Hollow Knight: Silksong, un metroidvania sorprendente | Recensione

Hollow Knight: Silksong, un metroidvania sorprendente | recensione

Il genere dei metroidvania è sempre stato molto popolare tra gli sviluppatori indipendenti, ma pochi giochi sono riusciti a scuotere il mercato videoludico come Hollow Knight, che con le sue oltre 15 milioni di copie vendute ha reso il piccolo gruppo di sviluppatori australiano Team Cherry un team di fama internazionale. Non sorprende quindi che il suo seguito, Hollow Knight: Silksong, abbia da subito destato l’interesse della community, arrivando persino a diventare il gioco più aggiunto in lista desideri Steam della storia.

Un nuovo regno in preda allo sconforto

 

Hollow Knight: Silksong è un videogioco indie metroidvania sviluppato e pubblicato da Team Cherry per Windows, MacOS, Linux, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2, PlayStation 4 e 5, Xbox One e Xbox Series X/S. Annunciato per la prima volta nel febbraio del 2019 e rilasciato il 4 settembre 2025, il gioco racconta le gesta di Hornet, uno dei personaggi principali del primo capitolo, che, rapita e trasportata nel regno di Lungitela, tenterà di risolvere la causa all’origine dei mali del regno.

Un gameplay frenetico, acrobatico e ricco di sfide

L’enorme varietà di strumenti e abilità rende ogni di stile di gioco unico. 

Il gioco prende a piene mani il design e gameplay del primo capitolo, ma mostra comunque delle evidenti differenze: destreggiarsi tra le varie aree della mappa e farsi avanti a forza di colpi di aculeo restano sempre il focus del gioco, ma Silksong introduce un nuovo sistema di movimento acrobatico incentrato sulla verticalità, interazioni più profonde con i vari personaggi del gioco, e, soprattutto, un più elevato livello di difficoltà.

Silksong, infatti, mette il giocatore davanti a sfide sensibilmente più ardue del primo gioco, presentando una varietà di nemici molto ampia (e tosta!) e sezioni di platforming che hanno dato filo da torcere anche ai veterani di Hollow Knight, senza però per questo essere ingiusto o snervante. Il mondo di gioco è enorme, vibrante, ed estremamente soddisfacente da scoprire, e la divisione in atti permette al giocatore di seguire in maniera più lineare e chiara il progredire della storia. È stato, inoltre, rivisto il sistema di potenziamenti e amuleti: Hornet adesso ha a disposizione un arsenale di strumenti che interagiscono tra di loro e una serie di emblemi che modificano lo stile e le caratteristiche dell’arma di gioco, elementi che permettono al giocatore di rivedere e adattare il proprio stile di combattimento all’occorrenza.

Alcune piccole criticità del mondo di Silksong

Hornet alle prese con una delle prime bossfight del gioco.

Nonostante gli evidenti pregi però, Silksong presenta anche delle problematiche. La disposizione e varietà dei nemici, infatti, non è bilanciata: il gioco fa un uso quasi spasmodico di “combat rooms”, ossia stanze vuote in cui si affrontano varie ondate di nemici, e una sostanziosa sezione di trama accessibile solo tramite completismo può portare i giocatori a non vedere molte delle bossfight più interessanti, forse troppo ristrette alle ultime aree della mappa. La difficoltà, inoltre, si è dimostrata una barriera d’ingresso per molti giocatori, che ne hanno lamentato l’eccessivo aumento rispetto al primo capitolo.

Hollow Knight: Silksong: in conclusione

Hollow Knight: Silksong, un metroidvania sorprendente | recensione
Il mondo di Hollow Knight: Silksong è senza dubbio visivamente spettacolare.

Silksong è un titolo che, pur non essendo forse adatto ad ogni tipo di giocatore e avendo le sue criticità, è senza dubbio tra i più riusciti e affascinanti dell’anno. Le sue splendide atmosfere e l’incantevole colonna sonora, così come il gameplay variegato e stimolante, lo rendono un metroidvania allo stesso livello del primo capitolo, capace di trasmettere un’esperienza che ha pochi eguali tra i titoli videoludici usciti negli ultimi anni.

Fonte immagini di copertina e all’interno dell’articolo: pagina Steam del gioco

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