Eroica Fenice

giuseppe fiorenza

Giuseppe Fiorenza, E DOPO ACCADDE (Recensione)

Giuseppe Fiorenza è l’autore di E DOPO ACCADDE, un avvincente romanzo noir, pubblicato nel 2018 da Ferrari Editore.

Di origine calabrese, oltre ad essere un valido scrittore, Giuseppe Fiorenza è il fondatore del Centro Barlaam, Biblioteca delle Letterature mediterranee.

La sua terra d’origine influenza, da sempre, la sua sensibilità e le sue storie fluttuano, ininterrottamente, tra passato e presente.

Recensione del noir di Giuseppe Fiorenza

La storia come la si insegna a scuola non ci consegna la Verità con la V maiuscola, ma una verità, ossia il punto di vista dei vincitori. Perciò, ciò che spesso appare come giusto o vero perché lo dice la Storia, può capitare che sia il contrario.

Giuseppe Fiorenza rispolvera un capitolo oscuro della Storia, che ha per protagonista un groviglio di corpi, in cui i morti si confondono con i feriti, e le urla dei feriti si confondono con quelle dei prigionieri, in una notte scura, quella del 5 giugno 1561.
Si tratta di pagine storiche che parlano di rantoli, grida, strepiti, pianti, singhiozzi, gemiti, urla di pietà, suppliche di perdono e fioche luci di lanterne.
L’autore riesuma carta ingiallita e consumata del Libro della Storia, nella quale si materializza un paese calabrese in fiamme, Guardia, che esala l’odore rovente, nauseante e rivoltante della carne umana bruciata.
È un tempo, questo, in cui non si muore solo di fame, ma anche di fede e di mancanza di fede.
I signori e i religiosi ufficiali sono spietati assassini, invasi dallo spirito del demonio, per cui considerano la vita degli altri mera merce di scambio, valida quanto le patate, un podere o un animale. Gli altri non hanno la libertà di pensare diversamente da loro. Gli eretici meritano la morte.

Giuseppe Fiorenza riscrive in ” E DOPO ACCADDE” la Storia intrecciando due epoche storiche totalmente differenti: il Cinquecento e il XXI secolo, mettendone in luce le contraddizioni e dando voce anche ai vinti.

Viene affidato a Michele, un paladino dell’informazione libera, l’incarico di ideare il più grande talk show al di fuori del circuito dei più importanti network nazionali, nella grande location della Mole Antonelliana, dal titolo “Una notte per la libertà”. Non riceverà in cambio una ricompensa in denaro. La posta in gioco sarà più alta: riavrà la figlia, dopo un anno dal suo rapimento.
Il rapinatore, chiamato “il Valdese”, prenderà parte allo show come pubblico ministero, Michele sarà il presidente del tribunale, gli imputati avvocati di loro stessi e un professore americano, che ha condotto degli esperimenti sulla reincarnazione, il perito d’ufficio.
Il programma da condurre sarà un evento epocale che lascerà una traccia nella Storia.
Andrà in onda la sera del 5 giugno 2011 e si parlerà della libertà e delle persecuzioni religiose. A Michele non è dovuto sapere nient’altro. Ma se c’è una cosa a cui non sa resistere Michele sono proprio le sfide.
Si assisterà al processo intentato dal Valdese per parlare di fatti accaduti cinque secoli prima.
Verrà puntato il dito contro Michele Ghislieri, Grande Inquisitore sotto il Papato di Paolo IV e Pio IV, Pedro Afan de Ribera, viceré del Regno di Napoli, quali mandanti, e contro Salvatore Spinelli, feudatario di Guardia. Gli altri imputati saranno il marchese di Fuscaldo, Valerio Malvicino, inquisitore del Sant’Offizio, e Ascanio Caracciolo, commissario speciale, quali esecutori delle stragi e degli omicidi commessi nel Cinquecento ai danni delle popolazioni valdesi, allora dette ultramontane, per aver professato una religione propria.

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Saranno presenti le loro anime reincarnate in persone vive e vegete sottoposte a un esperimento del professore Her, il famoso psichiatra americano, secondo il quale la coscienza dell’uomo non è legata al cervello, bensì a un’entità chiamata “anima”, ragion per cui continua a vivere dopo la morte, vagando fino a trovare un altro corpo che la ospita.
Nessuno avrà un avvocato, per la legge del contrappasso. Gli eretici processati e torturati, infatti, non hanno mai avuto un difensore. La giuria sarà il pubblico del programma in sala e quello a casa, che potrà votare con un sms al costo di 0,10 centesimi.

La penna di Giuseppe Fiorenza risveglia l’eros, quello esasperante e ripugnante, senza mai essere ampolloso o ridondante. Il sesso descritto in alcune pagine di questo romanzo non è mai surrealistico, né scontato.
Particolarmente riuscito il personaggio del Grande Inquisitore, il volto del Male, per il quale l’esecuzione degli eretici rappresenta il frutto del suo lavoro, dunque, un piacere puro.
Nel Grande Inquisitore s’incarna la soddisfazione del sadico nel veder soffrire le sue vittime.
Il motivo per cui indossa mutande imbottite è da ricercarsi nel suo perverso godimento nel vedere i corpi degli impenitenti avvolgersi nel fuoco mentre li riduce in cenere, e sentire al contempo il liquido caldo in mezzo alle gambe che gli inzuppa i mutandoni.

E DOPO ACCADDE è un noir in cui cupidigia, lussuria, sete di potere, superbia e prevaricazione fanno i conti con la giustizia, una bilancia che porta il peso di accuse e imputati.

È un libro dall’umore nero, sopra le righe, dalla scrittura fluida e coinvolgente che, accompagnata dal dialetto, riesce a richiamare visioni nette, con descrizioni precise ed evocative.

Assolutamente un libro da leggere quello di Giuseppe Fiorenza, per non dimenticare che la libertà di pensiero è un valore unico e invalicabile.

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