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Eroica Fenice

Fun e Tech

Farmacie online, un settore in costante crescita

L’e-commerce è da un tempo un fenomeno in continua espansione: ormai è possibile reperire (quasi) ogni tipo di articolo rivolgendosi agli store online, dai capi d’abbigliamento ai libri, passando per i prodotti tecnologici di cosmesi. Uno dei settori che faticato maggiormente ad imporsi, approdando solo di recente alla dimensione digitale, è quello farmaceutico. La svolta del 2015 Naturalmente, i prodotti farmaceutici rappresentano una categoria merceologica quantomeno particolare rispetto ad altri venduti liberamente online. Fino al 2015, infatti, in Italia vigevano restrizioni tali da non consentire la vendita via internet di prodotti farmaceutici o parafarmaceutici. L’abrogazione dei vincoli restrittivi ha dato grande impulso allo sviluppo ed alla crescita di un nuovo tipo di commercio digitale; va però sottolineato come l’autorizzazione all’apertura di una farmacia online sia subordinata all’esistenza di una farmacia fisica (operante sul territorio nazionale in virtù dell’ottenimento delle autorizzazioni rilasciate dalle autorità competenti), sia per tutelare l’attuale quadro occupazionale sia per evitare un’alterazione dei prezzi. Resta inoltre vietato l’acquisto di prodotti da banco commercializzati da siti esteri. Per proteggere gli utenti da eventuali truffe, l’Unione Europea ha disposto un sistema di identificazione delle farmacie online autorizzate. Sul sito web legato all’esercizio commerciale compare un bollino verde; per quelli italiani, il simbolo contiene la bandiera italiana ed è affiancato da logo del Ministero della Salute. Cliccando sul ‘bollino‘, è possibile verificare se il sito in questione è legale oppure no, grazie al tool online messo a disposizione dal portale ufficiale del Ministero per la Salute: è possibile scegliere tra ‘farmacia’ ed ‘esercizio commerciale’, per poi scegliere regione, provincia e comune in cui si trova la farmacia fisica di riferimento. All’interno di una tabella vengono riportati tutti i dati, ovvero ragione sociale, denominazione, indirizzo, partita IVA, indirizzo web e, cliccando su ‘dettagli’, è possibile visualizzare anche l’autorizzazione ottenuta dalla farmacia. La crescita del settore Come detto, il settore farmaceutico è approdato solo di recente all’e-commerce. Dal 2015 in poi, il settore ha fatto registrare una crescita costante (anche per via della possibilità di assicurare una certa discrezione a chi acquista); sono molti, infatti, gli esercizi che cercano di farsi strada in questo nuovo segmento del mercato digitale, come ad esempio docpeter. A marzo 2019 il numero delle farmacie online ha superato le 800 unità; dopo la stasi che ha caratterizzato i primi due mesi del nuovo anno, il numero di esercizi online autorizzati alla vendita online di Sop e Otc è tornato a crescere, confermando la tendenza che caratterizza il settore. Nel mese di marzo le nuove attivazioni sono state in tutto 31, suddivise in 24 farmacie e 7 parafarmacie; il dato non tiene conto né delle attività che hanno online un proprio sito ma non lo utilizzano per la commercializzazione né di coloro che non utilizzano la propria autorizzazione per l’e-commerce. A livello regionale, primeggia la Lombardia; a marzo 2019, però, è stata la Campania a far registrare il più alto numero di attivazioni, confermandosi una delle regioni più aperte a questo settore di recente emersione assieme al Piemonte ed alla stessa Lombardia. Non sorprende, quindi, che il dato provinciale veda Napoli in testa (82 esercizi autorizzati), seguita […]

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Fun e Tech

Come superare al meglio un esame universitario? Alcuni consigli

Agli studenti universitari che hanno intrapreso il loro percorso di studi dopo le superiori, ma anche a chi in precedenza ha deciso di affrontare il mondo del lavoro e ora vuole perfezionare la sua preparazione per crescere professionalmente, sarà capitato di bloccarsi nella preparazione di un esame importante, presente nel proprio piano accademico. O ancora, quante volte i giovani abbandonano  gli studi per mancanza di motivazione o perché non si sono sentiti capaci di affrontare una realtà impegnativa e molto diversa dalla scuola superiore? Spesso il problema risiede nella mancanza di concentrazione, soprattutto quando lo studente affronta un esame particolarmente complicato o che non stimola i suoi interessi. Capita anche che, nella preparazione dell’ultimo esame universitario prima della laurea, quando la stanchezza e l’ansia di affrontare, finalmente, il mondo del lavoro hanno il sopravvento, arrivi il classico “blocco dello studente”. Nel caso degli studenti lavoratori poi, capita che il tempo da dedicare agli studi sia poco e stretto dagli impegni lavorativi, oltre che condizionato dalla stanchezza mentale. In tutti questi casi si sente il bisogno di un aiuto e di un supporto qualificato per affrontare gli esami. Un compito che Cepu è in grado di offrire, affiancando i giovani nella preparazione di un esame universitario, attraverso piani di studio personalizzati e la presenza di un tutor qualificato in grado di aiutarli a superare gli esame universitari più difficili. Qualche consiglio utile su come preparare un esame universitario La prima regola da seguire prima di affrontare una sessione di esami è quella di pianificare, ecco perché Cepu grazie alla sua attività trentennale, offre un metodo di studio efficace e costruito sulle reali esigenze dello studente mettendo a sua disposizione un referente didattico che progetti il percorso sulla base delle caratteristiche personali. Se la necessità di supporto è ancora più forte, Cepu può affiancare allo studente un tutor personale e competente, che segua costantemente la preparazione all’esame e aiuti a rispettare le scadenze di studio. Le capacità e l’esperienza del tutor possono aiutare gli studenti a migliorare l’approccio all’esame, rinforzando le loro capacità di concentrazione e di assimilazione degli argomenti da studiare, per tagliare il traguardo dell’esame nei tempi stabiliti e con soddisfazione. Cepu inoltre offre un aiuto nell’ orientamento prima dell’effettiva iscrizione all’università e per preparare lo studente a superare i test di ammissione laddove la selezione è particolarmente impegnativa – per esempio nelle facoltà di Giurisprudenza, Economia e Medicina. Cepu offre un supporto qualificato alla formazione universitaria in tutta Italia, grazie alle sedi presenti nelle maggiori città del nostro Paese.

