Macchine di Rocket League: le differenze in gioco

Macchine di Rocket League: le differenze in gioco

Nel 2015, arriva sulle console principali un gioco che si potrebbe definire unico nel suo genere, Rocket League. Il titolo unisce il calcio e la guida acrobatica di macchine per ottenere come risultato una pseudo partita di calcio, con un campo da gioco, una palla e due porte. Venne sviluppato da Psyonix e successivamente inglobato da Epic Games, ed è ritenuto come uno dei giochi competitivi più famosi e importanti della storia dell’eSport. L’obiettivo in partita è segnare più goal rispetto alla squadra avversaria, guidando però delle macchine capaci di volare e raggiungere velocità estreme attraverso l’uso del propulsore, ottenibile sul campo di gioco. Il titolo è basato interamente sulle abilità dei giocatori ma la curva di apprendimento è rapida, specialmente per i più determinati. Oltre questo, il gioco è gratuito e disponibile per ogni piattaforma esistente ed offre una personalizzazione del proprio veicolo molto ampia, aggiungendo antenne, scie, turbo, ruote e decalcomanie personalizzate. Le macchine di Rocket League sono il punto d’interesse di ogni giocatore.

Le differenze poco chiare

Hit box di Rocket League (Screenshot tratto da Youtube, Wayton Pilkin)

Ogni macchina presenta un assetto diverso che la distingue dalle altre. La velocità è la stessa per ogni veicolo, ma la grandezza e la forma incidono molto sulla “hit box”. Per intenderci, quest’ultima è una forma invisibile che rappresenta l’area di collisione di un veicolo a contatto con il pallone. Non si tratta di un elemento estetico, bensì di un fattore cruciale e tecnico. La hit box permette ai giocatori di capire come la macchina interagisce con il pallone, se una macchina è più o meno semplice da usare durante il controllo della palla sul tettuccio, e quale vettura conviene scegliere in base al proprio stile di gioco. Esistono dunque diverse tipologie di hit box: Octane, Dominus, Plank, Hybrid, Breakout e Merc. Se qualcuno decidesse di giocare la modalità libera, non avrebbe alcun tipo di problema, in quanto nelle partite libere ci si diverte e non si gioca per salire di rango, come nelle competitive. Se si vuole giocare più seriamente, la scelta della macchina non è da prendere alla leggera, ci vogliono sessioni di prova o di allenamento per capire se si è più o meno capaci di utilizzare una hit box specifica. Nella stragrande maggioranza dei tornei eSport si tendono a vedere più Octane e Fennec, molto meno frequenti le Batmobile. Le prime due posseggono una forma quasi squadrata e bilanciata, utile per vincere i contrasti e per tutte le posizioni in campo. L’ultima, invece, si presenta larga, più bassa, utile per il controllo sul tettuccio e più semplice da usare per i flip reset in aria. 

Nonostante possano sembrare difficili da comprendere, le hit box sono più semplici di quanto si pensi, se testate in campo. Rocket League diverte anche per questo. Un gioco che apre le porte ai casual gamers e agli amanti del gioco competitivo.

Fonte immagine in evidenza: trailer di Youtube, Rocket League.

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