Resta con me, il secondo romanzo di Elizabeth Strout

Resta con me di Elizabeth Strout

“Resta con me” è un romanzo di Elizabeth Strout, scrittrice statunitense, vincitrice del premio Pulitzer per la Narrativa nel 2009, grazie al suo libro Olive Kitteridge (2008).

“Resta con me”, pubblicato da Fazi Editori, è un romanzo ambientato nel Maine degli anni cinquanta con un protagonista assoluto, Tyler Caskey, una guida spirituale fuori dal comune: giovane, appassionato del suo insolito mestiere ed una famiglia modello (una moglie bellissima, attraente e due figlie intelligentissime).

In questa società solcata dagli anni ’50, dal suo bigottismo, dalla sua paura verso lo sconosciuto, il reverendo vive la sua vita tra sermoni studiati in maniera perfetta e predicando la parola di Dio. Ma in tutte le storie che sembrano condurre alla felicità, la nostra scrittrice, Elizabeth Strout, racconta di come un destino nato sotto una buona stella, alle volte, possa rispondere in maniera forte e lacerata alla vita. La moglie di Tyler muore, improvvisamente, sofferente, e la storia cambia.

Elizabeth Strout racconta, nelle sue lunghe pagine di una riflessione comune, di come l’uomo sia disposto a rispondere alla sofferenza.

Le due giovani figlie, percosse nell’animo dalla morte della madre, piccole, si fermano mute di fronte all’accaduto.

Tyler, da uomo saggio e sempre pronto, perde la sua reattività ed, immobile, cerca di trarre la sua salvezza.

“Quando un uomo si scopre completamente vile, malvagio e privo di valore, cade in una disperazione così profonda che gli pare del tutto ragionevole che ogni creatura in cielo e in terra si levi contro di lui. E perciò egli non desidera, non osa desiderare alcuna consolazione o sollievo. E colui che in un dato momento entra in un simile inferno, è al di là  di ogni consolazione”

Elizabeth Strout e “Resta con me”: sofferenza e religione

“Resta con me” è un romanzo di specchi interiori, l’autrice, prolissa per scelta nei suoi dialoghi interni, scruta il più profondo IO dei personaggi, cercando di scavare nell’interiorità più recondita degli stessi.

Quasi un romanzo di denuncia, “Resta con me” affronta la sofferenza legata in modo ineluttabile alla religione: alla ricerca di un qualcosa che forse non esiste per trovare la salvezza da un avvenimento triste, realmente accaduto.

La realtà che fa a “cazzotti” con l’irraggiungibile salvifica pietas.

In “Resta con me”, Elizabeth Strout racconta di una società sopraffatta dalla religione: pionieri completamente irrigiditi dalla religione protestante, una religione che però non risponde alle esigenze di un tragico evento e che forse non risponde proprio alla vita.

Tyler, perdendo completamente il suo mondo, quello in cui aveva creduto e quello che aveva raccontato alla sua società, finisce allora per chiedersi che fine faccia questa religione nel momento del bisogno. Poco e niente di questo conforto religioso resta, trovandosi a combattere con una realtà che lo conduce di fronte a mere menzogne, adulteri e malattie mentali.

Ma, “Resta con me”, conduce anche noi oltre i nostri confini, portandoci a chiederci cosa sia la religione e cosa la sofferenza, conducendoci nelle nostre più cupe piaghe dell’esistenza.

“Resta con me” è assolutamente frutto di un penna femminile che con la sua sensibilità ma anche con la sua forza affronta il lutto di una famiglia con la costante che la sofferenza forse sia inalienabile e nulla, e neanche la religione può lenirla.

Una maestra della letteratura novecentesca, Elizabeth Strout, che ci conduce nel romanzo alla ricerca della verità, la nostra, e forse smuove quei tasselli che da sempre hanno vacillato nella nostra esistenza.

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