Adele Porzia: scrivere, tra passione e mestiere | Intervista

Adele Porzia: scrivere, tra passione e mestiere | Intervista

Da poco premiata alla fiera Più libri più liberi di Roma per la sua nuova pubblicazione, La Svolta, Adele Porzia è una giovane scrittrice bitontina. A Eroica Fenice racconta della sua passione per la lettura e di come fare della scrittura un mestiere, passando per la libreria di sua nonna che le ha indicato la strada giusta.

“Non scrivere mai nulla che non giunga dal profondo”, le ha suggerito un giorno Cyrano de Bergerac. E Adele Porzia ne ha fatto una lezione di vita a cui non è mai venuta meno.

Tra il 2024 e il 2025 cinque libri e cinque premi, tra i quali la menzione della giuria per il premio nazionale Teatro Aurelio di Roma e il riconoscimento di merito al premio letterario internazionale dell’Associazione Culturale Poeti solo Poeti a Sarzana, entrambi per il testo teatrale I due amici di Cyrano. Un anno di svolta e, infatti, La svolta è il titolo della sua ultima pubblicazione per la collana Piccole perle di Pav edizioni.

Liceo classico, una laurea in Filologia classica e poi in Scienze dello spettacolo. Poi il master in critica giornalistica. «Dopo quattordici anni – in cui ho insegnato e ben compreso che non fosse la mia strada, in cui ho scritto per diversi giornali, fatto un master che non è servito a niente, un tirocinio rovinoso in un giornale di Roma – mi sono detta che dovevo provarci, che fino a quel momento avevo solo sfiorato il sogno. Però, mentre ero a Roma nel 2023 a fare quel tirocinio, in un momento davvero infelice della mia vita, in cui sentivo di aver fallito in tutto, di aver preso solo strade sbagliate, mi sono messa a scrivere. A suo modo, tutto è stato utile e necessario, se avessi, subito dopo il liceo, fatto la sola cosa che volevo fare, probabilmente mi sarebbe venuta male».

La strada verso la scrittura

Ma una storia come quella di Adele Porzia va raccontata dall’inizio. Un inizio senza bizzarre coincidenze, senza casualità, senza strade intraprese un po’ per caso un po’ per gioco. Solo passione per la scrittura, determinazione, volontà.  «La verità è che al liceo già sapevo quello che volevo fare. Volevo solo scrivere. Volevo diventare una scrittrice. Lo sapevo perché a sedici anni ho avuto un debito in filosofia. Un debito immeritato, però utile per capire che cosa volessi (e non volessi) diventare da grande. E, allora, quell’estate, mentre ero a casa di mia nonna e non potevo fare altro che studiare Platone, Aristotele e l’intera compagine di filosofi antichi, ho iniziato a leggere. Mia nonna Carmela aveva tantissimi libri, tutti comprati per i suoi quattro figli. E, allora, sentendomi un po’ una novella Edmond Dantès, ho preso un libro da quella libreria, uno qualunque, e ho iniziato a leggere. Era una sorta di commedia rosa – un genere che adesso aborro, però in effetti galeotto fu il libro – che si intitolava La figlia di Mistral, e mi piacque talmente tanto leggerlo che mi è salita la febbre e non ho mai più smesso di leggere da quel momento in poi. E sempre in quell’estate salvifica, ho capito che volevo scrivere, che era la sola cosa che desideravo fare davvero».

Pubblicazioni e scelte stilistiche 

Adele Porzia ha esordito con un testo teatrale, Non è la fine del mondo, scritto su commissione del fratello Emanuele, attore e regista teatrale. Non è la fine del mondo è una commedia, la storia di un padre che ha deciso di seppellirsi in casa e dei suoi figli che gli organizzano un appuntamento al buio. «È imperfetta, ma ci sono due o tre momenti così ispirati… perfino belli. E quello che mi commuove è che l’ho scritta in un periodo così infelice».

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Premio letterario Teatro Aurelio per I due amici di Cyrano

Nel frattempo, qualche monologo, un testo sul Futurismo, una rielaborazione dell’Antigone (che è da poco uscita per LFA Publisher), testi che scriveva quasi controvoglia, perché pensava che non valessero niente, ma che si sono rivelati preziosi per la sua crescita artistica.

«Scrivere e aver scritto testi teatrali è una grande palestra, perché mi costringe a mettermi nei panni del personaggio e ad adeguarmi al suo linguaggio», spiega Adele Porzia ai microfoni di Eroica Fenice. «L’errore più grande che si fa quando si scrive», continua, «è quello di non far parlare una prostituta da prostituta, ma di voler trasferire il proprio modo di parlare e la propria cultura nel personaggio.

