Snack personalizzati: un modo originale per promuovere il proprio brand

Snack personalizzati: un modo originale per promuovere il proprio brand

Il merchandising personalizzato è uno dei più longevi strumenti di marketing, utilizzato da aziende e marchi di ogni genere per promuovere la propria attività o un prodotto di qualche genere. Ancora oggi, nonostante le strategie promozionali abbiano assunto una dimensione prevalentemente ‘digital’, gadget e accessori ‘brandizzati’ rivestono un ruolo tutt’altro che marginale per le imprese che vogliono farsi pubblicità e cercare di differenziarsi dalla concorrenza. Lo sfruttamento di una personalizzazione (ottenuta per mezzo della riproduzione di un marchio o un elemento distintivo dell’azienda) è diventato sempre più esteso, al punto da interessare non più soltanto gadget, accessori e capi di abbigliamento ma persino prodotti alimentari.

Esistono, infatti, persino gli snack personalizzati come, ad esempio, patatine fritte o biscottini da caffè; la ‘personalizzazione’, in tal caso, non caratterizza soltanto il packaging ma anche il prodotto stesso (laddove possibile). Per quanto possa sembrare una scelta piuttosto particolare, questo approccio di marketing conserva ottime potenzialità promozionali, specie se sfruttato correttamente.

Come personalizzare uno snack

Nel caso in cui si scelga di confezionare degli snack ‘personalizzati’ o ‘brandizzati’, è possibile farlo in due modi:

  • modificando il packaging;
  • agendo direttamente sul prodotto.

Nel primo caso, la confezione viene personalizzata mediante la riproduzione del logo o del marchio dell’azienda committente; la ‘brandizzazione’ può essere applicata su contenitori rigidi (tipo le scatolette di latta o di cartone) così come sulle bustine degli snack monoporzione.

Alcune categorie di snack, invece, possono essere personalizzati in modo diretto, ossia creando una riproduzione di un marchio o di un simbolo distintivo sul prodotto stesso; è il caso, ad esempio, dei biscotti da tè o da caffé, delle caramelle, delle mentine e finanche degli M&M’S personalizzati, come quelli disponibili nel catalogo di un e-commerce specializzato quale Duelle-Promotions.com.

Sfruttare gli snack personalizzati

Rispetto ai gadget ed agli accessori utilizzati a scopo promozionale, gli snack personalizzati sono certamente più versatili: si adattano a target e contesti di distribuzione estremamente variegati. Eventi quali fiere, mostre, esposizioni e simili, così come feste aziendali, riunioni con i soci o pranzi di lavoro rappresentano un ampio ventaglio di opportunità per l’utilizzo di una risorsa di marketing così originale. In aggiunta, si tratta di un prodotto buono per tutte le stagioni, in quanto la maggior parte degli snack adatti a questo genere di lavorazione non ha carattere stagionale, trattandosi perlopiù di alimenti di produzione industriale.

Perché produrre snack di questo tipo

Così come i gadget, gli accessori da ufficio o i capi di abbigliamento, anche gli snack personalizzati costituiscono una leva di marketing, una risorsa a disposizione delle aziende per promuovere o far conoscere la propria immagine.

Uno snack in omaggio, infatti, innesca un meccanismo psicologico per cui, chi riceve questo piccolo ‘omaggio’ gratuito sviluppa una sorta di riconoscenza nei confronti del brand che ha confezionato ed elargito il prodotto. Sulla base di questo genere di associazione, il destinatario dello snack personalizzato tende a proiettare anche sul marchio stesso l’impressione (positiva) scaturita dal ricevere anche un piccolo e semplice omaggio del genere. Ciò contribuisce naturalmente a migliorare l’immagine e la reputazione del brand, in quanto testimonia come l’azienda committente sia molto attenta al customer care, impegnandosi a migliorare in ogni modo l’esperienza del cliente e non solo.

Ovviamente, questo tipo di meccanismo risulta davvero efficace solo se il packaging è realizzato con cura e il prodotto scelto è di buona qualità. In caso contrario, infatti, la distribuzione di snack personalizzati può risultare persino controproducente, creando un danno d’immagine al brand; per evitare ciò, è anche consigliabile allegare una lista degli allergeni nonché fornire al consumatore finale un prodotto possibilmente fresco o confezionato di recente.

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