Amore a prima vista: recensione del romanzo di Margaret Storm Jameson

Amore a prima vista recensione del romanzo di Margaret Storm Jameson

Arriva in Italia “Amore a prima vista”, il secondo capitolo della famosa trilogia letteraria di Margaret Storm Jameson, grande scrittrice femminista inglese

Un romanzo “poderoso”

Londra, 1924. Hervey Russell è una giovane donna con “grandi occhi guardinghi, fronte prominente, mascella squadrata, lunga bocca e naso ben fatto e insolente“: è lei la protagonista di “Amore a prima vista”, il “poderoso” romanzo di Margaret Storm Jameson, 446 pagine di stile scorrevole e storia conturbante, pubblicato in Italia da Fazi Editore nell’ottima traduzione di Velia Februari.

Il titolo originale è “Love in Winter” ed infatti anche la stagione invernale ha un ruolo rilevante all’interno del lungo racconto ambientato nella magnifica capitale inglese, alle prese con le sfide e le difficoltà del primo dopoguerra: Londra fa da background ad una storia d’amore che nasce in un inverno difficile, in un clima post-bellico con tutti i problemi socio-economici che il conflitto mondiale ha creato, acuito e non risolto.

La trama di “Amore a prima vista”

Hervey è sposata con un uomo che non ama e con cui ha però un figlio, che per la giovane eroina rappresenta la cosa più preziosa di tutta la vita. Lavora come redattrice per la “London Review” e per niente al mondo rinuncerebbe a quel lavoro, dove deve avere quotidianamente a che fare con la capricciosa proprietaria della rivista letteraria.

Un giorno d’inverno, però, Hervey ritrova un cugino di cui aveva, in un certo senso, “perso le tracce”. Nicholas Roxby è reduce in prima persona dei postumi e dei traumi scaturiti dalla guerra e per tanti versi è un uomo completamente diverso rispetto a quello che era prima: da entusiasta, affascinante e pieno di vita è diventato adesso disilluso, viziato e disincantato. È qui che entra in gioco la scelta del titolo italiano del romanzo, laddove l’amore, che scatta “a prima vista” tra Hervey e Nicholas, supera l’inverno in cui è nato, destinato al prosieguo delle stagioni da affrontare.

Nel 2019 Fazi Editore aveva già portato in Italia il primo volume della trilogia: “Company Parade, scritto dalla Jameson nel 1934.

Love in Winter” ne è la continuazione e fu pubblicato a Londra nel 1935. C’è perciò da aspettarsi che nel 2021 uscirà anche il terzo capitolo della trilogia, redatto nel 1936 con il sintomatico titolo “None turn back”, e che in italiano potrebbe essere reso con un “Nessuno torna indietro” o con un più lapidario “Nessuno torna sui propri passi”.

L’autrice

C’è di certo un che di autobiografico nei romanzi di Margaret Storm Jameson; lei stessa, infatti, è stata in balia di alcuni degli stessi dilemmi che attanagliano la sua protagonista Hervey. Una donna madre che lavora e si batte per i diritti delle donne, per il principio di creatività e riflessione versus quello della produttività veloce che ambisce a sovvertire l’ordine della serietà del mondo letterario ed umano. Dopo la trilogia firmata col suo proprio nome, privo di quello “da sposata” acquisito convolando a nozze col marito anch’egli autore, Margaret Storm Jameson pubblicò, nel 1937 e nel ‘38, altri tre romanzi con pseudonimi maschili. Divenne poi presidente della sezione inglese dell’Associazione Letteraria Internazionale PEN nel ‘39, attivissima nell’aiutare scrittori rifugiati. Fu fondatrice dell’Unione per l’Impegno della Pace. Rimase talmente toccata dalla lettura del “Diario” di Anna Frank da voler scrivere un’introduzione densa e ragionata all’edizione britannica pubblicata nel 1952. All’Università di Leeds, dove fu la prima donna a laurearsi in inglese, ora esiste una “Storm Jameson Court” intitolata alla brillante studentessa che ha precorso i tempi.

Hervey, la protagonista di “Amore a prima vista”, riflette sui rapporti interpersonali e sui legami sociali con una pervicacia così lungimirante da essere ancora attuale. Sarà importante seguire le vicende che, a lettura ultimata di questo secondo volume, restano aperte e come in sospeso e troveranno un nuovo inizio nel terzo e ultimo capitolo della trilogia. Per scoprire chi è il nessuno che non torna mai indietro, ma di sicuro avrà sempre la forza e la dignità di ripercorrere, semmai a tentennamenti, i propri – tenacemente lungimiranti – passi.

 

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A proposito di Giulia Longo

Napolide di Napoli, Laurea in Filosofia "Federico II", PhD al "Søren Kierkegaard Research Centre" di Copenaghen. Traduttrice ed interprete danese/italiano. Amo scrivere e pensare (soprattutto in riva al mare); le mie passioni sono il cinema, l'arte e la filosofia. Abito tra Napoli e Copenaghen. Spazio dalla mafia alla poesia.

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