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Libri

10 romanzi da leggere, i nostri consigli

Romanzi da leggere, 10 consigli eroici Leggere significa conoscere e di conseguenza arricchire il proprio bagaglio culturale. Ma quali sono i libri della letteratura classica da leggere almeno una volta nella vita? Ebbene, abbiamo deciso di darvi una classifica dei 10 capolavori della letteratura mondiale dei romanzi da leggere assolutamente. Essendo grandi classici li si può trovare in formato ebook (PDF o ePub) e scaricabili anche online. A tal proposito vi consigliamo il portale Ebookgratis.biz dove sono disponibili migliaia di ebook gratis di centinaia di autori famosi, da scaricare gratis e legalmente (i diritti d’autore sono ormai caduti) tutte le opere menzionate in questa nostra classifica dei “top 10 romanzi da leggere” Romanzi da leggere, la nostra top 10 I Miserabili Bellissimo romanzo storico che porta la firma del noto scrittore, drammaturgo e poeta francese Victor Hugo. Pubblicato nel 1862, il libro pone l’accento sulle contraddizioni legate alla società francese dell’epoca. Il protagonista è Jean Valjean, un uomo di 40 anni che dopo aver scontato una lunga pena decide di chiedere aiuto ed ospitalità a Monsignor Myriel, vescovo di Digne. L’uomo aveva vissuto una lunga prigionia per aver rubato un pezzo di pane per la famiglia e dopo essere riuscito a scappare si è trovato a dover fare i conti con il disprezzo della società. In quanto ex detenuto infatti non riesce in nessun modo a reintegrarsi. Sarà proprio il cardinale Myreal l’unica persona a credere in lui e ad accoglierlo salvando la sua anima. Infatti grazie al cardinale, Jean Valjean potrà risollevare le proprie sorti ed iniziare finalmente una nuova vita. L’opera tratta tematiche molto attuali come la diffidenza verso il debole, lo sfortunato e il povero; Il Ritratto di Dorian Gray Scritto dallo scrittore irlandese Oscar Wilde e pubblicato nel 1890, questo romanzo ambientato nella Londra vittoriana del XIX secolo è considerato il manifesto dell’Estetismo. Dorian Gray è il protagonista. È un giovane orfano molto bello la cui vita è tormentata dalla paura di invecchiare. Dopo essersi fatto fare un ritratto da un pittore di nome Basil il giovane ottiene, con un sortilegio, che ogni segno del tempo non compaia sul suo viso ma solamente sul ritratto. Si abbandona quindi ad ogni eccesso più sfrenato, vive una vita fatta di lusso, droga e sesso mantenendo la bellezza e la perfezione del suo viso. La situazione cambierà dopo che Dorian deciderà di svelare il suo segreto a Basil, il pittore del quadro, il quale lo rimprovererà e lo costringerà a pentirsi. Dorian però non accetterà le accuse e a seguito di un impeto di rabbia ucciderà il pittore. L’omicidio però diventerà per lui un ossessione e una tortura e un giorno spinto dalla rabbia squarcerà il quadro con una pugnalata. A morire però sarà lui mentre il ritratto tornerà a raffigurare un giovane bello e puro. Il romanzo quindi mette in luce l’attaccamento dell’uomo alla giovinezza e la paura di invecchiare e morire. Ma la sorte di Dorian rivela quanto in realtà l’idea di un’eterna giovinezza sia un’illusione e nient’altro; Orgoglio e Pregiudizio […]

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Teatro

The Influencer, recensione dello spettacolo di e con Daniele Marino

The Influencer, recensione dello spettacolo di e con Daniele Marino «Io sono i miei followers. Io sono i miei like.» È ormai questo l’incipit. Sono ormai questi i dettami di una società in cui il virtuale e il reale si distinguono a malapena. La ricerca del consenso e la conseguente alienazione stanno diventando ossimori comuni, forme di coesistenza civile accettate e quasi glorificate da stili di vita basati sull’apparenza, specchio opaco e circense degli intrallazzi dell’animo. La scalata al successo nel mondo dei social di Nicolas e Lollo (Marco Montecatino) ne è un ottimo esempio, ottimamente raccontato ieri al teatro Tram di Napoli. The influencer, questo è il titolo della pièce portata in scena da Rena Libra per la regia di Daniele Marino, sintetizza in un’ora scarsa la difficoltà di essere, di esserci oggi, e della continua scissione che si viene a creare tra persona e identità web. In questo frenetico gioco delle sedie, in questa Pamplona di maschere pirandelliane, c’è ancora spazio per i sentimenti e per le relazioni? A questa domanda prova a rispondere lo spettacolo che tra un hashtag e un trend topic analizza i compromessi e i sacrifici necessari ad emergere in una realtà sempre in movimento come quella della rete. Sì, perché l’influencer, checché se ne dica, è un lavoro, un lavoro ricco di insidie e nel quale la creatività e il sapersi rinnovare costantemente giocano un ruolo fondamentale. Ed è proprio questa continua ricerca di una nuova apparenza da dover mostrare ai propri seguaci a creare dissonanze col sentire dell’io dietro lo schermo, che non gode del diritto alla fragilità ed è incatenato ai numeri e alle statistiche del proprio profilo. Ogni episodio, anche quello più tragico, deve essere convertito, diventare notiziabile, vendibile, e infatti la coppia di amici arriva ad utilizzare la morte del cane di Nicolas per aumentare i pacchetti followers. Daniele Marino è Nicolas, ma Nicolas chi è? Ci sono diversi aspetti in cui lo spettacolo eccelle. Al di là delle performance molto solide degli attori e lo psichedelico duetto tra disegno luci e musiche, sicuramente riuscita è la caratterizzazione dei tre personaggi su cui la compagna ha lavorato senza banalizzazioni ed eccessive esasperazioni. Stella (Antonella Liguoro), ad esempio, non è la classica moralista contraria alla tecnologia e al suo uso smodato, come sarebbe stato prevedibile aspettarsi. Semplicemente non le interessa avere un telefono e preferisce occuparsi di altro. Non è quindi lei il vero antagonista della recita ma piuttosto il doppio, il Doppelgänger di Nicolas, a portarlo ad un inevitabile tracollo che ricorda, anche se nelle prime battute ciò viene negato. Quello di Jesse Pinkman e Heisenberg di  Breaking Bad, e a condurre passo passo The influencer al suo sorprendente finale. «Io non sono i miei followers. Io non sono i miei like. Io sono…?» Consigliato. — THE INFLUENCER scritto e diretto da Daniele Marino con Marco Montecatino | Antonella Liguoro | Daniele Marino spazio scenico Luca Serafino disegno luci e aiuto regia Tommaso Vitiello grafica Armando Ianuale foto Giuseppe Carfora produzione […]

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Altri

Olio di frittura: come andrebbe smaltito?

