotica e suggestioni tipiche dell’horror, mantenendo sempre un equilibrio perfetto tra i registri.
Wake Up Dead Man: l’evoluzione del genere giallo
In definitiva, Wake Up Dead Man si presenta al pubblico come il capitolo più ambizioso della saga, capace di usare il giallo non solo come meccanismo narrativo, ma come strumento di riflessione sull’umano e sulla fede. Anche se forse, come Glass Onion, non possiede tutta la naturalezza che caratterizzava Cena con delitto. Ma in ogni caso, resta un film riuscito, capace di intrattenere ma al contempo di articolare ulteriormente il genere giallo, mostrando come questo sia sempre in fase di evoluzione, adattandosi al contemporaneo senza mai abbandonare del tutto quella classicità tanto cara agli amanti del genere.
Fonte dell’immagine: Netflix Media Center
Articolo aggiornato il: 29/12/2025

