La favola di Awen e Aradia è il nuovo libro di Fiammetta Cotti, che Eroica Fenice ha intervistato.
Cenni biografici dell’autrice
Fiammetta Cotti, una vera artista dell’anima e della natura, è nata nel cuore pulsante di Roma ma ha scelto di abbracciare la tranquillità e la bellezza dell’Umbria. Qui, tra dolci colline, boschi incantati e il lago Trasimeno, ha realizzato un sogno che unisce creatività e amore per il mondo naturale: la prima Casa sull’Albero Awen della regione. La sua forte passione per il mondo naturale rende ogni sua iniziativa un viaggio affascinante.
La favola di Awen e Aradia: breve sinossi
L’opera vuole trasportare i lettori in un mondo incantato, dove la bellezza della natura si intreccia con elementi magici e fantastici. La storia mette in luce valori fondamentali come l’amicizia, il rispetto per l’ambiente, la solidarietà tra tutte le creature viventi, l’importanza di preservare la nostra connessione con la terra. Attraverso un racconto ricco di magia, coraggio e speranza, “La favola di Awen e Aradia” insegna a superare i pregiudizi, a rispettare il mondo naturale e a credere nella forza dell’unione. Un’avventura che celebra la bellezza della natura e il potere dell’amicizia, lasciando un messaggio di speranza per un futuro più sostenibile. Un libro per tutti, ragazzi e adulti.
Intervista
Da cosa e quando nasce La favola di Awen e Aradia?
La favola di Awen e Aradia è nata qualche anno fa ma ho voluto renderla pubblica proprio nel giorno del solstizio d’estate di questo anno per una scelta personale e spirituale circa l’incrocio di date per me importanti. La storia nasce dalla necessità di promuovere la tutela ambientale, non solo interagendo con gli ospiti che pernottano nei nostri alloggi particolari ma diffondendo il messaggio anche attraverso una narrativa semplice adatta sia a ragazzi che per adulti.
Non ci stiamo rendendo completamente conto di quanto stiamo impattando sul pianeta e di quanto sia fondamentale che la nostra specie riesca a convivere con l’ambiente, riconoscendo che ogni animale ha un ruolo fondamentale e che stiamo continuando a stravolgere l’equilibrio ecologico. L’ allerta sulla perdita della biodiversità è concreta e preoccupante; circa un milione di specie animali e vegetali rischiano l’estinzione nei prossimi decenni a causa delle attività umane che ne stanno accelerando la diminuzione drammaticamente e in modo significativo. Non possiamo pensare che questa situazione non ci riguardi personalmente o che coinvolga solo Paesi lontani. La favola di Awen e Aradia è una storia positiva che lascia intravedere speranza grazie alla collaborazione attiva dei personaggi, tutti infatti sono protagonisti poichè ognuno ha un ruolo significativo e fondamentale, proprio come in natura.
I nomi “Awen” e “Aradia” hanno un forte richiamo mitologico/pagano. Qual è il loro significato e perché ha scelto proprio queste figure per il suo racconto?
Awen è una terminologia gallese che indica il “soffio, brezza dell’ispirazione poetica”; per me simboleggia quell’ispirazione che mi ha guidata a prendere scelte importanti e a compiere gesti concreti, realizzando progetti nella mia vita, rimanendo fedele alla mia essenza; è l’ispirazione che deriva dalle mie origini e che mi è stata trasmessa da mio padre defunto, bioarchitetto. Nella favola, Awen è la personificazione di quella particolare ispirazione; può essere invocata, percepita, è presente, è il braccio di Natura, la Grande Dea ed è la sorella divina di Aradia.
Nella favola, Aradia è una giovane donna e rappresenta il ritorno alle origini, la connessione dimenticata con gli elementi naturali che sa utilizzare per fini positivi. Aradia, infatti, era nota nel folklore italiano come la Dea della Luna e della Natura, regina delle streghe. Nelle antiche società pagane, come i Celti per esempio, le donne rivestivano ruoli di primo piano: guerriere, profetesse, dottoresse, regine, sacerdotesse; sembra incredibile da pensare oggi. Fu l’avvento della religione cristiana a porre fine all’egualitarismo di queste comunità e le donne che detenevano il potere o la capacità di influenzare il mondo intorno a loro furono ridotte al rango di figure demoniache chiamate streghe ma a me le streghe piacciono e le ho riabilitate in questa storia onorandole con Aradia. Ella nella favola funge da connessione tra vari mondi: il naturale con il soprannaturale, i selvatici con gli umani, i tempi moderni con le origini: tutto è collegato e inscindibile, proprio come in natura.
Awen e Aradia sono “le Luminose”, la luce interiore che sta tentando di illuminare la parte oscura dell’uomo e portarlo al risveglio dimenticato della sua connessione con la natura, una consapevolezza che potrebbe salvare il pianeta dalla perdita del capitale naturale che incide sulla nostra stessa sopravvivenza. Sono entrambe figure femminili per celebrare la vita.
