Cielo nocturno di Soledad Puértolas | Recensione

Soledad Puértolas Villanueva, nata a Saragozza il 3 febbraio 1947, è una famosa scrittrice e docente spagnola laureata in giornalismo e con un Master in lingua spagnola e portoghese presso l’Università della California. Dal 2010 è docente presso la Real Academia Española. La scrittrice è soprattutto conosciuta per i suoi romanzi, racconti e saggi, e ha ottenuto diversi premi letterari per le sue opere. Puértolas ha scritto numerosi libri che esplorano temi come le relazioni umane, la solitudine, l’amore e la ricerca di identità. Alcuni dei suoi romanzi più noti sono “Burdeos” (1986), “Si al atardecer llegara el mensajero” (1990), “Días del Arenal” (1992) e “Una vida inesperada” (2000). Ma tra i suoi romanzi più celebri occupa sicuramente un posto di grande rilievo il libro intitolato “Cielo nocturno”.

Cielo nocturno, pubblicato nel 1991, è un libro in cui viene approfondita l’esplorazione di quegli episodi dell’infanzia, dell’adolescenza e della prima giovinezza che caratterizzano il passato di ognuno di noi. Durante questo processo, ovvero il passaggio da queste fasi, fino ad arrivare alla vita adulta, si mantiene particolarmente attivo il conflitto tra il mondo esteriore e il mondo interiore, dovuto alla necessità di acquisire una libertà personale.

Cielo nocturno: la trama

Nel romanzo Cielo nocturno, il filo che tiene insieme tutto il racconto è senza dubbio costituito dalle relazioni della protagonista/narratrice con una famiglia di alto livello della città: i Moraleda. Tuttavia, anche le relazioni che instaurerà con altre persone nel coso della sua vita le permetteranno di diventare la persona che sarà.

Cielo nocturno sottolinea soprattutto l’importanza delle esperienze negative, delle relazioni difficili e degli inconvenienti della vita. È in particolar modo grazie a queste sfide che a ciascuno di noi viene data la possibilità di migliorare e di imparare dai propri errori.

Il racconto inizia con la protagonista che ricorda in maniera nostalgica la sua infanzia e in particolare la sua routine di ogni giorno. Andando avanti con la storia, assistiamo ai diversi incontri avuti dalla protagonista. Tra i più rilevanti: le sue zie Inma e Magda, lo zio Cosme, la professoressa Carmen Gomez Moraleda, Don Rafael, suo cugino Moncho, il suo primo fidanzato Mauricio, il giovane e affascinante Carlos e tantissimi altri.

Il titolo stesso, “Cielo nocturno”, suggerisce un’atmosfera di mistero e di riflessione notturna, che si riflette nel tono e nell’ambientazione del libro. Inoltre, il titolo fa riferimento ad un episodio specifico vissuto dalla protagonista: la visita ricevuta da sua zia Imna. Una notte, la protagonista intavola una conversazione con sua zia. Le due parlano della vita e dei drammi familiari passati, finendo per esprimere la propria indignazione nei confronti della crudeltà e dell’ipocrisia della società. Mentre osservano la luna piena dalla finestra, la protagonista riflette sul proprio modo di relazionarsi con gli altri.

In quel momento, per la prima volta in assoluto, sente una profonda connessione con sua zia e si sente realmente capita, lasciandosi sommergere dall’immensità del “Cielo nocturno” e dal rumore del mare, trovando rifugio di fronte alla complessità della vita.

 

Fonte dell’immagine di copertina: Amazon.

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