Le fritture, che bontà! Sono davvero poche le persone che riescono a resistere a queste pietanze così saporite, le quali abbondano soprattutto in questo periodo dell’anno, con l’avvicinarsi delle Festività. Premesso che, come noto, gli alimenti fritti dovrebbero essere consumati senza esagerare, nella preparazione di questi cibi vi è un aspetto a cui tutti devono prestare grande attenzione, ovvero lo smaltimento dell’olio. L’importanza dello smaltimento sia nella ristorazione che a livello domestico L’olio è assolutamente fondamentale per eseguire una frittura, ma una volta utilizzato dovrebbe essere smaltito solo ed esclusivamente tramite determinate procedure. L’importanza di smaltire correttamente l’olio riguarda sicuramente tutte le attività ristorative che dispongono di una friggitrice professionale, come ad esempio quelle proposte dal brand All For Food: è evidente che queste aziende producono grandi quantità di olio da smaltire e devono rigidamente attenersi alle disposizioni previste, ma anche a livello domestico bisogna prestare attenzione e bisogna tenere dei comportamenti responsabili. Perché l’olio è così inquinante Relativamente all’olio, purtroppo, vige tantissima disinformazione: c’è chi crede che trattandosi di un elemento naturale non costituisca una minaccia per l’ambiente, chi ritiene, sulla base di luoghi comuni che non trovano alcun fondamento, che sia un ottimo elemento per concimare i terreni, chi ritiene che immesso nella natura si biodegradi immediatamente. La realtà, purtroppo, è ben diversa: l’olio è estremamente inquinante, per molte diverse ragioni. Un aspetto molto importante per cui si afferma questo è rappresentato dal fatto che l’olio non si biodegrada e soprattutto non si mescola con l’acqua. Chiunque, d’altronde, potrebbe cimentarsi in un semplice esperimento domestico, mettendo una piccola quantità di olio e di acqua in un bicchiere: si noterà che questi due liquidi non si mescolano e che l’olio galleggia sull’acqua. Ciò è proprio quello che si verifica nei mari: l’olio crea una patina sulla superficie dell’acqua la quale è estremamente dannosa a livello ambientale, non fosse altro perché impedisce il regolare passaggio dei raggi solari, e questo è davvero un qualcosa di deleterio nell’ottica dell’ecosostenibilità. L’olio può inquinare anche i terreni, può rendere delle sorgenti di acqua potabile pressoché inutilizzabili, è evidente dunque che la sua dispersione in natura è un qualcosa di profondamente pericoloso. Alla luce di questo, quindi, come dovrebbe essere smaltito l’olio? Come non va assolutamente smaltito l’olio Nel modo più assoluto, l’olio non può essere gettato nel lavello, tantomeno nel water: anche laddove venga convogliato tra le acque fognarie, infatti, l’olio è destinato a compiere gravi danni ambientali proprio per il fatto di rimanere sempre assolutamente separato dall’acqua e dai liquami. Una scelta altrettanto “scellerata” è quella di versare l’olio in un contenitore della spazzatura: anche in questo modo l’azione inquinante dell’olio non può che manifestare i suoi effetti in tutta la loro gravità. Lo smaltimento corretto e alcuni utili consigli domestici Il modo corretto di smaltire l’olio è dunque questo: il liquido deve essere conservato all’interno di un qualsiasi contenitore e deve essere portato presso un’apposita “isola ecologica” della propria città, senza trascurare il fatto che vi sono molti supermercati, distributori di benzina ed aziende che ritirano l’olio in modo completamente gratuito. Le aziende, in genere, […]

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Fun e Tech

L’SMS: un tempo mezzo di comunicazione, oggi prezioso strumento di sicurezza

Gli SMS sono degli strumenti davvero utilissimi, e sebbene si creda che siano oramai del tutto obsoleti, in realtà continuano ad essere assai importanti nella nostra quotidianità. Può essere sicuramente utile, a tale riguardo, aprire una parentesi “storica”, evidenziando il fatto che l’SMS odierno sia un qualcosa di profondamente differente rispetto a quello di anni addietro. Il boom degli anni Duemila e il cambio di rotta nel decennio successivo Attorno agli anni Duemila gli SMS iniziarono a spopolare: l’idea di comunicare senza dover effettuare una chiamata, ma semplicemente scrivendo un breve messaggio testuale, trovò un grandissimo riscontro sul mercato, e nel mondo iniziarono ad essere scambiati milioni e milioni di SMS ogni anno. I giovani e i giovanissimi si innamorarono subito di questo nuovo metodo di comunicazione, rendendolo un vero e proprio “must”, ma la praticità degli SMS non è rimasta a lungo indifferente neppure tra le fasce di popolazione adulta. Un cambiamento radicale nell’utilizzo del classico messaggino di testo è avvenuto circa un decennio dopo, quando la connessione sul telefono cellulare ha iniziato a divenire efficiente, funzionale ed economica. Le App di messaggistica istantanea, completamente gratuite, hanno annientato gli SMS come strumento di comunicazione, tuttavia gli “Short Message Service” continuano ad essere assai utili ancora oggi, se pur in modo differente. Gli SMS come strumento per la sicurezza telematica Oggi, ad esempio, gli SMS sono fondamentali nelle varie procedure di autenticazione online, necessarie ad esempio quando si eseguono delle registrazioni. Per tantissimi servizi online, da quelli relativi alla Pubblica Amministrazione fino a quelli riguardanti l’Internet Banking e altri sistemi di pagamento e di ricezione di denaro online, l’SMS è fondamentale non solo ai fini dell’autenticazione, ma anche come Alert, dunque come notifica del compimento di una determinata operazione. Gli SMS oggi sono adoperati anche per fornire agli utenti dei PIN attraverso i quali potranno accedere ai più disparati servizi online, è dunque molto evidente il fatto che oggi la ricezione di un SMS abbia comunque una grande importanza e presenti caratteristiche diverse da quelle originarie, decisamente più informali. Possiamo affermare insomma che oggi è ben più raro, rispetto al passato, ricevere un SMS, ma quando ciò avviene vi prestiamo una grandissima attenzione in quanto sappiamo che con ogni probabilità si tratta di una comunicazione ufficiale, e non del messaggio di un nostro amico o di un nostro parente. I moderni servizi dedicati agli sviluppatori web Coerentemente con questa nuova “identità” dell’SMS si sono diffusi sempre di più dei servizi specifici, dedicati agli sviluppatori web. Aziende specializzate quali SMS Hosting, il cui sito Internet ufficiale è smshosting.it, offrono ad esempio dei servizi specifici di SMS OTP, attraverso i quali gli sviluppatori possono rendere assolutamente sicuro l’accesso degli utenti alle loro App e ai loro portali web. Grazie a tali strumenti, infatti, gli accessi vengono autenticati tramite l’inserimento di un codice PIN che viene inviato all’utente proprio via SMS, e questa è senz’altro una soluzione in grado di garantire la miglior sicurezza, sia all’utente che a chi gestisce il servizio online. Alla luce di quanto visto, dunque, è davvero improbabile che l’SMS possa essere, in un futuro, […]

