“Cuore di Tenebra”, in inglese Heart of Darkness, è un romanzo scritto da Joseph Conrad e pubblicato nel 1899. È considerato una delle opere più importanti della letteratura modernista, e rappresenta una feroce critica all’imperialismo ed al colonialismo. Il libro è ispirato alle avventure di Conrad, polacco naturalizzato britannico, come marinaio, in particolare al suo viaggio in Congo nel 1890.
Analisi dei personaggi principali: Marlow e Kurtz
| Caratteristica | Charles Marlow | Signor Kurtz |
|---|---|---|
| Ruolo | Narratore e capitano di battello. | Commerciante d’avorio e “divinità” locale. |
| Evoluzione | Crescita interiore e scoperta degli orrori. | Degenerazione morale e follia. |
| Rapporto con l’ombra | Resiste all’oscurità del Congo. | Soccombe totalmente alla tenebra. |
| Atteggiamento | Ironico verso l’ideologia occidentale. | Dominante, carismatico, ossessivo. |
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La storia è strutturata come un racconto narrato da Marlow, un marinaio, ad un gruppo di uomini che viaggiano con lui su una barca sul Tamigi. Marlow ricorda il suo viaggio lungo il fiume Congo, dove lavora come capitano per una compagnia commerciale belga, e la sua brutale discesa nel “Cuore di Tenebra”. Il suo obiettivo è ritrovare il signor Kurtz, un commerciante di avorio dalla reputazione senza pari. È un uomo venerato sia dai “bianchi” sia dai “selvaggi”, qualcuno che controlla gli altri come una divinità, grazie al suo straordinario carisma.
Man mano che Marlow si addentra nel fiume deve affrontare non solo gli orrori causati dalla colonizzazione, ma anche la profonda corruzione e l’oscurità che si annidano nel cuore stesso degli esseri umani.
Luce ed ombra in Cuore di Tenebra
La contrapposizione tra luce ed ombra è una delle tematiche principali in “Cuore di Tenebra”. Il capolavoro di Joseph Conrad è una forte critica al sistema coloniale di quegli anni, e questa contrapposizione agisce proprio come mezzo per smascherare l’ipocrisia del mondo occidentale, che si atteggia a portatore di civiltà e si autoassegna la missione di dover dominare e gestire quel mondo ancora selvaggio che è l’Africa. La luce di cui parla Conrad è una falsa luce, proprio nel primo capitolo Conrad ci tiene a sottolineare che Londra, cuore del processo coloniale, era anch’essa un posto ricolmo di oscurità prima che vi venisse portata la civiltà dai romani. Quello che a primo impatto può sembrare l’epicentro della ragione e della civilizzazione, è in realtà uno dei posti più bui della terra, le cui gesta altro non portano che terrore e brutalità in quello che viene propriamente chiamato il “Cuore di tenebra”, ovvero la giungla del Congo nel quale il nostro protagonista si avventurerà, e che gli permetterà di capire la forte ipocrisia ed ignoranza che caratterizza il pensiero coloniale, nonché l’assurdità che si cela nel voler dominare un posto selvaggio e fondamentalmente diverso da tutto ciò che l’occidente è.
I personaggi di Cuore di Tenebra
Marlow, il protagonista del romanzo, è il mezzo principale attraverso il quale viene smascherato il folle pensiero dell’ideologia occidentale. Marlow è caratterizzato da una forte ironia, che egli utilizza costantemente nel corso dell’opera proprio come mezzo per sottolineare il suo pensiero sull’imperialismo britannico, folle e sconsiderato, e che cerca di dominare popolazioni “leggermente diverse da noi poiché possiedono nasi leggermente più piatti dei nostri”.
Quello che per Marlow nasce come uno dei tanti viaggi di lavoro, si trasforma in un processo di crescita, di riscoperta interiore e di realizzazione degli orrori portati avanti dall’uomo occidentale. Questo processo di crescita è particolarmente evidente nel momento in cui compariamo Marlow a Kurtz, altro fondamentale personaggio dell’opera per il quale Marlow, inizialmente, nutre forte rispetto. Marlow non conosce Kurtz agli inizi del suo viaggio, ma lo rispetta fortemente grazie alle descrizioni giuntegli da persone che vi sono state in contatto e che lo hanno definito come un uomo simbolo del colonialismo, meritevole del rispetto ed ammirazione degli uomini occidentali e degli stessi uomini colonizzati. Tuttavia, la realtà è ben altra: Kurtz è un folle, un uomo che è stato profondamente corrotto ed indotto alla pazzia dall’ambiente che egli stesso ha fortemente cercato di dominare, e che lo ha rapidamente fatto degradare in un uomo privo di ragione e dominato dai suoi stessi desideri di grandezza e potere, rivelatisi poi fatali.
L’orrore! L’orrore!
Le parole finali di Kurtz sul suo letto di morte “L’orrore! L’orrore!” sono proprio simbolo dell’effetto che il selvaggio Cuore di Tenebra ha sugli uomini che cercano di controllarlo.
Quelle due parole racchiudono tutto ciò che Kurtz ha vissuto durante il suo soggiorno nel Cuore di tenebra: come questo luogo selvaggio lo abbia cambiato in peggio e lo abbia infine condotto alla sua rovina e, infine, alla sua morte. Il significato di queste parole è ambiguo: potrebbero esprimere rimorso, consapevolezza, un momento di lucidità in cui egli si vede per ciò che è realmente diventato. Si vedeva come un Dio, e anche gli altri lo vedevano così. Aveva il controllo totale della sua stazione, del suo avorio e dei nativi, che lo trattavano come una divinità; eppure è impazzito ed è morto, soccombendo all’oscurità di questo luogo giudicante e vendicativo.
Anche in questa breve citazione finale vediamo il contrasto con Marlow. Marlow riesce a resistere al Cuore di Tenebra, poiché torna a casa malinconico, ma vivo e mentalmente sano. Il fatto che quelle parole siano state l’ultimo sussurro di Kurtz è piuttosto importante, perché rappresenta il culmine della sua follia, mentre muore con pensieri negativi che gli tempestano la mente. Dall’altra parte, Marlow, che ha mantenuto la propria sanità mentale, quando deve riferire quelle parole alla promessa sposa di Kurtz, mente intenzionalmente, dicendo alla donna che le ultime parole di Kurtz sono state il suo nome, per darle pace ma soprattutto per restituire a Kurtz un po’ della sua dignità, sottolineando al contempo quanto Marlow sia un uomo buono, capace di andare contro i propri ideali per il bene degli altri.
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