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Lo Smart Working e come affrontarlo al meglio

smart working

Da più di 2 anni ormai, causa COVID-19, è entrato a far parte del contesto lavorativo lo Smart Working, ovvero un nuovo modo di lavorare, meno rigido e legato agli spazi fisici e che si collega sempre più a nuove modalità di lavorare online. 

Lo Smart Working, definito anche “Lavoro Agile”, a seguito della pandemia provocata da COVID-19, è diventato la quotidianità per tantissimi lavoratori e ha costretto il Bel Paese ad allinearsi, almeno in parte, al lavoro agile ampiamente utilizzato negli altri paesi europei e non. Le nuove tecnologie legate all’ambito della comunicazione e dell’informazione stanno sempre più cambiando il contesto lavorativo, in special modo il rapporto uomo-macchina.  Per questo è necessario disporre di strumenti digitali e di supporto della tecnologia in generale, che possano consentire di mantenere il focus sul proprio progetto lavorativo, proteggendo, nel contempo, i nostri dispositivi. Una buona idea, potrebbe essere, ad esempio, utilizzare i prodotti di coverdirect.it.

È importante proteggere i dispositivi utilizzati nello Smart Working?

Quando si acquista un nuovo dispositivo elettronico ci si interroga se sia necessario proteggerlo al meglio, anche perché oramai l’uso di questi dispositivi è diventato onnipresente nella nostra vita, non solo personale ma anche professionale. Con l’introduzione dello Smart Working questo interrogativo si è fatto sempre più prominente: meglio acquistare una cover cellulari o lasciare che lo smartphone affronti la vita senza protezione? Ognuno di noi ha delle preferenze a riguardo, ma tutti abbiamo fatto cadere uno smartphone e questo si è irrimediabilmente danneggiato. La custodia viene quindi in nostro soccorso e permette di vivere con maggior serenità gli imprevisti. Le cover hanno inoltre una funzione di aumentare il grip del dispositivo permettendo così una protezione ulteriore.

Cos’è lo Smart Working?

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali definisce il lavoro agile come “una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività”.

Gli aspetti contraddittori dello Smart Working

Questa forma di lavoro è contraddistinta da alcuni aspetti tra di loro contraddittori. Alcune ricerche hanno sottolineato come il poter scegliere e organizzare non solo i propri tempi, ma anche i luoghi in cui poter lavorare contribuisce ad aumentare la soddisfazione personale. Permette infatti di poter concedersi una maggior gestione delle mansioni relative alla vita privata, concedendo infatti di occuparsi di piccoli impegni ed incombenze. Consente inoltre di ridurre lo stress legato al pendolarismo, ovvero agli spostamenti, e a prestare una maggior  attenzione alla propria alimentazione. Tuttavia, vi sono anche degli aspetti negativi legati principalmente alla necessità di socializzazione: lavorare da remoto limita l’interazione sociale sul posto di lavoro, il confronto e la partecipazione alla vita aziendale. Inoltre, non essendoci un vero e proprio controllo esterno, il lavoratore potrebbe percepire una riduzione della propria motivazione comportando un abbassamento della prestazione.

Lavoro agile e rimodulazione degli spazi

Quando si ricorre al lavoro da remoto è necessario rimodulare tutti gli spazi in cui questo si svolgerà, proprio come se fosse un ufficio aziendale vero e proprio. La cura degli spazi è inoltre molto importante: seguire una routine con dei tempi prestabiliti da dedicare non solo al lavoro ma anche a delle pause consentirà di ricalibrare il proprio benessere personale. È infatti fondamentale seguire alcuni consigli utili come:

  • mantenere una routine proprio come se ci si recasse presso il proprio luogo di lavoro usuale;
  • pianificare accuratamente le attività da svolgere;
  • rimanere in contatto con il proprio team;
  • prevedere delle pause durante l’attività lavorativa.

È quindi necessario modulare l’attività lavorativa legata allo Smart Working al fine di non incappare in un sovraccarico tecnologico, anche definito technostress, ovvero un aumento di ansia, stress e pensieri negativi che agiscono direttamente sul benessere personale.

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A proposito di Chiara Rotunno

Sono Chiara, psicologa di Aversa, classe '91, iscritta all’Ordine degli Psicologi della Campania. Appassionata fin dalla prima adolescenza al mondo della psicologia, amo cogliere la complessità dell'essere umano e confrontarmi con realtà diverse. Le mie grandi passioni sono: i viaggi, i libri, la fotografia, il cinema, l'arte e la musica.

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