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Altri

B&B, al via la settimana del baratto

Dormire gratis in un B&B in vista di una gita autunnale fuori porta? È il momento giusto. Per il decimo anno consecutivo, infatti, torna la settimana del baratto: dal 19 al 25 novembre. Dieci anni di successi La settimana del baratto promossa dal portale Bed-and-breakfast.it arriva a soffiare la sua decima candelina. Un’iniziativa molto apprezzata, non solo dai più giovani. di cosa si tratta? È semplice: in questa speciale settimana gli ospiti vengono accolti gratuitamente nelle strutture che aderiscono all’iniziativa in cambio di prestazioni di vario genere o cessione di un proprio bene. A cosa rinunciare? A qualche oggetto (dei libri, una lampada o quel che credete) ma non solo. Sono ben accette anche lezioni di ballo o di cucina. L’importante è condividere. Un appuntamento autunnale La terza settimana di novembre, dal 2008, è dedicata a questo speciale appuntamento autunnale. Un momento perfetto per rigenerarsi, a cavallo tra la fine dell’estate e le feste di Natale. I B&B si preparano da tempo, migliorando anche le propria linea cortesia. Oggi è possibile acquistare le offerte migliori in questo ambito direttamente on line, dal portale linea-cortesia.it, come le ultime proposte della linea cortesia dolce evita. Come funziona “Scambio due notti di soggiorno con un servizio fotografico professionale della mia struttura”, “Offro due pernottamenti per un piatto giradischi” e “Alloggio e prima colazione in cambio di libri per bambini in inglese, francese e tedesco”. Sono solo alcuni dei tanti esempi raccolti dal portale dedicato all’evento. L’idea nasce, come spiega bene il comunicato stampa dell’iniziativa, per consentire ai viaggiatori di scoprire angoli d’Italia soggiornando in uno dei bed and breakfast aderenti, senza necessità alcuna di mettere mano al portafoglio. Il portale dedicato all’evento raccoglie le liste Desideri dei B&B e Proposte dei Viaggiatori. Si tratta di un luogo d’incontro virtuale tra i gestori e gli ospiti dove poter scambiare idee e necessità. Diverse sono le strutture, ad esempio, aperte a baratti di qualsiasi genere: fumetti, dischi. Spazio alla fantasia. Una volta concluso l’affare non resta che partire! Il baratto dura tutto l’anno In realtà per chi vuole sperimentare questa nuova modalità di viaggio e ospitalità è possibile fare riferimento a strutture aperte a questa tipologia di opportunità tutto l’anno. Le strutture che aderiscono a questo principio nell’arco dei 365 giorni dell’anno sono registrate tutte sul sito www.BarattoBB.it, una scelta dettata dalla consapevolezza che questa modalità di scambio associata all’ospitalità e al viaggio è apprezzata e consolidata, tanto da essere praticata già da un decennio. Un regalo speciale per un compleanno importante Ma la vera novità, la chicca di questo decimo compleanno, è nella scelta di superare i confini nazionali, lanciando un vero e proprio spin-off internazionale. Di cosa si tratta? Di Barter Week, l’iniziativa internazionale che esce ufficialmente dalla fase beta e coinvolge i bed and breakfast di tutto il mondo, sul sito www.BarterWeek.com, dall’Albania all’Uganda. Perché le gite fuori porta, in autunno, possono portare anche molto lontano, alla scoperta di luoghi e meraviglie inimmaginabili. La settimana del baratto, in ogni modo, si conferma uno degli appuntamenti più attesi dai viaggiatori che, zaino in spalla, vogliono rompere con il tran tran quotidiano almeno […]

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Food

Oktoberfest 2019, i 10 tendoni più belli di Monaco di Baviera

Oktoberfest 2019, scopri quali tendoni visitare! L’atmosfera leggera e festaiola incoraggia decisamente i turisti a legare con i loro nuovi amici (anche se non si parla la stessa lingua), ma a volte le dimensioni di Theresienwiese e le orde barbariche di visitatori che accorrono all’Oktoberfest possono essere davvero travolgenti e creare confusione nella scelta del tendone della birra più adatto al vostro stile. Augustiner Festhalle, il tendone più frequentato dai bavaresi Questo significa che questo tendone è un ottimo posto per conoscere i bavaresi che apprezzano di buon grado l’ottima birra Helles che deriva proprio da questo metodo tradizionale. Hofbräu Festzelt, il tendone per stranieri e turisti Per coloro che cercano un’atmosfera festaiola ai limiti della pazzia, non c’è niente di meglio di questa tenda al Wiesn. Questo è il posto ideale per coloro che vogliono abbracciare gli estranei e ondeggiare sulle panche mentre si cantano le immortali ballads come “Country Roads” di John Denver e via dicendo. I veterani dell’Oktoberfest sanno già a priori che ci vorrà qualcosa di un po’ più di un grande bretzel per tenere a bada i postumi della sbornia del giorno dopo. Qui, la ottima birra Spaten sembra quasi secondaria rispetto a tutte le pietanze disponibili. Hacker Festzelt, il cielo della Baviera La location dunque, disegnata da uno scenografo televisivo di fama internazionale, è perfetta per esprimere lo slogan della Hacker-Pschorr: Himmel der Bayern o “Cielo della Baviera”. Löwenbräu Festzelt, la tenda del leone Come se l’imponente statua del leone non fosse abbastanza, un ulteriore leone all’ingresso ruggisce ogni tot minuti, invitando gli ospiti a bersi un litro di Löwenbräu nel tradizionale Mass. Il tendone della Löwenbräu è una delle tende più grandi, con 8.500 posti a sedere tra interno ed esterno. Sicuramente non è per tutti i gusti, il che probabilmente è il motivo per cui è un piccolo tendone con “solo” 2.000 posti. Al Weinzelt viene offerta ai clienti la Paulaner Weissbier dal mezzo litro. All’Oktoberfest 2019, Lederhosen e dirndl saranno visibili a perdita d’occhio e in ogni tendone, gli ospiti avranno la possibilità di ascoltare un bel po’ di musica tradizionale. In effetti, la stessa famiglia ha mantenuto questa tenda all’Oktoberfest per oltre 100 anni. Vicino al famoso tendone della Schottenhamel, si trova la caratteristica “tenda” di Zur Bratwurst, che a dire il vero sembra più un tradizionale castello bavarese che è stato spostato dalle vicine Alpi. Nel tendone c’è spazio per 170 persone, mentre nel patio ci sono ulteriori 80 posti, per osservare esternamente come procede l’Oktoberfest. I giovani visitatori dell’Oktoberfest 2019 vorranno probabilmente fare di questo tendone il loro punto d’incontro, poiché è il più conosciuto e frequentato tra i giovani, ma tutti i partecipanti, indipendentemente dalla fascia di età, ammazzerebbero (in senso lato) per essere in questa tenda il primo giorno dell’Oktoberfest. Schottenhamel è la tenda più vecchia del Wiesn e, anche se è più piccola della Hofbräu, con i suoi 10.000 ospiti non ci si sente mai soli. Ciò consente di trascorrere una piacevole colazione al Café […]

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Cucina e Salute

Grana Padano Dop Riserva venti mesi, quanto basta per diventare ancora più speciale

