Recensione di Copycat: un’imperdibile avventura felina

Recensione di Copycat

Il 19 settembre 2024 è la data di lancio del titolo indie di Spoonful of Wonder che vi stupirà piacevolmente. Se siete amanti dei gatti o semplicemente apprezzate storie emozionanti e coinvolgenti, questo gioco potrebbe essere la sorpresa dell’anno che non potete perdervi. Ecco la recensione di Copycat.

Copycat ci introduce nel mondo di Dawn, una gattina adottata da Olive, un’anziana signora che cerca compagnia dopo la scomparsa della sua precedente mici. La trama si infittisce quando la vecchia Dawn ritorna, mettendo la nostra protagonista in una situazione delicata, ricca di emozioni contrastanti. Il gioco è vissuto completamente attraverso gli occhi e le emozioni del gatto, che gli autori provano a reimmaginare con pensieri, sogni e messaggi criptici che appaiono direttamente nell’aria.

Gameplay semplice ed efficace: tra Heavy Rain e Grim Fandango

Sarebbe difficile paragonare Copycat ad altri videogiochi; la definizione migliore è quella di avventura grafica. È meno difficile di Monkey Island, in quanto non si possiede un inventario o oggetti da trovare e utilizzare in determinati posti, ma è più esplorativo di Heavy Rain, il quale, pur essendo un’avventura grafica, offre molta meno libertà ed è molto più lineare di Copycat. Il suo “cugino” Stray, con il quale è stato spesso paragonato prima dell’uscita, è completamente diverso per ambientazioni, storia e tipo di gameplay, fatta eccezione per il protagonista.

In questa recensione di Copycat vi diciamo che nel gioco si corre, si salta, si esplora, ci sono parti stealth e piccole parti action. Insomma si vive l’avventura che potrebbe essere facilmente traslata in un film. La libertà offerta al giocatore è apprezzabile, con la possibilità di esplorare la casa di Olive e il quartiere circostante alla ricerca di segreti e oggetti nascosti. Sebbene la trama segua un percorso lineare, le scelte che farete influenzeranno piccoli dettagli e dialoghi, rendendo ogni partita unica nel suo genere, grazie alla possibilità di scegliere tra 6 gattine (che hanno come unica differenza il manto). È necessaria una seconda partita per sbloccare tutti gli achievements.

La parte narrativa è vissuta a 360 gradi attraverso gli occhi e i pensieri di Dawn. La gattina pensa in prima persona tramite scritte che leggiamo nell’aria. Quando dorme, invece, immagina di essere una pantera e possiamo giocare nei suoi sogni. Qui è il narratore di un documentario sullo stile di National Geographic che descrive le possibili azioni o i pensieri di Dawn. 

Recensione di Copycat: un capolavoro visivo e sonoro

Graficamente Copycat è un gioiello unico nel suo genere nel panorama indie. Gli ambienti sono curati nei minimi dettagli, con texture che rendono giustizia ai materiali e un’illuminazione gestita a livello cinematografico. Crea atmosfere suggestive, sia di giorno che di notte che nei livelli del sogno, è luminosa nelle parti positive, e scura nelle parti minacciose e riflessive del gioco. Le animazioni di Dawn sono realistiche e catturano perfettamente i movimenti aggraziati (e a volte goffi) dei nostri amici felini. I dettagli difficili da realizzare nei giochi (come erba ed acqua in movimento) stupiscono per cura e realismo.

In questa recensione di Copycat non si può dimenticare la colonna sonora, composta da Daniel Bunting, accompagna magistralmente l’avventura, con alcuni Daniel Bunting che hanno un crescendo in linea con la tensione che cresce mentre la storia prosegue. I suoni ambientali, come il miagolio di Dawn o il rumore della pioggia sulle strade, aggiungono ulteriore profondità all’esperienza di gioco. Una chicca: i miagolii dei gatti vengono dalla vera gatta della co-autrice del gioco.

Un team di talento dietro le quinte

Spoonful of Wonder è composto da Samantha Cable e Kostia Liakhov, due creativi con una vasta esperienza nel campo dell’animazione, della scrittura e della direzione artistica. Samantha, talentuosa scrittrice e sceneggiatrice, ha lavorato su numerosi progetti che spaziano dai cortometraggi ai libri per bambini. Kostia, regista e direttore artistico, vanta una notevole esperienza nel dare vita visiva alle storie attraverso il suo occhio attento ai dettagli e alla composizione estetica. Le caratteristiche e le passioni del  duo si riflettono in Copycat rendendolo un progetto che effettivamente ricorda più un racconto interattivo o un film piuttosto che un gioco, come del resto capitava con le bellissime avventure grafiche anni ’90. 

Recensione di Copycat: riflessioni finali

Copycat non dura molto: tra le 3 e le 5 ore di gioco a seconda di quanto vorrete perdervi nei vari ambienti prima di proseguire la storia, con una seconda o terza partita necessarie per tentare scelte differenti durante l’avventura o cercare di centrare obiettivi mancati nella prima partita. La durata non è un difetto ma un pregio in quanto non è solo un gioco (e non è solo per gli amanti dei gatti). Lo scopo degli autori è raccontare una bella storia usufruendo di un medium differente dal solito, creandola e narrandola in un videogame. Speriamo che il successo del gioco porti a future espansioni o magari a un sequel.

Con un prezzo accessibile, 14,99 al lancio, è disponibile dal 19 settembre 2024 su PC (Steam), Xbox One e Xbox series X/S, PlayStation 4 e 5, Nintendo Switch e Mac. 

Le immagini presenti nell’articolo provengono direttamente dal gioco, gentilmente fornito dagli autori in occasione di una prova per la stampa.

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