WALL-E è un film di animazione di oramai affermato successo, che non è passato di certo inosservato agli occhi di critici e autori.
Di fatto, il film nasconde un significato molto più profondo e meno infantile di quanto si pensi: l’iperconsumismo non è solo un vizio, ma è in realtà un ecosistema e quando un ecosistema è costruito per acquistare senza limiti, alla fine riesce a comprare inconsciamente anche la tua attenzione e, probabilmente, una parte della tua libertà.
WALL-E e l’iperconsumismo: un futuro basato sui nostri acquisti
La cosa che rende Pixar e questo film unici nel suo genere è il modo in cui la casa cinematografica ti mostra un meccanismo in modo velato che, se lasciato senza alcun freno, arriva ad un risultato quasi comico e paradossale. Ebbene, WALL-E nella realtà vuole rappresentare proprio questo: una distopia che nasce da gesti che si ripetono continuamente.
Il pianeta-discarica: quando il consumo diventa paesaggio
La Terra viene rappresentata come un panorama di rifiuti impilati, torri di spazzatura al posto degli edifici. Non stiamo però semplicemente guardando dell’immondizia, ma vediamo lo stage finale di un modello basato sull’usa e getta.
È come se Pixar dicesse: volete sapere cosa resta quando tutto è merce? Gli scarti. E il paesaggio tenderà quindi a rappresentare il nostro eccesso.
Buy n Large: la corporation che sostituisce lo Stato in WALL-E
Buy n Large è la mega-corporation nel film, ma non sembra essere solo un marchio: è un vero e proprio sistema di controllo sociale. È un’arma molto potente, in quanto non ti minaccia direttamente, ma ti vende la soluzione per ogni problema. Qui, infatti, la critica politica si fa più netta: quando l’economia si diffonde in ogni spazio sociale, i cittadini vengono oggettificati a meri consumatori.
Axiom: cittadini ridotti a consumatori comodi e dipendenti
Su Axiom, la navicella spaziale dove gli esseri umani si sono trasferiti per scappare da un mondo inondato dai rifiuti, le persone vivono nel massimo del comfort: cibo pronto, poltrone mobili, tutto sembra perfetto. In realtà, questa estrema comodità ti porta a muoverti meno, a pensare meno, a incontrare di meno. Questo perché ogni cosa sembra essere stata progettata per non richiedere alcuno sforzo, e lo sforzo spesso è la soglia che separa il desiderio dalla realtà.

Qui WALL-E è diretto: mostra un’umanità ormai indebolita e completamente assuefatta. WALL-E non ti chiede di rinunciare a tutto, ma ti fa invece notare che quando la vita diventa più facile, la sua purezza tende a diminuire. In fondo, WALL-E non critica il capitalismo dei cattivi, ma quello che funziona benissimo, così bene da non farsi notare.
Fonte immagine in evidenza: Screenshot trailer Youtube