Destinato ai palati più esigenti, il Grana Padano Dop Riserva è caratterizzato da aromi evoluti e da un gusto saporito ma equilibrato. Si esalta con vini di gran pregio e per questo può essere il compagno prezioso per un viaggio alla scoperta dei nostri vitigni autoctoni. Nei 128 caseifici del Consorzio Tutela Grana Padano ogni giorno il latte munto e raccolto nella zona di produzione viene lavorato per creare forme, destinate a maturare nei 194 magazzini di stagionatura, dove quelle che superano le verifiche imposte dal Disciplinare di Produzione ricevono il marchio a fuoco Grana Padano. Nel 2017 ne sono state prodotte 4.942.054 e di queste ben 1,8 milioni sono state esportate. Tutte le forme devono stagionare almeno nove mesi per ottenere questo riconosci mento, ma possono restare nelle scalere più a lungo per dare al formaggio sapori e profumi diversi e via via più intensi. Il Grana Padano Dop può attendere anche 20 mesi e più, diventando così un’autentica eccellenza, destinata ai palati più esigenti e agli abbinamenti più raffinati: il Grana Padano Dop Riserva, che nel 2017 ha visto la sua produzione cresciuta a 342.109 forme. Per ricevere la seconda marchiatura a fuoco «Riserva» il formaggio deve presentare determinate caratteristiche qualitative: la forma deve essere immune da qualsiasi difetto sia esterno sia interno, il colore omogeneo bianco o paglierino e il sapore fragrante e delicato. Protagonista assoluto della tavola Come possiamo vedere in tantissime ricette, come ad esempio nel blog di www.misya.info, il Grana Padano Riserva, con i suoi aromi evoluti di burro e di fieno, il suo gusto piccante ma equilibrato e la generosa sapidità, rende la bocca ricca di sapori che si stemperano lentamente. La pasta è decisamente granulosa, con una frattura radiale a scaglia molto accentuata ed è co- stellata di cristalli di tirosina, l’aminoacido presente nel latte e nei suoi derivati che contribuisce alla formazione delle proteine dell’organismo umano. Tutte queste caratteristiche lo rendono il protagonista assoluto della tavola, sia grattugiato sia come for maggio da pasto. È perfetto però anche servito con noci, frutta, confetture e mostarde. Del resto, è proverbiale la bontà dell’accostamento tra frutta e formaggio. Con il suo sapore intenso è particolarmente indicato l’abbinamento con una confettura dolce come quella di pere e vaniglia. È ideale però anche degustato in purezza, tanto da essere considerato un vero formaggio «da meditazione». Un vero formaggio «da meditazione» Si esalta poi con vini di grande pregio: da quelli con un gusto intenso e persistente ai passiti, che stemperano la sua vena leggermente aggressiva e creano sul palato armonia ed equilibrio, sino alle bollicine più raffinate. Il Grana Padano Riserva può essere dunque anche un prezioso compagno in un viaggio goloso nelle varie regioni italiane, per in contrare i vini autoctoni, con fermandosi versatile protagonista della nostra tradizione enogastronomica dalle Alpi alla Sicilia. Ma sa incontrare anche il gusto di culture del cibo degli altri Paesi d’Europa, America e Asia. Non si abbina però solo con i vini, ma anche con le birre. Il […]

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Notizie curiose

Shopping in outlet: quanto e perché conviene

Shopping in outlet: 5 tra le migliori proposte italiane e quanto conviene Lo shopping in outlet ormai è una risorsa preziosa per chi ama acquistare bene spendendo il giusto. Non è solo una questione di “marchio” o, più comunemente “firma”, ma anche di qualità offerta dai brand più ricercati e acquistati. Fare però acquisti in “stagione” può danneggiare le nostre tasche, mentre la pazienza può essere ripagata. Gli outlet, infatti, raccolgono le merci invendute offrendole a un prezzo molto più invitante e appetibile. È in questo modo che ci si può accaparrare capi anche di lusso senza spenderci un occhio della testa. I capi che possono essere acquistati negli outlet sono sempre regolamentati dal Codice del consumo (Dlgs 206/2005, articoli 128-35), basta solo fare un po’ di attenzione (come in qualsiasi altro negozio) che la merce non presenti difetti o a conservare lo scontrino per qualsiasi necessità. Outlet village: una moda anni ‘90/2000 Dalla fine degli anni ’90 agli inizi del nuovo millennio l’idea di outlet ha subito una trasformazione: accanto a quelli più piccoli presenti anche in città sono stati costruiti – a volte un po’ più fuori mano – vere e proprie cittadelle ricche di tutto. Queste ultime hanno al proprio interno non solo vari outlet di vari rivenditori e brand, ma anche punti informazioni, punti di ristoro, toilettes e punti giochi per i più piccini, assieme a vari chiostri disseminati che sanno sempre attirare l’attenzione dei clienti. Al pari dei centri commerciali si pongono quindi in parallelo, offrendo una merce fuori stagione ma proprio per questo sicura, conveniente e ormai irrinunciabile. Oggi vengono chiamate “città della moda” e per un’ottima ragione. Shopping in outlet: 5 tra i migliori outlet village in Italia Diffusi in tutto il mondo e soprattutto in Europa, anche l’Italia può vantare queste meravigliose cittadelle dal design architettonico accattivante e dalla perfetta scelta dei servizi, che permettono di passare interi pomeriggi o, perché no, giornate con amici o famiglia. Ecco una lista di 5 tra i migliori outlet disseminati per il territorio nazionale! Spaccio Hogan di Casette D’Ete Si trova nelle Marche ed è rivenditore delle collezioni fine serie di Fay e di scarpe Tod’s. Qui borse, scarpe, occhiali e accessori sono mediamente scontati del 30% rispetto al prezzo di vendita. La Reggia Outlet di Marcianise È in Campania e vanta la vendita di numerosissimi brand alcuni dei quali sono definiti “luxury” come Gucci e ancora Armani, Gas, Lacoste, Liu Jo, Levi’s, Gutteridge e molti altri. Mantova Outlet Village di Bagnolo San Vito Inaugurato nel 2003, fa parte del network che conta altri due Outlet Village in Italia come quello di Valmontone e di Molfetta. Questa cittadella ospita ben 110 negozi dei migliori marchi in commercio. Fidenza Village Outlet Situato in provincia di Parma, accoglie 130 negozi ed è vicinissimo a importanti mete turistiche quali Salsomaggiore e Tabiano. Qui le firme più prestigiose della moda e del design sono collocate in una ambientazione che rievoca le più importanti opere di Giuseppe Verdi. Valmontone Outlet […]

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Un giro alla torrefazione Toro Caffè: un’accurata selezione dei chicchi

