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Intelligenza Alimentare di Irene Luzi | Recensione

Intelligenza Alimentare di Irene Luzi | Recensione

Irene Luzi è una psicoterapeuta che dal 2017 si dedica anche all’ecopsicologia e all’igiene naturale. La sua voce si fa spazio tra quelle di professionisti che combinano medicina, natura e spiritualità. «La relazione di aiuto è il filo rosso che attraversa tutta la mia vita professionale» scrive sul suo blog, Ecconatura: un progetto di informazione integrata, fatta di consulenze e percorsi personalizzati di risveglio della propria intelligenza alimentare. Autrice anche de La svolta vegetale del 2024, Luzi torna a mettere in pratica i suoi anni di esperienza sul campo e le sue ricerche etnopsicologiche nelle terre dell’Amazzonia, per restituirci una guida universale al benessere.

Concetto chiave Dettagli informativi
Autrice Irene Luzi (Psicoterapeuta)
Libri citati Intelligenza Alimentare, La svolta vegetale (2024)
Tematiche principali Ecopsicologia, igiene naturale, microbiota, nutrizione consapevole
Progetto correlato Ecconatura

Intelligenza Alimentare oltre i suoi nemici: cos’è…

I 10 capitoli del libro accompagnano il lettore in un percorso a più step. Prima ancora di introdurlo alla nozione di intelligenza alimentare e ai modi pratici in cui è possibile risvegliarla, gli fornisce delle chiavi di lettura preziose per sviluppare, innanzitutto, consapevolezza. Cosa intendiamo per intelligenza alimentare? Irene Luzi nel suo libro ce la spiega come la capacità insita in ognuno di noi – ma assopita a colpi di strategie di marketing, nutrizionismo e sensi di colpa – di ascoltare i reali bisogni del proprio corpo. Un po’ come per l’intelligenza emotiva di Goleman o quelle multiple di Gardner, quella alimentare è una forma di metacognizione, un modo di essere nell’hic et nunc che «unisce consapevolezza sociale, emozionale e corporea». L’obiettivo del libro non è indottrinare all’ortoressia: oscillare è concesso, è ascoltarsi che è d’obbligo. E così, già dal primo capitolo si insiste sulla deresponsabilizzazione del singolo. Si ammette il problema, ma si rintracciano le cause nel sistema. Questo guida le preferenze del consumatore sulla base del proprio profitto, vende dipendenza, il dannoso come necessità o tradizione, il malanno come ineluttabile e la rassegnazione come modus vivendi; crea il sintomo, poi guadagna sulla vendita del farmaco che lo cura. Ma la «pillola magica» – come rende bene l’idea, con ironia, l’autrice – non cura davvero. Ha effetti collaterali e causa dipendenza. Non lavora alla radice del problema, bensì zittisce il sintomo, ponendolo al centro del suo approccio. Il corpo si problematizza, si mentalizza. E così, anziché porgere un orecchio a ciò che cerca di comunicarci, semplifichiamo il tutto in una equazione precisa: la malattia è un malus da asportare subito, non un linguaggio da analizzare prima. Ci vuole poco, da quel momento, per convertirsi in ciechi fedeli del credo dei «sacerdoti del farmaco»: tabelle nutrizionali e macronutrienti, che riducono la perfetta ingegneria naturale del cibo in piccoli comparti divisi, sintetizzati e potenziati.

… e come risvegliarla

Intelligenza Alimentare è un libro rivoluzionario, che ci introduce a una lezione innovativa, ma che parla a una parte tutt’altro che nuova del nostro corpo. Irene Luzi non lascia proprio nulla al caso: porta linee guida chiare, lontane da stereotipi o semplificazioni. Non esistono regole al di fuori di ciò che il nostro corpo ci dice. «Torna a fidarti di te» si legge nel sottotitolo del libro. E così, si tracciano i binari di un viaggio alla scoperta dei pilastri della cura vera:

  • prevenzione
  • ascolto del corpo
  • salute del microbiota intestinale
  • rispetto degli ecosistemi
  • soprattutto, una consapevolezza svincolata dai dogmi dei camici bianchi

Il tutto, declinato attraverso scelte quotidiane che parlano la lingua dell’interezza, dell’armonia tra mente e corpo. Così, le tavole si tinteggiano dei colori della frutta e del cibo vegetale, naturale e integrale; le giornate si riempiono di:

  • sole
  • aria buona
  • movimento
  • sane relazioni

Il digiuno acquista valore, poiché permette al corpo di interrompere l’incessante lavoro di digestione per ascoltarsi e depurarsi; gli orari preimpostati dei pasti smettono di avere potere, giacché frutto di dettami esterni che niente hanno a che fare con i ritmi fisiologici. Pian piano si riduce la scelta di cibi cotti, che perdono parte del loro apporto nutrizionale. La cura di malattie e la giusta attività endocrina (ad esempio, dell’ormone della sazietà, o del GABA, che regola umore, motivazione e sonno) passa attraverso la salute del microbiota intestinale. Da esso dipende il 70% del nostro sistema immunitario e il 90% della produzione di serotonina. Ciò che mangiamo influenza la natura dei batteri (come probiotici e prebiotici) che lo popolano, e questi a loro volta determinano il nostro stato di salute generale.

«Sei ciò che mangi»

La lettura di questo libro insegna che il nutrimento non è neutrale: è una medicina naturale, una presa di posizione quotidiana e – come suggerisce Vandana Shiva – un voto politico. Sta a noi scegliere se votare per la dittatura dell’industria o per un mondo dove il rispetto per corpo, terra, animali e comunità sia re.

Fonte immagine: Amazon ( https://m.media-amazon.com/images/I/817OovtSZDL._SL1500_.jpg ), Adobe Firefly (blob:https://firefly.adobe.com/485e6569-cfae-4521-8d3c-cde121572c85 )

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