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Eroica Fenice

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Cuorineri – Il Direttore, il romanzo/inchiesta di Simona Pino d’Astore (Recensione)

In una Brindisi spezzata dall’inopia e dalle ingiustizie, la camorra fa il suo corso conducendo battaglie sanguinose e violente per ottenere il dominio sul territorio. Ma la speranza di riuscire a risorgere può, a volte, essere più forte di qualsiasi crimine. Nelle librerie il primo romanzo/inchiesta di Simona Pino d’Astore Cuorineri – Il Direttore, pubblicato dalla Graus Editore per la collana Black Line.

Brindisi, come una qualsiasi città soggiogata dalla violenza incontrastata e senza scrupoli della malavita organizzata, è lo sfondo, e fulcro dominante, del romanzo di Simona Pino d’Astore. A raccontare la città sono in prima persona i tre camorristi Franco Altavilla, detto “14”, Luigi Narcisi “il Pazzo” e Luigi Patisso “il Direttore” (personaggi reali ai quali Simona Pino d’Astore ha chiesto di raccontare la loro storia). Storie personali alternate a capitoli in cui l’autrice narra, anche se in maniera romanzata per alcuni avvenimenti e personaggi inventati, meccanismi della criminalità brindisina ma estesa a tutto il territorio pugliese.

Cuorineri – Il Direttore, il romanzo/inchiesta di Simona Pino d’Astore

Simona Pino d’Astore nasce proprio a Brindisi, dove vive con la sua famiglia svolgendo la professione di giornalista e interessandosi alle dinamiche politiche e di criminologia legate a questa grossa fetta della società, che tutti tentiamo di nascondere e di mettere da parte ma che vive incontrastata nei nostri vicoli. Con questo romanzo però l’autrice tenta di dare una lettura che potrebbe essere definita della “speranza” e della giustizia, dove non è utopico affermare che cambiare è possibile. Infatti, alternando i momenti di inchiesta – condotti seguendo il focus di “Gomorra” di Saviano (diversi territori ma stessa criminalità) – a quelli della vita personale dei camorristi, Simona Pino d’Astore, lasciandosi ispirare da fatti realmente accaduti, prova a spiegare le motivazioni che possono spingere un criminale a diventare tale. La povertà in primis, un quartiere degradato che non offre sbocchi di divagazione ad un bambino solo che non è seguito dai propri genitori, i quali non tentano di salvare il proprio figlio da un’esistenza fatta di inopia e assenza, ma anzi infondono in lui odio e violenza.

Così, rubare o fare del male al prossimo sembra essere l’unica via d’uscita, mentre il desiderio folle di ottenere tutto, soldi e potenza, diventa sempre più forte e sentito, trasforma la propria anima, ti spinge ad entrare nel mondo della camorra senza più poterne uscire, sperando e credendo davvero di poter avere protezione e una vita facile. In alcuni capitoli emergono invece storie di una quotidiana giornata di un aspirante camorrista che tenta di farsi strada ed essere accettato o solamente essere il primo su tutti, attraverso uno smercio di sigarette di contrabbando o compiendo una rapina in banca o chiedendo appoggio al sindaco o all’assessore corrotto di turno in cambio di favori politici. E quando la latitanza o la carcerazione è l’unica azione da compiere, nel romanzo emergono le sensazioni dei personaggi come quella di resa nei confronti di un destino già compiuto, che è al di sopra anche dell’amore verso la propria compagna (una “vedova bianca”) e dei sensi di colpa verso ciò che un giorno il proprio figlio, da grande, saprà del padre.

Come afferma anche l’autrice, Cuorineri – Il Direttore vuole essere un romanzo di redenzione ma anche avere una valenza sociale: anche se non si può dimenticare ciò che la criminalità organizzata compie intorno a noi, anche a sentire i numerosi fatti di cronaca, il finale spinge a poter credere che sia possibile un mondo migliore, una speranza che provenga dagli stessi uomini che hanno contribuito al male.

Ilaria Casertano

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