La torrefazione Toro Caffè è un’azienda lombarda che opera su tutto il territorio europeo, vendendo i propri prodotti in tutte le formule ad oggi sul mercato (caffè macinato, in chicchi, in capsule o in cialde). Il lavoro dell’azienda inizia inevitabilmente con la ricerca dei chicchi di caffè senza limitazion i sulla provenienza: il suo punto forte è infatti ricercare tutte le migliori piantagioni del pianeta. Successivamente i chicchi vengono personalmente selezionati secondo diversi criteri di qualità, tra questi l’integrità e la forma del chicco, prediligendo le farm che si occupano anche del lavaggio. Queste importanti relazioni si svolgono con il completo supporto delle ambasciate locali che seguono le trattative e fanno sì che gli acquisti rispecchino la qualità selezionata dall’acquirente una volta spediti in Italia. Dopo l’importazione arriva il momento della tostatura, della macinatura e del confezionamento (tra cui quello in capsule compatibili con i sistemi più diffusi). Il sistema di cialde più richiesto al momento è sicuramente quello funzionante su macchina da caffè in capsule “A modo mio” che si basa sul sistema brevettato da Lavazza e che oggi presenta una straordinaria opportunità di mercato per le torrefazioni artigianali locali proprio come la Toro Caffè. Toro Caffè: rivendita e outlet caffè L’azienda dispone inoltre anche di un capannone appositamente dedicato alla distribuzione al dettaglio, sia online su Outlet Caffè che in loco e all’ingrosso, vendendo anche cialde multi marca come Borbone, Lollo, To.Da., Barbaro, Lavazza, Kimbo e moltissimi altri tra i brand più noti. Attualmente Toro Caffè opera in tutti i panorami di questo settore, dalle macchine da caffè in comodato d’uso gratuito nelle attività ristorative, alla vendita diretta di cialde e capsule compatibili sino all’approvvigionamento di negozi specializzati di cialde di caffè attraverso canali personalizzati e altamente selezionati per garantire esclusività del proprio marchio da sempre coltivato e concesso con grande attenzione. Un altro punto a favore è il mantenimento di rigidissime norme di qualità, seguito dalla mancanza di “intermediari” tra produttore e consumatore che consenta un rapporto attento, dinamico e su misura.

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Attualità

Pubblicità occulta: cos’è e normative vigenti

La pubblicità occulta o pubblicità indiretta è quel tipo di pubblicità che appare senza essere segnalata come tale, soprattutto in spazi in cui non si penserebbe mai di trovarla. Diverse tipologie di pubblicità occulta La pubblicità occulta può avvenire attraverso varie tipologie, di cui le più diffuse sono: quella visuale o screen placement: il marchio di un brand viene posizionato in primo piano rendendolo riconoscibilissimo allo spettatore, che lo riconoscerà e lo avrà nella maggior parte dei casi impresso; quella verbale o script placement: è utilizzato all’interno di prodotti audiovisivi e citato dai suoi protagonisti; quella integrata o plot placement, dall’impatto decisamente più incisivo: il brand e ciò che lo rappresenta viene integrato letteralmente nella storia diventando parte della trama. Questi tipi di pubblicità indiretta sono associati spesso a film o serie e programmi televisivi, ma non sono gli unici ambiti in cui la pubblicità occulta si nasconde. È capitato – e capita – che alcune aziende riescano a inserire il proprio prodotto o il proprio servizio gratuitamente nel marketing di società terze: consente così una duplice visualizzazione e un doppio beneficio. In Italia, ad esempio, è una formula particolarmente diffusa, dove in seguito all’acquisto di un prodotto si riceve accanto un bene o un servizio offerto da altri. Norme vigenti sulla pubblicità indiretta Come ogni cosa che possa produrre conseguenze di un certo peso, la pubblicità occulta o ingannevole è regolamentata. In Italia a farvi riferimento è il Decreto legislativo 2 agosto 2006, n. 145. La pubblicità deve essere trasparente. Questa è una delle prerogative fondamentali del decreto. Indipendentemente dalla natura del “mezzo” che veicola la pubblicità stessa, quest’ultima deve essere palese, veritiera e corretta.  Inoltre non deve in alcun modo minacciare la sicurezza di adulti e bambini né – salvo il rispetto di alcune regole precise – deve consentire la comparazione esplicita tra prodotti o servizi simili. Ci sono delle precise condizioni e dei parametri di valutazione come: «Per determinare se la pubblicità è ingannevole se ne devono considerare tutti gli elementi, con riguardo in particolare ai suoi riferimenti: a) alle caratteristiche dei beni o dei servizi, quali la loro disponibilità, la natura, l’esecuzione, la composizione, il metodo e la data di fabbricazione o della prestazione, l’idoneità allo scopo, gli usi, la quantità, la descrizione, l’origine geografica o commerciale, o i risultati che si possono ottenere con il loro uso, o i risultati e le caratteristiche fondamentali di prove o controlli effettuati sui beni o sui servizi; b) al prezzo o al modo in cui questo è calcolato ed alle condizioni alle quali i beni o i servizi sono forniti; c) alla categoria, alle qualifiche e ai diritti dell’operatore pubblicitario, quali l’identità, il patrimonio, le capacità, i diritti di proprietà intellettuale e industriale, ogni altro diritto su beni immateriali relativi all’impresa ed i premi o riconoscimenti». Il caso dell’Influencer marketing Ultimamente – precisamente nel 2017 – se ne è lungamente discusso. Il caso era costituito dall’eccessiva libertà di persone più o meno note (influencer) di pubblicizzare un determinato […]

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Fun e Tech

Internet connette più della metà delle persone al mondo

Gli utenti di Internet in tutto il mondo hanno superato quota 4 miliardi, e dunque più della metà degli abitanti della Terra è connessa alla Rete: lo rivela l’ultimo Global Digital 2018 Report, che presenta anche una fotografia aggiornata sull’evoluzione del Web in questi anni. Non si può non essere online I numeri di questa indagine mettono in risalto, qualora ce ne fosse bisogno, che Internet rappresenta oggi molto più di una semplice vetrina, ma è piuttosto un immenso mass media, una grande rete (appunto) che consente alle persone di essere informati, di parlare, di socializzare, di divertirsi, o di acquistare prodotti e servizi. E confermano non solo che chi non è presente perde occasioni e quasi non esiste, ma anche che “stare male” in Rete ha effetti controproducenti, come evidenziato anche da ItaliaOnline, la più importante società digitale italiana, con un’esperienza ultradecennale nella realizzazione siti web e nel supporto ai progetti online. I numeri della Rete in Italia Gli italiani, infatti, hanno gusti piuttosto “semplici” quando si parla di Web: pur trascorrendo in media circa 6 ore al giorno connessi online, i quasi 43 milioni di navigatori del nostro Paese (il 73 per cento della popolazione nazionale) si concentrano quasi sempre sulle stesse destinazioni. Vale a dire, ben 34 milioni di utenti risultano attivi sui social media, e due ore sul totale del tempo speso online si passano a chiacchierare su Facebook e i suoi fratelli. Più tempo online che davanti alla Tv. La statistica rivela anche altri fattori interessanti, e soprattutto sottolinea l’evoluzione che la connessione in Italia sta conoscendo negli ultimi anni: solo nel corso del 2017 è aumentata di 4 milioni di persone la quota di “naviganti” online (vale a dire un 10 per cento in più), mentre gli utenti di social media sono aumentati di 3 milioni di unità. Il tempo speso online inoltre rappresenta quasi il doppio di quello trascorso davanti alla Tv, che quindi perde il ruolo di fulcro del tempo libero domestico. Sui social in 34 milioni Dal punto di vista dei social, sono YouTube e Facebook a contendersi il primato delle piattaforme su cui gli italiani sono maggiormente attivi, mentre Instagram si piazza al terzo posto assoluto; sul versante app di messaggistica, invece, è prevedibilmente WhatsApp a fare terra bruciata dei concorrenti, nonostante qualche timido accenno di alternativa portato avanti da Telegram e Facebook Messenger. Le statistiche nel mondo Allargando il quadro al mondo intero, invece, abbiamo già presentato il dato più rilevante, ovvero il superamento di quota 4 miliardi di utenti connessi a Internet, che significa che più della metà della popolazione mondiale è online. Un traguardo raggiunto anche grazie all’evoluzione tecnologica e infrastrutturale che ha coinvolto anche il continente africano, che nel corso del 2017 ha registrato il maggiore tasso di crescita di nuove persone connesse; in assoluto, si stima che l’anno scorso siano approdati sul Web circa 250 milioni di novizi. Le tendenze globali Sempre a livello mondiale, i social media continuano ad attrarre iscritti, con una crescita del 13 per cento rispetto ai risultati di fine 2016, e in assoluto intercettano oltre 3 miliardi di utenti attivi, che accedono soprattutto via device mobile (in 9 […]