La trama coinvolge la salvezza di un animale e la protezione della biodiversità. Questo è un messaggio centrale per lei?
Negli ultimi cinquant’anni, le popolazioni di numerose specie animali si sono ridotte in media del 73%. Il tasso attuale di estinzione è tra 100 e 1000 volte più alto rispetto al ritmo naturale, un fenomeno che non ha precedenti da 65 milioni di anni, ovvero da quando scomparvero i dinosauri. Questa crisi è causata principalmente dalle attività umane che provocano distruzione e degradazione degli habitat, sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, un sistema alimentare insostenibile e cambiamenti climatici. Anche in luoghi che sembrano incontaminati, la biodiversità risulta compromessa: molte specie sono scomparse dai loro ambienti originari a causa dell’impatto dell’uomo.
La fauna selvatica rappresenta un patrimonio prezioso per il nostro Paese ma troppo spesso viene denigrata, umiliata, mal compresa attraverso disinformazione, paure infondate e allarmismi ingiustificati.
Un esempio è il ritorno del lupo, che, è bene ricordare, non è stato reintrodotto; il ritorno di questo preziosissimo selecontrollore di fauna ha generato reazioni spropositate, frutto di ignoranza. Una maggiore conoscenza dell’etologia, lo studio del comportamento animale, aiuterebbe a comprendere meglio questi animali, superando paure irrazionali e favorendo una convivenza armoniosa.
Oggi il lupo è demonizzato come lo erano le streghe nel Medioevo, addirittura rispolverando liturgie contro il “malefico animale” in un paesino del nord Italia ma oggi, nel 2025, la società dovrebbe essere progredita. Disponiamo di molte conoscenze scientifiche e strumenti per comprendere la realtà, non è più accettabile giustificare atteggiamenti distruttivi solo per favorire interessi economici di pochi a discapito della biodiversità che invece riguarda l’intera collettività.
Nel racconto La favola di Awen e Aradia, la salvezza di un animale selvatico diventa una missione collettiva: ogni personaggio mette a disposizione le proprie forze perchè è consapevole del valore anche di una sola creatura per il mantenimento dell’equilibrio ecologico, soprattutto considerando la gravità della situazione attuale. Una priorità che dovrebbe essere degna di particolare rispetto e protezione e che ritengo assoluta.
Quale personaggio le è stato più caro o più complesso da scrivere e perchè?
Uno dei personaggi della storia che mi è particolarmente caro è il lupo Faol, il Grande Saggio. Non a caso, egli è il sovrano di Bosco Incantato: la sua specie incarna la profonda conoscenza della natura e del suo fragile equilibrio, spesso minacciato dal conflitto con gli esseri umani che rappresentano anche la nostra interiorità. I nomi degli animali selvatici presenti nella narrazione sono espressi in lingua gaelica, questa è stata una scelta mirata per onorarli. Presso i popoli celtici infatti, il lupo simboleggiava l’intuito e l’apprendimento ed era associato alla forza interiore, fiducia e alla capacità di percezione profonda. Esso rappresentava quella parte nascosta di noi stessi, una forza interiore che veniva chiamata Ombra. Forse è proprio questo aspetto, questo riflesso del nostro io più profondo, che ci fa temere tanto la figura del lupo? Nella favola, durante un evento drammatico, qualcuno affonderà lo sguardo negli occhi dei lupi, cambiando la sua visione circa la percezione della natura. Una speranza, chissà…
Qual è stata la sfida principale nel bilanciare un tono leggero e fiabesco con la serietà dei temi trattati?
La difficoltà principale è stata sviluppare un racconto semplice e ottimista, capace di portare l’attenzione e il risveglio in noi stessi circa bellezza della natura, con positività anche nell’evento drammatico della favola, senza annoiare.
Se dovesse scegliere una singola frase o un breve passaggio del libro che riassume al meglio lo spirito dell’opera, quale sceglierebbe?
La parte che preferisco del libro è quella in cui viene stipulato il Patto Segreto degli Animali: un sacro accordo giurato da tutte le creature del Bosco Incantato, fondato sull’impegno reciproco al soccorso in caso di grave difficoltà per salvare, come priorità assoluta, anche un solo animale selvatico, superando temporaneamente le caratteristiche predatorie tra specie.
Ha in programma un seguito per Awen, Aradia e gli abitanti del Bosco incantato?
Certamente, la storia ha già un seguito su cui sto lavorando così come stanno facendo anche le Luminose.
Ringraziamo Fiammetta Cotti per aver risposto in modo simpatico ed esaustivo alle domande.
Fonte immagine in evidenza: Ufficio stampa

