Si parte dal periodo di massimo splendore per la grafica 3D, i primi anni 2000, in cui ogni console aveva una propria mascotte iconica proveniente dai giochi di maggior successo. Un piccolo studio polacco, Tate Multimedia, decise di cavalcare la moda del momento creando un proprio personaggio iconico, Kao the Kangaroo. Il concept, mirava ad un’avventura in cui i giocatori potessero esplorare, raccogliere oggetti e combattere usando due guantoni da boxe.
Chi è Kao?

Kao (Fandom, Jon825lazery7).
Si tratta di un buffo canguro che indossa e porta sempre con sé due grossi guantoni da boxe. Nonostante fosse un personaggio appartenente ad una serie videoludica di nicchia, venne messo a confronto con i famosi Crash Bandicoot, anche lui marsupiale, e Spyro the Dragon. Lo stile grafico di Kao cambia di capitolo in capitolo, senza contare il terzo in cui il canguro indossa dei classici vestiti da viaggiatore. Nella prima avventura, l’animale presenta un pelo color giallo canarino, i classici guantoni da boxe e un corpo “abbastanza poligonale”. Dal secondo episodio il personaggio è più cartoonesco e dettagliato, porta con sé i suoi guantoni, stavolta stilizzati con delle fiamme, un paio di pantaloncini tipici dei lottatori di pugilato, e dietro la schiena un boomerang che lancia per attaccare i nemici da lunghe distanze. Ultimo per data di uscita è il suo stile presente nel reboot del 2022, in cui Kao si allontana completamente dai modelli mostrati nei titoli precedenti. In questo ultimo gioco, il canguro è più espressivo, possiede due occhi azzurri leggermente più piccoli dei classici, un ciuffo che tende verso l’alto, i soliti guantoni e un paio di pantaloni che ricordano una tuta di allenamento. Rispetto ai primi tre concept, quest’ultimo si presenta più vicino all’immagine di un canguro e come ulteriore aggiunta, possiede dei poteri elementali che usa per convenienza.
Giochi e “successo”
Il primo gioco arrivò nel 2000 su Pc, Game Boy Advance e Dreamcast, e raccontava il viaggio di Kao, iniziato dal canguro per salvare la sua famiglia catturata da un cacciatore. La particolarità che attirò l’attenzione di molte persone furono proprio quei guantoni rossi da boxe, con cui il marsupiale poteva lottare contro nemici anche più grandi e spaventosi di lui. Il secondo titolo, “Kao the Kangaroo: Round 2”, è il gioco più conosciuto della serie, riconosciuto per la grafica migliorata, un’esplorazione più varia e una distribuzione estesa alle piattaforme più conosciute dell’epoca: PC, PlayStation 2, GameCube e Xbox. “Kao the Kangaroo: Mystery of the Volcano”, invece, non ebbe lo stesso successo dei primi due, ma continuò con lo stesso stile grafico del secondo capitolo, proponendo ambienti e storia diversi.
Nonostante questi titoli non abbiano raggiunto un successo di fama mondiale, ricevettero comunque molta popolarità in Europa, e più nello specifico in Polonia, dove Kao divenne la vera e propria mascotte videoludica del paese. Dopo aver venduto, prendendo in considerazione l’intera trilogia, 700.000 copie in tutto il mondo, Tate Multimedia decise di sviluppare un ritorno del suo iconico marsupiale, dando alla luce il reboot chiamato “Kao the Kangaroo”. Il titolo, uscito nel 2022, ebbe obiettivamente abbastanza successo, presentando delle recensioni miste o comunque discrete. Il reboot si presta come un platform 3D molto divertente e giusto in termini di qualità prezzo; per quanto riguarda invece gli aspetti negativi, esso pecca di originalità e di contenuti, tamponati da una raccolta di oggetti collezionabili.
Kao the Kangaroo non è stata una serie videoludica molto famosa. Non ha avuto un successo globale come altri classici, ma ha trovato una piccola fetta di popolarità in Europa. Nonostante la sua poca riconoscibilità, il canguro polacco è stato spesso confrontato con figure cardine dell’industria videoludica, come Crash Bandicoot e Spyro, due personaggi molto iconici e conosciuti a livello mondiale. Tate Multimedia ha dimostrato alla piccola fetta di fan ancora oggi presente che Kao non è sparito, bensì rinato dalle ceneri proprio per loro.
Fonte immagine in evidenza: copertina del trailer di Youtube, GOG.