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Passione agenda, un mito che resiste alla tecnologia

Il fascino della scrittura a mano, il gusto di possedere un oggetto che diventa unico, la voglia di distinguersi con stile (e non affidare pensieri e appunti solo alle note digitali): in un’epoca in cui lo smartphone è un compagno oppressivo, che consente di compiere ogni funzione e operazione, sembra strano parlare di agende cartacee, ma in realtà questi prodotti resistono con fierezza alla virtualità. Non sono regalino aziendale Per qualche anno questi gadget avevano subito l’onda d’urto della tecnologia, in verità, e in molti casi erano stati relegati a semplice strumento promozionale, il classico regalino aziendale da distribuire ai clienti a fine anno per ottenere un po’ di visibilità o semplicemente per abitudine. Anche in questo ambito, però, ci sono interessanti possibilità, visto lo sviluppo di piattaforme come Gedshop.it che consentono di realizzare agende personalizzate secondo il proprio gusto e la propria creatività, distinguendosi anche in questo caso dalla “massa”. La Moleskine continua a conquistare favori Ma dire agenda significa soprattutto pensare a Moleskine, uno dei marchi italiani più famosi in tutto il mondo: se personalità del calibro di Ernest Hemingway, Pablo Picasso, Vincent van Gogh, Oscar Wilde e Henri Matisse sono stati certificati utilizzatori e appassionati scrittori di appunti e disegni sul classico taccuino nero con pagine gialle che ha fatto la storia (e che resta uno dei più venduti anche oggi), l’azienda nel tempo si è evoluta e ha realizzato agende a tema molto più contemporaneo. E strizza l’occhio ai nerd Soltanto in questi ultimi mesi, ad esempio, sono state lanciate delle linee che strizzano l’occhio al mondo “nerd“: oltre al modello a tinte rosa e col marchio Barbie ben in vista, infatti, sono stati prodotti taccuini che omaggiano i Pokémon e Super Mario Bros. Grazie all’accordo con la Nintendo, in particolare, l’azienda ha realizzato quattro agendine dedicate a quello che forse è il personaggio dei videogame più famoso di sempre, con design davvero azzeccato e accattivante: nello specifico, sono stati prodotti due taccuini tascabili che riportano in copertina a riproduzione di una cartuccia per NES e la schermata di Super Mario Land per Game Boy, mentre gli altri due taccuini sono di dimensioni maggiori e sono decorati con momenti di gameplay del gioco, con monete annesse. Le linee a tema Barbie, Mario Bros e Pokémon Se il fenomeno Pokémon Go sembra aver perso l’effetto dirompente dei primi anni di uscita dell’app, non cala la passione per questi “animaletti” che ci fanno compagnia ormai da oltre venti anni (e la serie animata ha superato quest’anno quota mille episodi!): per questo, la Moleskine ha realizzato una serie esclusiva di agende in edizione limitata in collaborazione con The Pokémon Company International. I quattro taccuini riportano sulla copertina rigida un Pokémon specifico: per le agende di taglia maggiore sono stati scelti i due più famosi in assoluto, Charmander e Pikachu, tra i più amati della prima generazione e di tutto il Pokédex, mentre sui taccuini tascabili compaiono Jigglypuff e Snorlax. In Corea debutta l’agenda di Starbucks e Pantone Sulla scia del successo di Moleskine anche altre aziende si sono lanciate nella produzione di agende tascabili con copertina rigida, e in particolare due brand particolarmente […]

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18 anni, come festeggiare?

Finalmente i tanto attesi 18 anni! E’ arrivato il momento di spegnere le candeline e di prepararsi per il compleanno più importante di tutti, quello che apre le porte dela maggiore età. Come festeggiare e rendere davvero unico e speciale questo giorno? Le proposte e le idee da seguire sono davvero numerose ma quel che è bene ricordare è che per rendere indimenticabile, anche nel futuro, questa giornata è possibile lasciare agli amici e ai parenti intervenuti alla festa un piccolo pensiero. Un simbolo del tempo passato insieme, un piccolo gesto per dire grazie, come le numerose proposte di NaraBomboniera, a partire dalle bomboniere della Claraluna. Cosa fare? Il festeggiamento classico (e anche il più economico, forse) è quello che vede la casa del festeggiato grande protagonista. Un’idea per chi ha una casa ampia e genitori disposti a lasciare campo libero per una sera, dedicando spazi e tempi al festeggiato e ai suoi amici. Per chi non vuole rinunciare alla partecipazione della famiglia e dei parenti al grande momento è possibile suddividere la festa in due momenti, uno più riservato con zii, nonni e genitori, l’altro con amici protagonisti. In realtà, la festa può anche essere vissuta in due diversi giorni, per chi non disponga di spazi tanto ampi da ospitare tutti insieme. Il grande classico per la festa dei 18 anni è il locale. Una serata in discoteca con famiglia e amici, con la migliore musica del momento, e la tradizionale torta di mezzanotte. Compleanno on the road Ma c’è anche chi alla festa preferisce un biglietto aereo. Che si tratti di un weekend alla scoperta di una capitale europea o di un viaggio in treno lungo tutta Europa, i 18 anni aprono finalmente le porte del mondo ai più giovani. A mamma e papà non resta che regalare al giovane maggiorenne un biglietto d andata e ritorno per iniziare il piccolo di casa alle bellezze del mondo. Meglio, ovviamente, se in compagnia degli amici più cari. Ma on the road, però, può voler dire anche altro. Sono davvero tante le proposte per passare una serata unica, diversa da tutte le altre. Un esempio? Una festa in tram, brindisi e allegria mentre ci si sposta da una parte all’altra della città. O in limousine. In questo caso, però, è necessario restringere gli inviti a pochi intimi per godere a pieno della magica atmosfera che fa molto New York. E festa sia Ma per chi non riesce proprio a rinunciare alla festa, allora non resta che renderla unica. Come? Scegliendo un tema particolare, un filo rosso che colleghi tutta la serata e gli invitati. Che si tratti di un colore o di un personaggio dei fumetti, di un film o di una band musicale, in questo caso l’unica cosa da fare è lasciare spazio alla fantasia. Tutto dovrà essere in tema, per una serata perfetta. Per gli spiriti più romantici, di solito per quelli femminili, la serata della festa dei 18 anni può facilmente trasformarsi in una serata di gala, una sorta di ballo delle debuttanti per sancire l’ingresso in società di queste fanciulle dall’animo romantico. Ma la […]