La passione per il racconto in prima persona mi ha indotto a cercare di alleggerire la scrittura, di eliminare tutta la retorica, tutta la pesantezza che deriva anche dagli studi classici, l’ipercorrettismo, i congiuntivi non necessari; a smontare, insomma, tutto l’eccesso. Questa attività di rimozione non è fatta con lo scopo di impoverire la scrittura, ma di renderla più vera. “Non scrivere mai nulla che non giunga dal profondo”. Questa è una lezione cui cerco di aderire con tutta me stessa, perché non è possibile in alcun modo scrivere di qualcuno o di qualcosa che non senti nelle viscere». All’inizio, come per tutti, la scrittura era un modo per sfuggire al dolore e alla claustrofobia della vita. Poi, è diventato qualcosa di più calcolato, di meno emotivo. Adesso, Adele Porzia sta provando a farne il suo mestiere. Subito dopo Non è la fine del mondo, è toccato a un altro libro, Ricordi di viaggio, pubblicato da CTL editore. «Durante il 2024, ho scritto tantissimo e sono migliorata tantissimo e credo che in questo processo di crescita debba molto all’editor – e scrittrice – Costanza Ghezzi che ha colto le potenzialità di quel libro. Grazie a lei ho scoperto che l’editing è un bellissimo viaggio».

La svolta di Adele Porzia

Il 2025 è stato l’anno di Più libri più liberi, la fiera della Piccola e Media Editoria Italiana che si tiene ogni anno a Roma.

Adele Porzia: scrivere, tra passione e mestiere | Intervista
Ricordi di viaggio e La svolta

«Sono stata premiata per un libretto, La svolta, che è uscito per la collana Piccole perle di Pav edizioni», ha raccontato Adele Porzia. In questa storiella di dodici pagine ho tracciato tutto il percorso che mi ha portata a scrivere. Ho parlato di mia nonna materna Carmela, di mio fratello, di mio padre, della mia prof di lettere, Mariella Cassano, che ha sempre creduto in me, anche e soprattutto quando non ci credevo neppure io. Ho parlato di tutte le difficoltà, che sono state tante, ma che ho superato perché ho la testa dura-dura, tra il gratino e il titanio».

Più libri più liberi: la polemica 

Inevitabile un commento sulla partecipazione alla fiera della casa editrice Passaggio al bosco, che tante polemiche ha suscitato per le sue pubblicazioni a sfondo fascista e antisemita. Una polemica che, spiega Adele Porzia, ha suscitato l’effetto opposto a quello desiderato, attirando visitatori e lettori allo stand della casa editrice in questione. Lettori che non conoscevano la casa editrice l’hanno presa d’assalto e anche case editrici che si sono mostrate solidali hanno raddoppiato le vendite. In molti hanno interpretato la polemica come un atto di censura e sono accorsi per combattere la loro personale battaglia contro i “comunisti”, “sinistroidi”, “perbenisti” e chi più ne ha più ne metta. E come se non bastasse la sinistra si è mostrata divisa, perché criticare chi era assente alla fiera ha solo creato ulteriore divisione. È una spaccatura che non prevede sfumature. O è nero o è bianco. O, meglio, rosso. C’è solo divisione, e in questa divisione vince chi approfitta di tanta confusione e tanto malcontento per continuare a lucrare e a fare ciò che vuole. Di fronte a tutto questo, Bella ciao, purtroppo, non sortisce l’effetto sperato.

Gli autori che hanno ispirato Adele Porzia

«Per fortuna sono altri gli autori che mi hanno ispirato e formato», confessa, «Tra tutti, Hemingway e Kafka, ma anche la letteratura di viaggio (la mia preferita in assoluto), Paolo Nori e la letteratura russa. Quanto ai libri preferiti, ho la mia personale triade. Innanzitutto, Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand. È il libro da cui traggo la mia filosofia di vita. Poi, Il giocatore di Fëdor Dostoevskij. È il romanzo che vorrei scrivere. Lo farei pure, ma temo un’accusa di plagio. Infine, Don Chisciotte di Miguel de Cervantes. Sono tutti libri che ho letto al liceo e che rileggo ogni tanto. Cyrano lo conosco a memoria in molti punti. Poi, c’è Shakespeare, soprattutto Il mercante di Venezia. Che bella che è la letteratura». 

E per il futuro? Tanti progetti, tante idee, tra le quali un libro illustrato con il grafico Enrico Morea che ha curato le copertine di Non è la fine del mondo e Ricordi di viaggio. «Chissà che non scriva un Ricordi di viaggio 2! Mi sono aggrappata a questo sogno con ogni mia forza. Spero mi porti da qualche parte, ma anche se non dovesse succedere, posso dire di essere davvero felice, e che così felice e soddisfatta non lo sono stata mai».

Foto fornite da Adele Porzia

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