Portal 2: perché in due è meglio | Recensione

Portal 2: perché in due è meglio | Recensione

Valve quando fa qualcosa, deve per forza essere qualcosa di nuovo, o comunque inserire abbastanza novità da essere perfettamente distinguibile dai suoi prodotti precedenti. Per questo un sequel o un prequel di un gioco Valve o una IP nuova sono molto rari. Portal 2 infatti arrivò come un fulmine a ciel sereno, con un mare di novità per la serie.

Well here we are again

Portal 2 è un puzzle game in prima persona sviluppato e pubblicato da Valve Corporation nel 2011 su Steam, Xbox 360 e PlayStation 3. Il gioco offre due campagne diverse, una in giocatore singolo in cui riprenderemo il controllo di Chell, ancora all’interno di Aperture Science che cercherà di fuggire con l’aiuto di Wheatley.
La compagna multiplayer è una modalità cooperativa che riprende subito dopo la fine della campagna in singolo, in cui prenderemo il controllo di due automi, Atlas e P-body, nel corso di alcuni test che porteranno a qualcosa di più.

Cara mia, addio

Portal 2: perché in due è meglio | Recensione
Parte dei puzzle sono verticali, portandoci a guardare le stanze da una diversa prospettiva.

Oltre ad offrire nuovi twist ed elementi di trama, Portal 2 porta al giocatore nuovi elementi puzzle su cui dover ragionare. Uno tra questi sono quattro gel: il repulsion gel, di colore blu, che farà da trampolino; il propulsion gel, di colore arancione, che ci farà guadagnare molta velocità mentre siamo su di esso; il conversion gel, di colore bianco, che se usato su superfici sulle quali non possiamo usare i portali, le renderà in grado di supportarli; il cleansing gel, che sembra acqua, serve a cancellerà i gel. Questa è solo una delle aggiunte, ma anche solo questa amplia tantissimo la varietà di soluzioni e di possibilità all’interno del gioco.
La cooperativa, invece, aumenta il numero di portali a quattro, uno di entrata e uno di uscita per ogni giocatore e bisognerà comunicare per risolvere i vari puzzle all’interno di questa campagna. Creare un puzzle game è già difficile di suo, un puzzle game cooperativo è anche peggio, ma Valve è riuscita in questa impresa.

Esploreremo parte delle fondamenta di Aperture Science e scopriremo parte dei suoi segreti, come il suo fondatore, Cave Johnson e della sua assistente, Caroline. Il doppiaggio e le linee di dialogo continuano ad essere parte di ciò che rende il gioco unico nel suo genere, con una scrittura da fare invidia ad altri colossi del mondo videoludico, la direzione del level design, di alcune scene e della parte finale rendono Portal 2 una perla che ancora oggi non pare voler invecchiare minimamente, per non parlare di una colonna sonora ancora brillante e un’altra canzone, con la quale il gioco ci saluterà, almeno fino all’inizio della campagna coop, e che ancora oggi emoziona i videogiocatori.

Portal 2: In conclusione

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Wheatley ci accompagnerà per parte dell’avventura e potrebbe aiutarci a proseguire.

Oltre ai gel e alla cooperativa ci sono tanti elementi nuovi, tra componenti puzzle e di trama, che preferirei evitare di spoilerare a chi non ha ancora provato, perché anche a distanza di quasi 15 anni, Portal 2 è uno dei migliori videogiochi che ci siano in ogni suo elemento. È un pacchetto confezionato perfettamente in ogni suo aspetto e spero onestamente che chi non l’ha ancora provato, anche chi non è fan dei puzzle game, gli dia una possibilità di cambiargli la vita, così come ha fatto con me.

Fonte immagini di copertina e nell’articolo: Pagina Steam del gioco

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