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Giurisprudenza, il Censis ti suggerisce dove studiarla

Il tuo sogno è quello di fare l’avvocato? Districarti tra clausole e cavilli? Occuparti di un’opposizione a decreto ingiuntivo e di divorzi (per saperne di più puoi chiedere ai consulenti legali del portale AvvocatoAccanto)? Ecco la classifica del Censis sulle migliori Università italiane dove studiare Giurisprudenza. Classifica università italiane: la top ten            Le prime dieci università italiane che si distinguono per il miglior insegnamento delle materie giuridiche si caratterizzano per la presenza geografica nelle regioni settentrionali. tra le prime dieci, infatti, una sola è localizzata nel Mezzogiorno ma occupa saldamente il secondo posto in classifica. Quali sono i criteri presi in considerazione? Si va dalla “progressione di carriera” dei laureati ai “rapporti internazionali” instaurati dalle singole università. Dove si studia meglio   La prima nella classifica delle università italiane è l’Università di Trento. È la regina delle Facoltà di diritto degli atenei statali d’Italia, con un punteggio pari a 98. La votazione più alta, a quota 1’5, è relativa all’ottimo livello raggiunto nei “rapporti internazionali”, mentre viene frenata dal 91 relativo alla progressione di carriera degli studenti. Alle sue spalle la Facoltà di Giurisprudenza di Foggia, baluardo meridionale con 90,5 punti. Ancora una volta vengono premiati i rapporti internazionali instaurati dall’Università (109 punti), la progressione di carriera degli studenti si ferma a 72 punti. A pari merito sale sul secondo gradino del podio anche l’Università di Modena e Reggio Emilia. Qui, invece, viene premiata soprattutto la progressione di carriera degli studenti, che conquista 98 punti, mentre i rapporti internazionali si fermano a 83 punti. Terzo posto, con 90 punti, per l’Università del Piemonte Orientale. Il risultato si ottiene sommando gli 84 punti dati dalla “progressione di carriera” degli studenti ai 96 punti per i “rapporti internazionali”. Da Bologna a Trieste, l’eccellenza made in Italy   Tra le migliori Facoltà di Giurisprudenza italiane, poi, scorrendo al classifica, si incontra quella della Facoltà di Bologna, dell’Alma Mater, con 89.5 punti. Ottime le prospettive di carriera, che guadagnano 92 punti, bene le relazioni internazionali dell’Università (87 punti). Segue l’Università degli Studi dell’Insubria, con 88 punti. Il punteggio relativo alla progressione di carriera è a 85 punti, quello per le relazioni e i rapporti internazionali, invece, va meglio e tocca quota 91. Sul gradino successivo, poi, si posiziona l’Università di Trieste, che raggiunge quota 87.5 punti. Come? Dalla media degli 83 punti della progressione di carriera, non troppo brillanti, con i 92 del livello di internazionalizzazione dell’Università e della Facoltà. Lombardia superstar   C’è molta Lombardia in questa classifica, anche se prima di tornare a Milano bisogna passare prima per la Liguria. L’Università di Genova, infatti, segue in graduatoria, conquistando 87 punti, dati dalla media perfetta tra due risultati uguali. È 87, infatti, il punteggio conquistato sia con riferimento alle opportunità di carriera sia con riferimento alle relazioni internazionali. Chiudono la classifica due Università lombarda, con uno stesso punteggio. Per la Bicocca di Milano e l’Università di Pavia, infatti, il punteggio ottenuto è lo stesso: 86.5. Nel primo caso il risultato è dato dalla media dei 90 per progressioni di carriera e 83 per internazionalizzazione, nel secondo dalla media tra l’87 per opportunità di carriera e l’86 dei […]

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Il cuscino nei secoli e nelle culture

Il cuscino è un vezzo per il riposo, il suo utilizzo è nato e cresciuto nei secoli tanto che tutti oggi poggiano la testa su un cuscino per dormire. In realtà, per la curva anatomica fisiologica, sarebbe meglio dormire senza o con un cuscino molto sottile e preferibilmente rigido. In tutti i casi, meno alcune patologie (problemi di cuore o difficoltà respiratorie o in caso di artrosi cervicale), è sconsigliato usare cuscini molto alti o più di un cuscino. Se voi siete amanti dei cuscini, ormai se ne trovano di tutte le forme e dimensioni, in molti li fanno anche con vecchie indumenti per conservarne le stampe o per rivestire un vecchio cuscino malandato. La personalizzazione è folle e noi abbiamo trovato il portale buy italian style che permette di fare cuscini personalizzati a seconda del vostro gusto. La storia dei cuscini I primi indizi sull’uso dei cuscini ci riportano ai popoli che abitavano la Mesopotamia circa ottomila anni fa, dove il cuscino era sinonimo di ricchezza: quanti più cuscini si possedevano, tanto più una persona era ritenuta agiata, con tutti i vantaggi che ne seguivano. I cuscini non nacquero però per soddisfare una mera questione di vanità, infatti furono i dolori articolari e reumatici a far nascere l’esigenza dei cuscini che obbligavano a dormire o riposarsi in una certa posizione facendo passare i malanni. Un’altra supposizione che si è fatta per l’origine dei cuscini è quella igienica. A quei tempi la pulizia nelle case e nei giacigli non era considerata nemmeno come optional e l’uso del cuscino permetteva di elevare la testa rispetto al pavimento sporco. Nell’antico Egitto l’uso dei cuscini era associato al riposo dei defunti mummificati: sono stati infatti rinvenuti cuscini fatti di legno o argilla nei diversi sarcofagi. Nella vita comune i cuscini erano usati per le pratiche mediche di migliorare la circolazione e per le pratiche spirituali di tener lontani gli spiriti maligni. Per i Greci e poi per i Romani i cuscini avevano una funzione più simile a quella odierna. Imbottiti con piume o paglia erano progettati per essere comodi e soffici e se ne diffuse l’uso anche tra le persone meno abbienti. L’usanza egizia di porre un cuscino sotto il capo dei defunti però arrivò fino a Roma, passando per Atene, e dura ancora a giorni nostri. Curiosità: i tanti nomi dei cuscini in Europa A differenza di altri oggetti, i cuscini presentano una curiosità particolare: nel mondo esistono termini diversi per indicarlo che non hanno la stessa origine semantica. Il termine cuscino in italiano deriva dalla parola latina “coxinum” derivante dalla parola latina che indicava la coscia, questo perché il suo utilizzo era riferito all’uso di un supporto per le terga per stare comodi. In Spagna invece la parola che designa il cuscino è “almohada” che proviene dall’arabo “almujadda” che deriva dall’uso che si faceva del cuscino di poggiare le guance, ovvero la testa. Quindi abbiamo visto che, a seconda dell’uso che si faceva dei cuscini veniva designato il nome. Non fa eccezione nemmeno la Francia a questo discorso. In francese infatti il cuscino si indica con il termine “oreiller” che volendolo tradurre […]

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