Dante enigma: il romanzo-evento di Matteo Strukul

dante enigma

Dante enigma (Newton Compton editori), romanzo storico nato dalla penna di Matteo Strukul, noto ai più per essere l’autore della saga “I Medici“, a poco più di un mese dalla data di uscita, è già in vetta alle classifiche di vendita.

Ambientato nella Firenze di fine Duecento, Matteo Strukul si muove nell’arco temporale delle sanguinose lotte tra guelfi e ghibellini, che culmineranno nella famosa battaglia di Campaldino. A guidare le scelte di Corso Donati, capo guelfo alla guida di Firenze, fu la morte dell’alleato conte Ugolino della Gherardesca, imprigionato dal vescovo Ruggieri degli Ubaldini  nella Torre della Muda a Pisa insieme ai figli e ai nipoti. È da questo momento che Dante si ritrova ad essere fenditore, attivo in prima persona in una guerra che lo porterà sul campo di battaglia di Campaldino, dove sarà testimone di atroci tormenti e crudeltà umana. Da questo punto di vista, si può dire che “Dante enigma” racconti la prima discesa  negli Inferi del Sommo. Un Inferno in terra, generato dalla sete di sangue e potere degli uomini.  

Dante enigma: l’inedita faccia del padre della Commedia

Quando pensiamo a Dante Alighieri, l’immagine che si staglia nella nostra mente è quella di un uomo maturo, vestito di rosso e coronato d’alloro, con il profilo aquilino e lo sguardo severamente magnetico. Questa immagine cristallizzata nel tempo, tuttavia, non è quella che traspare dal romanzo di Strukul, il quale preferisce restituirci un quadro inedito e sicuramente meno idealizzato del poeta che ha contribuito alla nascita della lingua italiana. Al centro di Dante enigma, infatti, non è il poeta, ma il giovane uomo diviso innamorato di Beatrice ma sposato a Gemma Donati, desideroso di raggiungere la fama grazie alla sua penna ma, allo stesso tempo, animato dalla volontà di servire la Patria con le armi. Particolarmente interessanti sono il rapporto con la moglie legittima e l’amicizia, forse solo immaginaria, con Giotto. Il legame tra questi due uomini geniali, sebbene non storicamente accertato, è descritto come una comunanza di spiriti e di intenti, oltre che di attitudini artistiche. Giotto e Dante sono entrambi degli spiriti innovativi, si può quasi dire che Strukul li descriva come anime gemelle. Non si può dire lo stesso, invece, per la relazione tra Dante e Gemma.  Quest’ultima viene descritta come una donna bellissima e innamorata del marito, eppure totalmente abbandonata a se stessa, costretta a combattere contro il fantasma di un amore idealizzato. Tuttavia, una cifra distintiva della Gemma descritta in Dante enigma, è sicuramente la caparbietà, grazie alla quale riuscirà, almeno in parte, a ritagliarsi un posto nel cuore del Sommo, pur non essendo in grado di scalzare completamente da esso l’immagine di Beatrice. A proposito della “donna gentile”, sebbene essa sia spesso presente nella mente di Dante, come una sorta di retropensiero, in realtà non ha grande spazio nel romanzo: è un personaggio privo di spessore, persino privo di sembianze fisiche, come fosse puro spirito pur essendo, all’epoca dei fatti, ancora viva. Anche un altro personaggio fondamentale, Guido Cavalcanti, resta in secondo piano, protagonista solo di qualche fugace apparizione. Queste due assenze importanti si possono ben comprendere se partiamo dal presupposto che l’intento fondamentale dell’autore è quello di descrivere la visione del mondo di Dante, le sue amicizie, le sue paure più profonde e i suoi drammi esistenziali, legando il tutto al contesto storico e sociale, per evidenziare ancora una volta l’uomo che si cela dietro al mito: le lotte intestine tra le città toscane, la discesa in Italia di Carlo II d’Angiò, le alleanze e i tradimenti fanno da contorno al tentativo di entrare nella mente del ventiquattrenne Dante, alle prese con i primi esperimenti poetici, preludio ai versi che lo immortaleranno come padre dello Stilnovo, assieme all’amico Cavalcanti. 

Considerazioni finali

Dante enigma è un romanzo con numerosi punti di forza, a partire dall’accuratezza delle ricostruzioni storiche, passando per la caratterizzazione, molto ben riuscita, di tutti i personaggi. Tuttavia, una scrittura talvolta eccessivamente pesante rende la lettura non sempre agevole. Il libro è comunque una piacevole lettura per gli amanti del romanzo storico e per chi abbia la curiosità di sbirciare nella mente del più grande poeta di sempre. 

Fonte immagine copertina: Newton Compton editore

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A proposito di marianna de falco

Marianna è nata ad Avellino 28 anni fa, si è laureata in Filologia Classica. Ama la musica, i cani, il gelato e la scrittura. Ha sempre con sé un taccuino per poter appuntare i suoi pensieri volanti

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