Il posto degli Ebrei, il nuovo libro di Amos Luzzatto

il posto degli ebrei

Il posto degli Ebrei è il nuovo libro di Amos Luzzatto, edito da Garzanti. Una sintesi lucida e brillante, che si fa insieme tentativo di identificazione, spunto di riflessione e offerta di chiarificazione riguardo la questione ebraica, sul ruolo e sulla definizione degli Ebrei oggi e nei secoli, tema ancora attuale, nonostante venga affrontato dall’autore nei primi anni 2000. Porre la questione mettendo al centro gli Ebrei rende evidente quanto sia complicato il concetto di diversità in ogni ambito, tuttora ancorato a idee di distinzione e distacco, e quindi di opposizione, ben lontano dall’inclusione che ci si aspetta in un paese democratico ed evoluto.

L’autore

Amos Luzzatto (1928 – 2020), è stato medico chirurgo, studioso, docente e politico italiano. Uomo di scienza, ha unito la sua professione medica alla passione e dedizione per le materie umanistiche: esperto conoscitore dei testi della tradizione ebraica, ha curato la traduzione in italiano di Qohelet, Shir haShirim e Ruth. La sua identità ebraica si è intrecciata a un costante impegno politico, prima tra le file di PCI e PISIUP, e poi come presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane fra il 1998 e il 2005. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Oltre il Ghetto, Conta e Racconta, Vita.

Il posto degli Ebrei, un saggio breve ma imponente

Luzzatto ripercorre il ruolo e la storia degli Ebrei, in un percorso etimologico che proprio dalle parole tenta di definire e ricollocare sotto gli occhi del lettore l’origine, le radici di un popolo e di una religione, spogliandolo delle credenze e dei pregiudizi che vi si sono stratificati nei secoli. Il tentativo è quello di descrivere le caratteristiche di un popolo, un’etnia, una religione mai del tutto chiariti, attraverso un percorso che mette in luce la problematicità di qualsiasi classificazione che si proponga di analizzare l’umano; troppe le caratteristiche che gli anni e i secoli plasmano, modificano; una materia che, nel tentativo di definirla in una forma fissa, sfugge. Il risultato è un insieme eterogeneo ma che ha alla base dei criteri spesso poco noti.

Sicuramente unico comune denominatore per gli Ebrei è la religione, e insieme la lingua. E proprio a partire dalla lingua, le incomprensioni e gli errori storici vengono chiariti, mettendo in rilievo come spesso alcuni termini siano stati manipolati nei secoli a favore del pregiudizio che facilmente diventa base fertile di teorie cospirazioniste.

E ancora viene messa in rilievo la questione della diaspora e cosa essa implichi; un’assimilazione del popolo ebraico o una dissoluzione?

Attraverso la definizione, la conoscenza e dunque la comprensione, il tentativo è quello di proporre un’assimilazione che non comporti necessariamente un annullamento, come è avvenuto frequentemente nella storia ebraica. Spesso ciò è dovuto a pregiudizi che resistono, navigando sott’acqua anche in società apparentemente evolute e aperte alla diversità. L’analisi dell’identità e della diversità mette in evidenza come ogni tentativo di separazione e distinzione risulti a conti fatti arbitrario e illusorio; le stesse caratteristiche che ci differenziano, sono quelle che ci tengono uniti tutti in una comune razza, quella umana. Ed è probabilmente proprio questo che spaventa e quindi tende ad allontanare; l’indefinitezza, l’arbitrarietà della realtà inorridisce chi vorrebbe che tutto fosse unito, compatto, uguale. Una sicurezza fasulla le cui certezze vengono frantumante dalla constatazione della diversità che non riguarda solo gli Ebrei, ma gli esseri umani in generale. 

La prospettiva proposta dall’autore in Il posto degli Ebrei è quella di una diversità amica, che venga accettata e vista come una risorsa, non come una condanna o qualcosa da ripudiare. La riflessione di Luzzatto è un importante perché chiarisce quanto abbiano in comune le teorie cospiratorie che aleggiano e spesso prendono piede in tutte le società, compresa quella attuale; insieme mirano a bersagli ben precisi, e agiscono tutte secondo i medesimi modelli, alimentate da pregiudizi e ostilità infondate rivolte verso un comune capro espiatorio. 

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A proposito di Carmen Alfano

Studio Filologia Moderna all'università degli studi di Napoli "Federico II". Scrivo per immergermi totalmente nella realtà, e leggo per vederci chiaro.

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