Joseph Sheridan Le Fanu è stato uno scrittore irlandese, esponente della letteratura gotica dell’Ottocento che ha influenzato numerosi autori successivi, tra cui Bram Stoker. Nato a Dublino nel 1814, riceve una forte educazione religiosa. Dopo aver studiato giurisprudenza presso il Trinity College, insegue la carriera di scrittore, cominciando con la pubblicazione di articoli su testate giornalistiche di cui era il direttore. La sua vita viene stravolta dalla morte prematura della moglie, Susanna, che lo spinge a ritirarsi dalla vita pubblica, dedicando anima e corpo alla scrittura delle sue storie. Le sue opere sono state innovative per diverse ragioni: hanno rotto le convenzioni dell’horror tradizionale, mostrando la paura nel quotidiano e concentrandosi sulla psicologia dei personaggi. Tra fantasmi e presenze demoniache, scopriamo tre libri di Sheridan Le Fanu da non perdere.
| Titolo del libro | Anno di pubblicazione | Tema narrativo principale |
|---|---|---|
| Carmilla | 1872 | Dimensione onirica, vampirismo e simbolismo macabro |
| Zio Silas | 1864 | Horror psicologico e terrore interiore senza elementi paranormali |
| Tè Verde | 1869 | Religione, indagine dell’occulto e dimensioni dell’inconscio |
Indice dei contenuti
Carmilla: la dimensione onirica

Questo libro, pubblicato nel 1872, è stato una grande fonte di ispirazione per la scrittura, venticinque anni più tardi, del Dracula di Bram Stoker. Ambientato in un castello in Stiria, viene raccontata la storia di Laura, una giovane ragazza che incontra, dopo un incidente, la bella Carmilla. Dopo averla accolta nel castello, avvengono una serie di strane morti nella cittadina che sembrano, in un modo o nell’altro, collegate proprio alla ragazza. Emerge in questo racconto uno degli elementi principali dei libri di Sheridan Le Fanu: l’atmosfera onirica che si scontra con un simbolismo macabro che aumenta con lo scorrere delle pagine.
Zio Silas: l’horror psicologico nei libri di Le Fanu
Nel 1864, l’autore pubblica questo romanzo, considerato dalla critica un modello di horror psicologico. Le vicende sono tanto semplici quanto ansiogene: la giovane Maud Ruthyn, ricca ereditiera, viene affidata allo zio Silas in una dimora lontana dalla civiltà. In un rapporto inizialmente positivo, le vicende evolvono facendo emergere degli aspetti sinistri e inquietanti che mettono in discussione la natura di Silas. Nonostante l’incipit presenti degli elementi riconducibili alle storie di fantasmi tipicamente ottocentesche, Le Fanu elimina ogni elemento paranormale, lasciando che il terrore sia puramente interiore e sottolineato dalla paura della ragazza nei confronti dello zio.
Tè Verde: tra simbolismo e religione

Questo è, tra i racconti di Sheridan Le Fanu, il più amato e celebre. Scritto nel 1869, viene raccontata la storia del reverendo Jennings, che viene perseguitato da una creatura dall’aspetto di una scimmia che solo lui può vedere. La persecuzione assume caratteri sempre più violenti: da sguardi in lontananza si passa, poi, a versi maligni e azioni aggressive che fanno sprofondare il reverendo in una spirale di follia. In aiuto contro queste manifestazioni interviene la figura del dottor Hesselius, uno dei primi investigatori dell’occulto della storia della letteratura. Con pochi personaggi, l’autore riesce a donare alla creatura un significato profondo: essa può essere associata alla personificazione del male o a una sorta di demone ancestrale che perseguita anche le persone più religiose. Con questa storia viene mostrato, ancora una volta, l’interesse nei confronti delle dimensioni dell’inconscio che, in modo originale, si scontra con la fede religiosa.
Questi tre libri di Sheridan Le Fanu sono stati capaci, nella seconda metà del diciannovesimo secolo, di rivoluzionare un intero genere narrativo: rompendo i canoni convenzionali della letteratura gotica, hanno esplorato i sentimenti legati alla paura in relazione alla mente umana e alle scienze dell’anima.
Fonte immagine in evidenza: Wikipedia (di dominio pubblico – ritratto di Brinsley Le Fanu)

