Quando navighiamo su Internet, raramente ci fermiamo a pensare che la nostra attività online possa essere osservata. Ci concentriamo sui siti che visitiamo, sui social network o sulle app che utilizziamo, guardiamo e non pensiamo di poter essere guardati. Soprattutto, dimentichiamo l’esistenza di quelli che invece sono degli attori fondamentali dell’ecosistema digitale: gli Internet Service Provider (ISP).
Gli ISP sono le aziende che ci garantiscono la connessione e spesso altri servizi come email e hosting. Ma gli Internet provider non sono solo dei fornitori di accesso, ma degli intermediari che gestiscono il traffico dati e che, come tali, hanno visibilità su molte delle nostre attività online.
Che dati raccolgono gli Internet provider?
Ogni attività online transita dai server degli Internet provider: durante questo passaggio viene raccolta una quantità importante di informazioni sugli utenti, come in un setaccio. In particolar modo, i server sono in grado di registrare:
- indirizzo IP dell’utente;
- data e orario delle connessioni;
- durata delle sessioni online;
- quantità di dati scambiati;
- domini visitati.
Ovviamente, a parlare di noi non è il contenuto delle nostre comunicazioni, che spesso non è leggibile né accessibile. A farlo, sono i cosiddetti metadata, ovvero le informazioni che descrivono il “contesto” della navigazione. Questi dati, analizzati nel tempo, permettono di ricostruire nel dettaglio le nostre abitudini online, i nostri interessi e comportamenti.
Metadata, profilazione indiretta e conservazione dei dati
I metadata non raccontano solo cosa leggiamo o scriviamo, ma indicano quando, quanto e dove navighiamo. È proprio questa combinazione di informazioni a renderli così preziosi, in un contesto in cui passa online quasi ogni aspetto della vita quotidiana: lavoro, studio, salute, interessi culturali, relazioni sociali. I dati raccolti dagli ISP possono quindi diventare una sorta di diario digitale involontario, una “fotografia rubata” che racconta dell’utente molte più cose di quanto lui o lei possa mai immaginare.
Per questo motivo, la protezione della privacy non è solo un problema di sicurezza informatica, ma una questione più ampia, che riguarda la libertà personale e il diritto all’autodeterminazione digitale.
In molti Paesi, gli Internet provider sono soggetti a obblighi nelle modalità di conservazione dei dati a tutela degli utenti. Tuttavia, le modalità con cui queste informazioni vengono archiviate, protette e — in alcuni casi — riutilizzate sono oggetto di discussione. Secondo molti istituti indipendenti, come l’OECD, la tutela della privacy online rappresenta una delle grandi sfide delle società digitali avanzate. Soprattutto quando il trattamento dei dati è affidato a soggetti privati che gestiscono infrastrutture essenziali come le reti Internet (gli Internet provider, appunto).
Tracciamento: eliminarlo no, limitarlo sì
Evidentemente, se non è ragionevole ipotizzare di eliminare del tutto il ruolo degli Internet provider, è tuttavia possibile agire per ridurre il livello di esposizione dei dati che seminiamo in rete.
Uno degli strumenti più efficaci per raggiungere tale obiettivo sono le VPN – Virtual Private Network: servizi come Surfshark, che creano una connessione sicura e crittografata su una rete pubblica, indirizzando il tuo traffico dentro un tunnel virtuale fino a un server remoto. In questo modo riescono a mascherare il tuo indirizzo IP e a proteggere la tua attività online da occhi indiscreti, ISP, hacker e censura. È importante ricordare, tuttavia, che anche i provider VPN possono raccogliere dati sugli utenti: per questo motivo, è fondamentale scegliere servizi con una politica “no-log” verificata da audit indipendenti.
In conclusione: la consapevolezza è la chiave
Gli Internet service provider sono una componente fondamentale e inevitabile della nostra esperienza online. In un contesto in cui la connessione è costante, se vuoi esercitare un maggiore controllo sulla tua vita digitale, devi comprendere il funzionamento della rete. Solo così sarai in grado di adottare soluzioni adeguate e navigare in modo più sicuro, libero e responsabile.

