L’equilibrio delle lucciole di Valeria Tron I Recensione

l'equilibrio delle lucciole

“L’equilibrio delle lucciole” (collana Le stanze) è il primo romanzo di Valeria Tron. Edito da Salani, “L’equilibrio delle lucciole” è la narrazione intimistica di Adelaide, che trovandosi ad affrontare la separazione dal suo compagno decide di tornare nel suo paese natio in Val Germanasca, dove ritrova la sua famiglia, i luoghi dove è cresciuta e dove si parla il patois, un dialetto particolare che conoscono solo in pochi. 

Valeria Tron, è una cantautrice (è stata finalista al Premio Tenco), illustratrice, mediatrice culturale e artigiana del legno nata in Val Germanasca, dove vive per buona parte dell’anno.

“L’equilibrio della lucciole”- la trama

Siamo in Val Germanasca, in Piemonte. Qui decide di tornare Adelaide, una pittrice quarantenne che si trova a fare i conti con la propria vita, ad un passo dalla separazione con Edoardo, un uomo freddo ed anaffettivo. In Val Germanasca Adelaide è cresciuta: qui tutti si conoscono anche se ormai sono rimasti a vivere solo gli anziani, come Levì che ora è in ospedale in fin di vita e Nanà, una novantenne arzilla e simpatica. Così Adelaide cerca, nel dare conforto a Nanà e a Levì, di ritrovare se stessa, attraverso il suo passato che viene ripercorso tra le lettere di Lena, amata da Levì, partito in guerra e tornato quando ormai era stata costretta a rifarsi una vita, attraverso le fotografie, le  storie, i ricordi di una vita, ma anche attraverso le lettere che Adelaide scrive a suo figlio Gioele, ormai un uomo. 

“Avrei dovuto parlarti di Edo, di questo amore rotto dal peso di un elefante asmatico che era diventato greve misura dei giorni. E’ per rifarmi dal dolore che sono salta, per fare una muta, come ti ho detto il giorno che sono partita, con la speranza che morendo un po’ sarei riuscita a rinascere. So di darti dispiacere e potrei sembrarti l’ennesima vela sbandata che non riesce a trovare un porto.”

La fa da protagonista nel romanzo la lingua parlata lassù in Val Germanasca, il patois, un misto tra italiano e francese, che sembra riecheggiare tra le montagne e le bufere di neve, una lingua poetica e delicata che accomuna i cittadini della Valle, come se fossero custodi di una pietra preziosa, che il vento potrebbe portarsi via.

“L’equilibrio delle lucciole” è una narrazione poetica, un romanzo intimo e delicato, quasi musicale nei ritmi. Un romanzo consigliato a chi ama i toni bassi e la poesia.  

“Nanà ha aspettato per mesi un volto, una mano da tenere, il ritorno di Levì e ora, la compagnia le ha portato i primi fiori nati. Glieli avrebbe portati pure Levì, avesse potuto, ma inizio a pensare che, se non fossi salita a far la muta, le vipere del silenzio avrebbero seccato la pelle alle vite che in questo tempo si sono rilevate. Una tenaglia he stringe le lingue è la solitudine; Nanà l’ha divaricata e ora, spogliata di molti pesi, sembra più snella.”

 

Fonte immagine: Sito web Salani Editore

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A proposito di Rita Giordano

Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche e mi occupo di progettazione sociale per il No Profit. Mi definisco curiosa e appassionata verso l’arte in tutte le sue forme: amo scrivere, dipingere ma soprattutto leggere, tanto da andare in astinenza se non leggo per più di un una settimana. Ho collaborato con varie riviste specializzate (Storie, Cevitasumarte, Guerra e Pace, Eco delle città).

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