Il grido della rosa: il nuovo romanzo di Alice Basso

Il grido della rosa

Il grido della rosa è un avvincente romanzo dell’autrice Alice Basso, edito da Garzanti.

Trama

Torino, corre l’anno 1935. Da lì a qualche settimana uscirà il nuovo numero della rivista di gialli intitolata Saturnalia.
Anita è intenta a svolgere, come sempre, il proprio lavoro di dattilografa, un’occupazione che ama, per diversi motivi, forse anche di natura sentimentale. Completamente immersa nelle storie che si appresta a scrivere, impegnata con qualcosa che la rende ancora più felice, poiché questa volta scriverà di protagoniste donne: donne detective, belle e affascinanti, certo, ma soprattutto brave quanto i colleghi maschi. Un vero sogno che si realizza, per lei che non sopporta le restrizioni proprie del regime fascista.
Per lei, che costantemente ricerca indipendenza, uguaglianza, protezione per le ragazze madri che nella realtà nella quale vive sono fortemente bistrattate. A lei, che sa che quello che accade tra le pagine non può accadere nella realtà.
E così, quando Gioia, una ragazza madre, viene trovata morta presso la villa dei genitori affidatari di suo figlio, nonostante per tutti si tratti solo di un incidente, Anita intuisce sin da subito che la situazione è ben diversa da come appaia. La giustizia può nascondersi nei luoghi più impensabili: persino fra le pagine di un libro.

Il grido della rosa: tra desiderio di riscatto e verità

Un libro ben strutturato, che sottolinea la forte conoscenza (e documentazione) storica dell’autrice, Alice Basso. La narrazione si tinge di storia, o meglio, si ambienta in un periodo particolarmente difficile, fatto di restrizioni, costrizioni ed ingiustizie, dove tutto sembrava “normale”, nonostante non fosse assolutamente tale.
Nonostante la caratura “storica”, che viene fuori grazie ai diversi aneddoti e situazioni nelle quali è coinvolta non solo la protagonista del libro, ma anche i vari personaggi per così dire secondari, Il grido della rosa è un libro scorrevole, dallo stile semplice, che cattura l’attenzione senza troppe pretese.
Ciò che più colpisce, oltre ovviamente alla trama vera e propria, che dà dinamismo al romanzo, è la caratura dei personaggi.

Si legge della donna di classe, ma anche della prostituta, dell’intellettuale disincantato e di animi tormentati dai domi del regime fascista che inesorabilmente opprime qualsiasi forma di libertà.
Alice, la protagonista principale de Il grido della rosa, può essere considerata un’eroina senza tempo, che con coraggio e dedizione, con impegno, procede spedita alla ricerca della verità, vivendo la propria quotidianità tormentata.
Pagina dopo pagina, parola dopo parola, il lettore viene trasportato in un turbinio di elementi diversi, che denotano il cambiamento di Anita, e con lei cambia anche il ritmo della narrazione. Proprio come una boccata d’aria fresca in un afoso pomeriggio estivo.

Alice Basso, ha scritto un libro multiforme, piacevole da “gustare”, grazie al quale lasciarsi trasportare.
Anita sembra essere lo specchio dell’autrice, una sorta di simulacro, che non ha paura di combattere contro le ingiustizie del tempo, non abbassa la testa, non sta zitta.
Chi la letto altri romanzi di Alice Basso può facilmente intuire il concetto: quella carica emotiva che contraddistingue ogni suo libro.

Il grido della rosa è tutto ciò e altro ancora: determinazione, coraggio, intensità, desiderio di riscatto, sono le chiavi di lettura che il lettore seguirà sin dall’inizio, proprie del personaggio principale, ma anche di tutti gli altri.

Il finale sarà tutto da scoprire, ma una cosa è certa, sarà difficile distaccarsi da quei personaggi; riporre il libro significherà lasciarsi alle spalle una serie di emozioni, suggestioni e istanti magici, che travolgono come un’onda del mare, intensamente. 

 

Immagine in evidenza: Garzanti

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