La festa di matrimonio. Omertà e colpa nel giallo di Di Gregorio

Adriano Di Gregorio

Lo scrittore siracusano Adriano Di Gregorio è di nuovo in libreria con il suo nuovo giallo “La festa di matrimonio” (Algra editore). Il romanzo riporta sulle scene letterarie il vicequestore Damiano Battaglia e il suo braccio destro, Concetto Spanò. Si tratta di due personaggi a tutto tondo, apparentemente diversi, ma in realtà complementari, legati da un rapporto di camilleriana memoria: certo, le dinamiche tra Battaglia e Spanò richiamano, per il lettore appassionato, quelle tra Montalbano e Catarella ma, come lo stesso Di Gregorio sottolinea, questa somiglianza dipende in gran parte dal fatto che due autori hanno vissuto negli stessi ambienti. La Sicilia, infatti, ancora terra di mafia e omertà, fa da sfondo agli avvenimenti narrati ne La festa di matrimonio, e la sicilianità  emerge con forza nel testo, sebbene Di Gregorio, al contrario del Maestro Camilleri, non faccia grande uso del dialetto locale. Al di là della coloritura linguistica, tuttavia, la Sicilia è presente nei modi di fare dei personaggi, nell’atmosfera e, soprattutto, nella vera natura della vicenda narrata. La festa di matrimonio è infatti un romanzo che riflette sul concetto di colpa e di diversità. Anzi, nella società in cui si muove Battaglia, violenta, corrotta, bigotta e omertosa, diversità e colpa sono sinonimi: essere in qualche modo diversi è di per sé un peccato e, per questo, genera una punizione. L’intolleranza e il pregiudizio sono la vera base narrativa su cui poggia La festa di matrimonio e, attraverso la figura del vicequestore Battaglia, Di Gregorio ci chiede di ribellarci alle ingiustizie e dar voce al vero cambiamento.  

La festa di matrimonio. Sinossi

Il romanzo si apre, come ogni poliziesco che si rispetti, con il ritrovamento di un cadavere, in un appartamento sul lungomare di Acireale. Il corpo appartiene a Domenico Grancagnolo e, sebbene apparentemente si tratti di suicidio, il vicequestore Battaglia ci mette poco a capire che dovranno indagare su un caso di omicidio. Da subito Battaglia comprende di trovarsi di fronte a un delitto complesso, radicato negli oscuri traffici mafiosi della sua zona. In particolare l’ispettore si concentra su Totò Sciuto, malavitoso locale sul quale non è mai riuscito a mettere le mani. Nel corso delle indagini, Battaglia, Spanò e i suoi collaboratori si troveranno ad interrogare numerosi sospettati e, ad ogni interrogatorio, aggiungeranno nuovi tasselli a questa intricata vicenda. A complicare una vicenda già complessa, si aggiunge il ritrovamento fortuito di una serie di vecchie lettere d’amore che sembrano avere un qualche legame con la morte di Grancagnolo o, almeno, con persone che hanno fatto parte del suo passato. Inizia quindi un viaggio a ritroso nel tempo, fino al lontano giugno 1982, in cui avvenne uno strano incidente stradale la cui dinamica non riesce a convincere del tutto il vicequestore. Tra rivelazioni agghiaccianti, lutti mai elaborati e segreti del passato che meritano di essere rivelati, l’autore racconta anche una storia di più ampio respiro accaduta a due giovani, Albert e Libera, nella Germania ai tempi del Muro, che solo alla fine rivelerà il suo legame con la vicenda principale.

L’autore, Adriano Di Gregorio

Adriano Di Gregorio (Siracusa, 1971) è laureato in Lettere moderne e Filosofia. Dal 1998 ha collaborato con la cattedra di Storia moderna della Facoltà di Lingue e con la cattedra di Storia contemporanea della Facoltà di Lettere dell’Università di Catania. Nel 2004 ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Storia moderna. Nel 2009 per la casa editrice Aletti è uscito il suo romanzo d’esordio, “Il Prima e il Dopo”. Per Algra Editore pubblica: nel 2014 il romanzo giallo “Il Peso della Verità” – con il quale prendono avvio i “casi” del commissario Battaglia – nel 2016 “La maga e il talismano”, nel 2017, insieme a Piero Juvara e Mario Lo Giudice, la raccolta di novelle “Il Pozzo delle tre lune” e nel 2019 “La festa di matrimonio”. Nel 2011, insieme alla scrittrice milanese Daria Colombo, ha vinto il premio letterario Akademon. Nel 2015 gli è stato conferito il premio “Cruyllas”, III edizione, riservato agli scrittori che si sono distinti per la diffusione della sicilianità. Dal febbraio 2018 cura un canale YouTube “Le Lezioni di Adriano Di Gregorio”, che conta quasi un milione di visualizzazioni l’anno, nel quale pubblica le sue lezioni di Letteratura italiana e di Storia.

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A proposito di marianna de falco

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